I migliori champagne del 2026

Confronta i migliori champagne del 2026 e scopri le offerte più convenienti

bollebrille
enotecagalvani
svinando
bernabeiit
bernabeiit
winehundred
caffetteriastazione
vinatis
vinatis
callmewine
corso101
amazon
callmewine
callmewine
antonioswine
antonioswine
bernabeiit
tannico
amazon
amazon
mywinestore
amazon

Dati tecnici

Tipologia

Spumante

Spumante

Spumante

Bollicine

Bollicine

Provenienza

Champagne, Francia

Champagne, Francia

Champagne, Francia

Francia

Francia

Vitigno

Pinot noir, chardonnay

Pinot noir 60%, Chardonnay 25%, Pinot meunier 15%

Pinot noir 40-50%, Pinot meunier 30-40%, Chardonnay 10-20%

Chardonnay; Pinot Nero; Meunier

Chardonnay; Pinot Nero; Meunier

Certificazione

AOC

AOC

AOC

AOC

AOC

Annata

2013

Cuvée

Cuvée

Dolcezza

Brut

Brut

Brut

secco

secco

Note

Agrumi, spezie, vegetali

Frutta matura, spezie, crosta di pane

Fragoline di bosco, lampone, ciliegia, rosa, pepe

Fruttato

Floreale

Gradazione

12,5%

12%

12%

12,5%

12%

Punti forti

Champagne millesimato

Assemblato con vini invecchiati 15 anni

Champagne rosé fatto da vini rossi e bianchi

Una delle etichette più famose tra gli intenditori

Champagne millesimato

Aromi complessi e ben bilanciati

Cremoso e vellutato al palato

Piacevoli note di frutta rossa

Maison con tre secoli di storia

Fatto interamente con uve chardonnay

Perlage sottile e persistente

85% da vigneti grand cru e premier cru

Ideale per l'apertivo

L'etichetta più famosa di tutte

Recensione completa
Recensione completa
Recensione completa
Recensione completa
Recensione completa

Lo champagne

Lo champagne è considerato da tutti il più prestigioso esempio di spumante. Le difficili condizioni climatiche in cui crescono i vitigni, il delicato processo di produzione secondo gli standard AOC (appellation d’origine contrôlée) e il lungo periodo di invecchiamento contribuiscono infatti a rendere ogni bottiglia di champagne un piccolo miracolo della vinificazione. In questa pagina andremo a scoprire le origini di questa bevanda di lusso, il suo metodo di produzione e le informazioni più importanti da sapere prima di acquistare una bottiglia di champagne e anche dopo, quando è il momento di servirlo.

Storia dello champagne

Il vino veniva prodotto nelle abbazie della regione Champagne già a partire dal Medioevo, ma non si trattava della bevanda frizzante che tutti conosciamo, bensì di vini rossi e fermi. I metodi di produzione si sono poi evoluti progressivamente nei secoli fino a raggiungere gli elevati standard di qualità attuali.
I progressi più importanti nella produzione dello champagne sono stati fatti nel XVII secolo, quando nelle corti iniziò a diffondersi la preferenza per i vins gris (simili ai rosati) anziché per i rossi. Visto che questi vini invecchiavano male in botte, i produttori iniziarono a praticare l’imbottigliamento in bottiglie di vetro con tappi di sughero (entrambi gli oggetti furono inventati in quegli anni).
Sebbene i viticoltori fossero molto abili nel produrre vino di qualità, la regione era però nota per essere afflitta da inverni molto freddi, in cui le temperature rigide facevano arrestare il processo di fermentazione. Quando le temperature aumentavano nuovamente in primavera, si verificava una fermentazione secondaria all’interno della bottiglia, che provocava la formazione di bolle di anidride carbonica nel vino creando la consistenza frizzante che oggi associamo allo champagne. Inizialmente, l’enorme pressione generata dalle bolle di gas faceva talvolta esplodere le bottiglie, ma questa particolarità, unita al gusto originalissimo dello champagne, contribuì a renderlo molto popolare tra i reali francesi e successivamente anche fuori dalla Francia.

champagne dom pérignon
Esistono diverse leggende che attribuiscono l’invenzione dello champagne al monaco (dom) benedettino Pierre Pérignon, nome che molti anni dopo sarebbe stato associato a una delle etichette più famose al mondo, Dom Pérignon. Non fu lui a inventare la bevanda, ma è a lui che forse si deve l’idea di assemblare uve di annate diverse e vitigni sia neri, sia bianchi, e di usare un tappo di sughero trattenuto da un tappo di canapa per evitare che la bottiglia esplodesse. È più corretto quindi affermare che lo champagne sia il frutto di un impegno collettivo basato su ricerche, esperimenti ma anche scoperte accidentali.

Produzione dello champagne

Vediamo ora quali sono le particolarità dello champagne e come questo si distingua da tutti gli altri vini.

Zona di produzione

Per ottenere l’appellativo di champagne un vino spumante deve essere prodotto nell’omonima regione vinicola a est di Parigi, un’area che comprende 319 cru (comuni vinicoli) e dal 2015 fa parte del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

champagne vigneti
La posizione geografica influisce enormemente sulle caratteristiche dello champagne. Ad esempio, il sottosuolo presenta un’alta percentuale di gesso, che favorisce il drenaggio dei terreni anche nei mesi più caldi. I vigneti sono inoltre esposti sia al clima oceanico, sia a quello continentale, perciò a temperature miti ma anche a improvvisi sbalzi di temperatura, con forti gelate durante l’inverno e violenti temporali estivi. Se da una parte queste condizioni possono essere disastrose per le uve e costringono i vignerons ad adattarsi continuamente, dall’altra l’alternanza di sole e precipitazioni favorisce il perfetto equilibrio tra zuccheri e acidità, unico nel suo genere.
Si tratta infine di una regione collinare, in cui i vigneti sono coltivati anche su pendii molto ripidi affinché siano esposti il più possibile al sole e il drenaggio dell’acqua avvenga facilmente.

I vitigni

La regione vinicola dello Champagne si estende su cinque dipartimenti (simili alle nostre province) ed è suddivisa in quattro “sottoregioni” vinicole, a ognuna delle quali è associato un vitigno diverso:

  • Montagne de Reims: in questa zona il vitigno dominante è il pinot noir, un’uva a bacca nera che dà vita a champagne rinomati per la loro forza, struttura e nobiltà. Reims, con le sue grandi cave di gesso adibite a cantine, è uno dei due grandi centri vinicoli della regione (l’altro è Épernay);
  • Valle de la Marne: un’altra uva a bacca nera che cresce su un terreno a prevalenza calcarea è il pinot meunier. Con questa si producono champagne dal bouquet fruttato e di grande morbidezza;
  • Côte des Blancs: qui il vitigno protagonista è lo chardonnay, un’uva bianca che, unita al sottosuolo gessoso, dà origine a champagne molto pregiati, con aromi leggeri, delicati ed eleganti. In questa zona si trova Épernay, dove hanno sede alcune delle maisons di champagne più famose, tra cui Moët & Chandon;
  • Côte des Bar: questa zona è prevalentemente coltivata a pinot noir e i suoi champagne sono vini di carattere, corposi e dagli aromi complessi.

champagne uve chardonnay
Per produrre lo champagne vengono usati principalmente questi vitigni, ma nel caso dei bianchi è possibile che lo chardonnay sia assemblato in piccole percentuali con queste altre uve a bacca bianca: pinot blanc, pinot gris, arbane e petit meslier.

Processo di produzione

La produzione dello champagne è legata al metodo champenoise o classico, ovvero la seconda fermentazione del vino in bottiglia che dà vita alle celebri bollicine. Ne abbiamo parlato più dettagliatamente nella nostra pagina sullo spumante.

Tuttavia per arrivare a ottenere le caratteristiche organolettiche uniche dello champagne, i viticoltori devono seguire un processo lento e rigoroso, che parte dalla potatura della vigna per prepararla alla crescita ottimale dei grappoli.
La vendemmia avviene a partire da metà agosto e le uve vengono raccolte esclusivamente a mano per assicurarsi che il grappolo abbia raggiunto il giusto grado di maturazione. Le uve vengono poi trasportate nel centro di pressatura il più rapidamente possibile (importantissimo per la corretta vinificazione in bianco delle uve nere) e pressate separatamente in base al cru e al vitigno. Si procede poi con la prima fermentazione nei tini, fase in cui il mosto si trasforma in vino grazie all’azione dei lieviti, sviluppando l’alcool e gli aromi fruttati tipici dei vini più giovani. Al termine di questo processo, la gradazione massima è di 11°.

champagne bollicine
Inizia dunque l’assemblaggio dei diversi vini da parte del maestro profumiere, che, mischiando le annate, i vitigni e i cru, riesce a creare uno champagne dall’identità unica.
A partire dal 1 gennaio gli champagne possono essere imbottigliati. È allora che ha inizio la seconda fermentazione. Durante questa fase, conosciuta come presa di spuma, lo champagne inizia a produrre le bollicine. La rifermentazione avviene grazie all’aggiunta del cosiddetto liquer de tirage, una miscela di zuccheri, lieviti e vino fermo, che oltretutto va a modificare il profilo sensoriale dello champagne.
A questo punto gli champagne sono pronti per la fase di maturazione sui lieviti, ovvero l’invecchiamento, durante il quale le caratteristiche del vino si modificano ulteriormente, acquisendo aromi più pieni e maturi. Lo champagne deve essere invecchiato almeno 15 mesi in cantina, ma è raro trovare bottiglie invecchiate meno di due o tre anni.
Il meticoloso processo di produzione non finisce però qui. Durante la maturazione le bottiglie vengono sottoposte al remuage, vengono cioè fatte girare lentamente a testa in giù per far confluire la feccia nel collo della bottiglia. Questa verrà poi congelata ed eliminata aprendo il tappo (dégorgement), dopodiché il vino verrà rabboccato (dosage) con un liquer d’expédition a base di vini più vecchi e zucchero. Questa ricetta cambia a seconda del produttore e dà allo champagne il suo profilo organolettico definitivo, determinando inoltre la tipologia a cui appartiene (brut, dolce etc.).
Terminato il dosaggio, lo champagne può essere finalmente tappato con il sughero e lasciato ad affinare da uno a tre anni.

Tipi di champagne

Esistono molti parametri che definiscono la tipologia di champagne. Vediamoli tutti.

Colore

Lo champagne è un vino spumante bianco che si può ricavare da un blend di uve bianche e di uve nere. Se invece vengono utilizzate esclusivamente uve bianche si parla di blanc de blancs, mentre se si utilizzano solo uve a bacca nera si parlerà di blanc de noirs.

champagne blanc de blancs
Oltre a questi esiste però anche lo champagne rosé, che rappresenta il 5% della produzione di champagne. Questo è l’unico vino francese che possa essere ottenuto dall’assemblaggio di vini bianchi e vini rossi. Un altro metodo per ottenere lo champagne rosé è la saignée, ovvero una breve macerazione delle bucce di uve nere nel succo, proprio come avviene per i vini fermi. I primi rosé hanno un colore tendente più al rosa che all’arancione, nonché un gusto meno “vinoso”. Non esiste invece uno champagne rosso.

Assemblaggio

Come abbiamo detto in precedenza, la fase di assemblaggio di diversi vini è molto importante per dare allo champagne la sua identità. Si parla di cuvée quando si usa un blend di vini di annate diverse, e di millésimé (molto più rari) quando si usa una sola annata. Ogni maison ha infine una cuvée de prestige, ovvero un’etichetta assegnata a quello che rappresenta l’eccellenza dei suoi champagne.

Dosaggio

Il grado di dolcezza, definito durante la fase di dosaggio, è l’aspetto più importante per capire se uno champagne possa essere di vostro gradimento o se si presti a essere accompagnato a un particolare piatto o momento del pasto. È una classificazione stabilita dall’Unione Europea che vale per tutti i tipi di spumante. Ne parliamo nel dettaglio al link qui sotto.

Qualità delle uve

Sull’etichetta dello champagne a volte è possibile trovare una dicitura che indica la qualità delle uve, basata sul cru di provenienza. I 319 cru della regione Champagne sono infatti suddivisi in tre livelli: grand cru è la classificazione più prestigiosa, di cui si possono fregiare solo 17 cru e che viene assegnata alle uve con uno standard qualitativo del 100%.

champagne grand cru
Alla seconda fascia, premier cru, appartengono 44 cru le cui uve hanno ricevuto un punteggio di 90-99. Tutti gli altri rientrano nella categoria autre cru e hanno comunque un punteggio di 80-89, a riprova del fatto che per produrre lo champagne vengono sempre usate materie prime di qualità.
Anche se è possibile che delle etichette particolarmente pregiate siano realizzate solo con uve grand cru e/o premier cru, nella maggior parte dei casi le maison usano blend di qualità diverse, inoltre la classificazione dei cru risale al 1920 e non viene modificata dal 1985, quindi non dovrebbe essere presa come unico indicatore della qualità di una bottiglia.

Produttore

Non ci riferiamo al nome della maison, bensì alla categoria professionale a cui appartiene (cooperativa, distributore, viticoltore etc.), che viene riportata in etichetta con due lettere. Le bottiglie più pregiate hanno queste sigle:

  • NM, ovvero le case produttrici che assemblano uve acquistate o coltivate nei loro vitigni;
  • RM, champagne prodotti e commercializzati dagli stessi vignaioli.

Dopo aver visto le caratteristiche dello champagne, vogliamo consigliarvi una selezione delle etichette più interessanti disponibili sul mercato italiano. Non si tratta di bottiglie da migliaia di Euro, ma di champagne di qualità con cui festeggiare un’occasione speciale.

Migliore: Dom Pérignon Vintage 2013

Voto QualeScegliere.it 9.4 / 10
5 / 5
  • Tipologia: Spumante
  • Provenienza: Champagne, Francia
  • Vitigno: Pinot noir, chardonnay

Punti forti

  • Champagne millesimato
  • Aromi complessi e ben bilanciati
  • Perlage sottile e persistente
  • L'etichetta più famosa di tutte

Dom Pérignon Vintage 2013 è uno dei migliori modelli disponibili in questo momento in commercio. Questo è uno spumante che proviene dalla Champagne, in Francia, ed è ottenuto da vitigni Pinot noir e Chardonnay, con certificato AOC. La bottiglia è dell'annata 2013, con dosaggio Brut, e presenta una gradazione alcolica del 12,5%. Per quanto riguarda il palato sono presenti note di agrumi, spezie e sentori vegetali. Tra i punti forti dello spumante Dom Pérignon Vintage 2013 segnaliamo che è uno Champagne millesimato, ha aromi complessi e ben bilanciati, perlage sottile e persistente ed è una delle etichette più famose al mondo.

Miglior qualità/prezzo: Bollinger Special Cuvée

Voto QualeScegliere.it 8.4 / 10
Recensisci
  • Tipologia: Spumante
  • Provenienza: Champagne, Francia
  • Vitigno: Pinot noir 60%, Chardonnay 25%, Pinot meunier 15%

Punti forti

  • Assemblato con vini invecchiati 15 anni
  • Cremoso e vellutato al palato
  • 85% da vigneti grand cru e premier cru

Bollinger Special Cuvée è uno dei modelli con il miglior rapporto tra qualità e prezzo che sono attualmente disponibili in commercio. Anche questo è uno spumante della Champagne, in territorio Francese e presenta un certificato AOC. La bottiglia è realizzata con Pinot noir al 60%, Chardonnay al 25% e Pinot meunier al 15%. Abbiamo davanti una Cuvée Brut con una gradazione alcolica del 12% e note di frutta matura, con spezie e crosta di pane. Tra i punti forti dello spumante Bollinger Special Cuvée segnaliamo che è assemblato con vini invecchiati di 15 anni, è cremoso e vellutato al palato ed è composto per l'85% da vigneti grand cru e premier cru.

Moët & Chandon Rosé Impérial

Voto QualeScegliere.it 8.1 / 10
Recensisci
  • Tipologia: Spumante
  • Provenienza: Champagne, Francia
  • Vitigno: Pinot noir 40-50%, Pinot meunier 30-40%, Chardonnay 10-20%

Punti forti

  • Champagne rosé fatto da vini rossi e bianchi
  • Piacevoli note di frutta rossa
  • Ideale per l'apertivo

Moët & Chandon Rosé Impérial è uno dei modelli che non vuole rinunciare alla qualità delle viti e quindi del sapore. Anche questa bottiglia è del tipo Cuvée Brut, e ha una gradazione alcolica che non supera il 12%, con note di fragoline di bosco, lampone, ciliegia, rosa e pepe. Lo spumante è certificato AOC ed è ottenuto al 40-50% da Pinot noir, al 30-40% da Pinot meunier e al 10-20% da Chardonnay. Tra i punti forti dello spumante Moët & Chandon Rosé Impérial segnaliamo che è uno Champagne rosé fatto da vini rossi e bianchi, ha piacevoli note di frutta rossa ed è ideale per l'aperitivo.

Veuve Clicquot Yellow Label Champagne

Voto QualeScegliere.it 7.5 / 10
Recensisci
  • Tipologia: Bollicine
  • Provenienza: Francia
  • Vitigno: Chardonnay; Pinot Nero; Meunier

Punti forti

  • Una delle etichette più famose tra gli intenditori
  • Maison con tre secoli di storia

Veuve Clicquot Yellow Label Champagne è uno dei modelli di qualità e infatti ha ricevuto un buon voto dai nostri esperti di vini e liquori. Anche in questo caso la provenienza non può che essere la Francia e la certificazione è del tipo AOC. La bottiglia è ottenuta da un mix di Chardonnay, Pinot Nero e Meunier, ha un gusto secco, note fruttate e una gradazione alcolica del 12,5%. Tra i punti forti delle bollicine Veuve Clicquot Yellow Label Champagne segnaliamo che è una delle etichette preferite dagli intenditori, e ha più di tre secoli di storia.

Moet & Chandon Impérial Champagne

Voto QualeScegliere.it 7.5 / 10
Recensisci
  • Tipologia: Bollicine
  • Provenienza: Francia
  • Vitigno: Chardonnay; Pinot Nero; Meunier

Punti forti

  • Champagne millesimato
  • Fatto interamente con uve chardonnay

Moet & Chandon Impérial Champagne è uno dei modelli più economici disponibili sul mercato senza rinunciare alla qualità degli ingredienti. Lo champagne è realizzato con viti Chardonnay, Pinot Nero e Meunier, ha una gradazione alcolica che non supera il 12%. La bottiglia si contraddistingue per note floreali e un gusto secco, ed è un alcolico proveniente dal sud della Francia, che presenta la classica certificazione AOC. Tra i punti forti dello champagne Moet & Chandon Impérial segnaliamo che è ha un gusto intenso e profondo ed è fatto con uve Chardonnay di elevata qualità.

Le domande più frequenti sullo champagne

Come si serve lo champagne?

Prima di servire una bottiglia di champagne è importante che questa sia alla temperatura ottimale, compresa tra gli 8 e i 10 °C, per esaltare al meglio gli aromi della cuvée. A una temperatura più bassa gli aromi sarebbero infatti meno percettibili e a una più alta si perderebbe la freschezza dello champagne.
Per servirlo correttamente è necessario tenere la bottiglia per il corpo o la base e non per il collo. Lo champagne va versato con delicatezza, in verticale e il più vicino possibile a un bicchiere inclinato, in modo da favorire la formazione del perlage. Si consiglia di riempire il bicchiere in due o tre riprese per dare il tempo alle bollicine di svilupparsi e impedire che la schiuma fuoriesca. Inoltre, è consuetudine riempire il bicchiere solo per due terzi, per consentire lo sviluppo dei ricchi aromi e sapori della cuvée selezionata.

Quale bicchiere usare per lo champagne?

Una volta versato, lo champagne reagisce in base alla forma del bicchiere in cui viene versato. Il miglior calice da champagne è quello a forma di tulipano, dove l’orlo più stretto rispetto alla coppa permette di concentrare e far sviluppare il bouquet del vino. Lo stelo stretto e lungo impedisce che la mano riscaldi inutilmente il vino e allo stesso tempo permette di apprezzarne le bollicine e il colore. Anche la flûte è ideale per osservare il colore e le bollicine dello champagne, inoltre aiuta a preservarne una certa freschezza, tuttavia è troppo stretta perché il vino si esprima appieno e le bollicine si presentano troppo rapidamente sotto al naso, mascherandone gli aromi.
Le coppe di champagne, molto belle da vedere, sono le meno adatte ad attivare gli aromi del vino, la cui effervescenza tende a fuoriuscire troppo rapidamente dal bicchiere. Inoltre, per via della forma, si tende a tenere la coppa non dallo stelo ma dalla sottocoppa, riscaldando così il contenuto.Per gli champagne di grande carattere come i millesimati sono ottimi anche i bicchieri da vino con un’apertura molto larga, che consentono allo champagne di sprigionare i suoi aromi e mantenere la sua corposità.
Per quanto riguarda il materiale del calice, vetro o cristallo, questo ha poco effetto sul gusto e sull’effervescenza dello champagne.

Quali sono i migliori produttori di champagne?

Sul mercato italiano è più facile trovare gli champagne realizzati dalle grandi maison rispetto a quelli prodotti dai piccoli vigneti indipendenti. Stiamo parlando di nomi storici, come Moët & Chandon (che produce anche il prestigioso Dom Pérignon), Veuve Clicquot e Mumm. Non si tratta però di champagne commerciali e quindi di scarsa qualità. Acquistando uno di questi marchi potrete infatti contare su secoli di esperienza nella produzione dello champagne, su una qualità costante delle loro annate (nonostante le gelate che affliggono la regione) e anche su una selezione molto ampia, che include etichette più accessibili e altre più esclusive, come i millesimati e i grand cru.

Quanto costa lo champagne?

Il prezzo minimo che ci si può aspettare di pagare per una bottiglia di champagne è di 35-40 €. Come per tutti i vini, la qualità aumenta assieme al prezzo: se perciò volete portarvi a casa uno champagne speciale, magari per fare bella figura con i vostri ospiti o festeggiare un’occasione importante, vi consigliamo di spendere tra i 70 e i 100 €. Le bottiglie più pregiate e costose possono raggiungere diverse migliaia di Euro.