I migliori gruppi di continuità del 2022

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Potenza

2.000 VA

400 VA

700 VA

1.000 VA

750 VA

Tipologia

Line interactive

Off-line

Online

Off-line

Line-interactive

Ingressi

Shuko, LAN e USB

Shuko e LAN

Shuko e LAN

IEC 320 C13

2xSchuko

Autonomia

10 minuti

10 minuti

10 minuti

10 minuti

10 minuti

Punti forti

Ottima potenza

Ideale per l'uso domestico

Ideale per l'uso domestico

Discreta potenza

Numerosi ingressi

Protezione per la telefonia

Offre ingressi per la telefonia

Prezzo contenuto

Funzione di risparmio energetico

Recensione completa
Recensione completa
Recensione completa
Recensione completa
Recensione completa

Come scegliere un gruppo di continuità

In questa guida illustreremo i parametri da prendere in considerazione se vi state chiedendo come scegliere un gruppo di continuità. Infatti, sono diversi i gruppi di continuità che troverete sul mercato e capire qual è quello adatto ai propri bisogni vi aiuterà a gestire al meglio il vostro budget.

Che cos’è un gruppo di continuità?

Un gruppo di continuità, o più correttamente gruppo statico di continuità (abbreviabile in UPS, Uninterruptible Power Supply), è un dispositivo che permette di alimentare in modo costante apparecchi elettrici, utilizzando corrente elettrica alternata. Viene utilizzato soprattutto come sussidio in casi di emergenza o black-out, per evitare che i propri dispositivi vengano disattivati senza che i dati siano stati salvati o senza che sia stata eseguita una corretta procedura di spegnimento, il che potrebbe compromettere l’integrità dell’hardware (basti pensare agli hard disk meccanici, o HDD). Ogni UPS è composto da diverse componenti di base, simili in modelli di ogni fascia di prezzo, mentre altre aggiunte possono variare a seconda della complessità del modello.

Gruppo di continuità che cos'è

Funzionamento

Anche se esistono differenze notevoli tra i gruppi di continuità per uso domestico e quelli industriali, la cui struttura è ovviamente molto più complessa, il loro funzionamento di base è molto simile. Vediamo innanzitutto le parti fondamentali presenti nella maggior parte dei gruppi continuità:

  • Convertitore AC: permette di trasformare la tensione alternata di un circuito elettrico in tensione continua;
  • Batteria/e: a seconda del modello, un UPS può disporre di una o più batterie, che sono indispensabili per accumulare l’energia fornita dalla corrente elettrica;
  • Filtri EMI: sono gli stabilizzatori, che permettono di annullare eventuali sbalzi e picchi di tensione, un fattore che riveste una grandissima importanza, come vedremo più avanti. Non sono presenti in alcuni modelli, che analizzeremo al paragrafo dedicato alle varie tipologie di UPS.

I gruppi di continuità, in sostanza, immagazzinano energia nelle batterie finché rimangono connessi alla rete elettrica. Nel momento in cui questa viene a mancare, nell’arco di pochi millisecondi entrano in funzione le batterie, che permettono ai dispositivi connessi di rimanere in funzione per un tempo limitato, solitamente non superiore ai 10 minuti. Questi sono comunque sufficienti per l’utente per provvedere al loro spegnimento in modo corretto.

A cosa serve un gruppo di continuità?

Il vantaggio principale di un gruppo di continuità è la protezione degli apparecchi connessi in caso di black-out improvvisi. Non solo PC, console di gioco, modem o smart TV, ma anche dispositivi che non possono affatto tollerare un’interruzione di corrente, come per esempio server di rete, dispositivi medici, di allarme, di sicurezza o di automazione domestica possono essere connessi a un UPS, in modo che possano essere preservati in qualunque situazione.Gruppo di continuità vantaggiInoltre, un gruppo di continuità di fascia medio-alta aiuta anche a ripulire la corrente in entrata da eventuali sbalzi o picchi di tensione, che normalmente si verificano in gran parte dei circuiti elettrici, soprattutto tra quelli domestici e potrebbero danneggiare i circuiti. Grazie ai filtri EMI, citati nel paragrafo precedente, la corrente fornita ai dispositivi connessi è stabile e viene emessa sotto forma di onda sinusoidale pura, un fattore che aiuta in modo significativo a preservare le componenti interne di qualunque tipo di apparecchio, informatico e non. Se prolungati nel tempo, infatti, gli sbalzi di tensione possono danneggiare l’hardware di qualunque dispositivo, riducendone in modo significativo la vita e costringendo a investimenti aggiuntivi per riparazioni o sostituzioni.

Quanto deve essere potente un gruppo di continuità?

La potenza di un UPS varia a seconda delle necessità del singolo utente. Prima di acquistare un particolare modello, infatti, è bene considerare quanti dispositivi si vogliono connettere e, ovviamente, a quanto ammonta la loro potenza combinata. Come vedremo spiegando meglio la potenza, va fatta particolare attenzione all’unità di misura riportata sui singoli prodotti o alimentatori, convertendo correttamente eventuali valori in Watt o in Voltampere quando necessario.
Nel caso in cui si volesse collegare un computer, inoltre, ricordiamo che è fondamentale controllare quale tipo di alimentatore abbia in dotazione. Gli alimentatori con PFC attivo (Power Factor Corrector, cioè fattore di correzione di potenza attiva), infatti, aiutano a ottimizzare i consumi, richiedendo una minore potenza rispetto a quelli con PFC passivo, ma richiedono necessariamente un gruppo di continuità in grado di produrre una corrente sinusoidale pura (UPS sinewave o pure sinewave).

Potenza

Uno dei parametri più importanti da verificare quando dobbiamo scegliere quale gruppo di continuità comprare è sicuramente la potenza, perché chiarisce le dimensioni del carico che potrà gestire. Esistono diversi modi e unità di misura utilizzati dalle aziende per misurare questo parametro, alcuni meno accurati di altri. Spesso, ovviamente, vengono utilizzati quelli che possono essere falsati con più facilità, che possono dunque far sembrare un particolare prodotto più potente di quanto effettivamente non sia. Analizziamo brevemente le varie unità di misura e le loro caratteristiche:

  • Watt (W): è la più affidabile, anche se una delle meno utilizzate, dato che è più difficile falsarne il valore. Viene solitamente usata per indicare la potenza attiva, ovvero quella che viene realmente utilizzata per eseguire operazioni utili;
  • Voltampere (VA): è il più diffuso in assoluto e facilmente manipolato dai produttori. Può anche raddoppiare la capacità reale di un UPS, a seconda del modello, e sicuramente è in grado di attirare più facilmente utenti poco informati. Normalmente, infatti, viene usata per misurare la potenza apparente di un dispositivo, ovvero quella teorica supportata, e non quella attiva, che come abbiamo visto viene effettivamente convertita in energia e lavoro utile;
  • Voltampere informatici: è praticamente un valore di fantasia, spesso sfruttato per mascherare la potenza reale del gruppo di continuità attraverso numeri in apparenza più alti e dunque più appetibili per gli utenti inesperti.

In generale, dunque, consigliamo di cercare, ove possibile, informazioni riguardanti la potenza in Watt. Qualora fosse presente solo quello in VA o in altre unità di misura poco chiare, sarebbe meglio reperire maggiori dettagli e calcolare il valore effettivo in Watt, così da non rischiare sovraccarichi o danni sia al gruppo di continuità che ai dispositivi connessi.Gruppo di continuità potenza

 

Gruppi di continuità off-line standby

Sono i modelli più semplici e generalmente più economici. Di dimensioni inferiori, dunque meno ingombranti, sono il prodotto adatto soprattutto a utenti che volessero alimentare singoli dispositivi, come computer o televisori. Sono anche i meno protettivi, dato che richiedono qualche millisecondo prima di mettersi in funzione da quando viene a mancare l’alimentazione via corrente elettrica. Per risolvere questa falla vengono solitamente utilizzati dei condensatori, che però non sempre sono in grado di reggere tutto il carico energetico richiesto per alimentare correttamente vari dispositivi connessi. Questo tipo di UPS è dunque sconsigliato per apparecchi che verrebbero danneggiati pesantemente anche da un minimo sbalzo della corrente, come per esempio i server di rete, che richiedono un’alimentazione costante. L’economicità e la semplicità deriva dal fatto che sono senza stabilizzatore, e dunque non assicurano che la corrente in uscita sia priva di sbalzi o picchi di tensione. Esteticamente questi UPS possono essere molto simili a delle ciabatte con più prese.

Gruppo di continuità Off-line standby

Gruppi di continuità on-line (Doppia Conversione)

Sono modelli più cari rispetto a quelli off-line, di dimensioni maggiori, e non presentano alcuna interruzione tra il momento in cui viene a mancare la corrente e quello in cui si attiva il gruppo di continuità stesso. Questo lo rende adatto anche ad apparecchiature delicate, anche se ha lo svantaggio di consumare più energia rispetto ai modelli standby, dato che i filtri EMI sono costantemente attivi e ovviamente richiedono una maggiore potenza. La grande maggioranza dei gruppi di continuità con una capacità al di sopra dei 2 kVA appartiene a questa tipologia;

Gruppo di continuità On-line

Gruppo di continuità con stabilizzatore

Gli UPS appartenenti a questa categoria sono i cosiddetti line-interactive, o gruppi di continuità stabilizzati. Gli utenti in cerca di un gruppo di continuità per PC fissi per la produttività (ufficio), stampanti, monitor, modem Wi-Fi e registratori di cassa dovrebbero preferire questo tipo di prodotto. Assomigliano più ai modelli standby, richiedendo circa 5 millisecondi per entrare in funzione, ma presentano un’aggiunta particolare, ovvero un regolatore automatico di tensione (AVR), costituito da un trasformatore definito multi-tap a tensione variabile. Grazie alla capacità di aumentare o diminuire il numero di bobine di filo alimentate dalla corrente, è in grado di modificare la propria tensione di uscita. Questo permette di non consumare la batteria nel momento in cui si subissero forti sbalzi di tensione e di gestire i casi di sovra- e sotto-tensione. Solo i modelli di fascia più alta di gruppi di continuità line-interactive dispongono di filtri EMI che producono un’onda sinusoidale pura, e possono essere utilizzati anche per connettere dispositivi elettronici più sensibili alle forti variazioni di carico. 

Quale connettività?

A seconda del modello e della fascia di prezzo, i gruppi di continuità possono presentare diversi tipi di porte / ingressi, fondamentali da verificare prima dell’acquisto dato che potrebbe essere necessario dotarsi di un adattatore. Vediamo nello specifico tutte le possibili porte presenti in un UPS.

  • Schuko: si tratta della classica presa tedesca, compatibile con la grandissima maggioranza di adattatori, trasformatori e cavi attualmente in commercio, e di norma si trova nei gruppi di continuità più economici, ovvero quelli Off-line. Sono chiaramente molto agevoli da utilizzare, ma va prestata attenzione visto che spesso non tutte le prese sono collegate alle batterie interne, e dunque alcune non offrono alimentazione in caso di black-out. In questo caso, l’UPS funge in parte da semplice ciabatta;

Gruppo di continuità prese schuko

  • IEC 320 C13: è una presa particolare usata in modelli di fascia medio-alta o per lo più destinati a usi professionali, anche se sono molto semplici da reperire sul mercato. Per collegare qualunque dispositivo normalmente presente in casa è necessario un adattatore, singolo o a ciabatta, a seconda delle necessità dell’utente;

Gruppo di continuità prese IEC 320 C13

  • USB: alcuni modelli presentano anche una presa USB, generalmente di tipo A, che può essere sfruttata per connettere l’UPS a un computer ed eseguire eventuali operazioni di diagnostica, per verificarne lo stato e monitorare possibili errori;
  • Alimentazione: è semplicemente l’ingresso attraverso cui si alimenta il gruppo di continuità, e va a sua volta connessa a una presa per la corrente tramite un cavo sempre incluso nella confezione del prodotto;
  • Batterie: in alcuni modelli, come vedremo sotto, è presente una presa che consente di collegare batterie aggiuntive. Questa è relativamente rara, sicuramente limitata a modelli di fascia più alta, adatti a usi professionali;
  • DLS: presente in modelli di fascia alta, è l’ideale per chi volesse connettere telefono, modem o fax.

Quanto dura un gruppo di continuità?

Abbiamo già sottolineato che l’autonomia media di un gruppo di continuità è di 10 minuti, con una gamma che va dai 5 ai 20 minuti. Questo può sembrare un tempo esiguo, ma solitamente permette di salvare il lavoro in corso, per esempio, su un computer e di spegnerlo correttamente evitando qualunque danno. È vero, però, che chi vive o lavora in ambienti di grandi dimensioni e possiede un gran numero di dispositivi potrebbe trovare troppo ridotto il margine di tempo concesso da un normale UPS. In questo caso è consigliabile acquistare un modello che preveda una porta destinata al collegamento di batterie aggiuntive, che sommate a quelle interne possono aumentare l’autonomia e dunque il tempo di funzionamento del gruppo di continuità. Va detto che si tratta sempre di pochi minuti, se non altro per quanto riguarda i modelli più facilmente reperibili sul mercato, ma questi possono essere sufficienti per alcuni utenti per eseguire una corretta procedura di spegnimento su tutti i dispositivi connessi.

Gruppo di continuità autonomia

Quanto consuma un gruppo di continuità?

Usare un gruppo di continuità aumenterà senz’altro il consumo elettrico in casa o in ufficio.

Quanto costa un gruppo di continuità?

Il prezzo di un gruppo di continuità è influenzato sia dalla tipologia a cui appartiene, sia dal numero e dalla tipologia di ingressi, anche se sono presenti varie combinazioni che assicurano a ogni utente la possibilità di trovare il modello più adatto alle proprie esigenze. I modelli più diffusi sul mercato vanno da un minimo di 50 € a circa 150 €, anche se ovviamente sono presenti prodotti anche molto più cari, fino a oltre i 600 €, che però raramente sono necessari in ambiente domestico.

Quali sono i maggiori brand produttori?

Anche se quella degli UPS può sembrare una nicchia di mercato, esistono alcuni marchi che si sono specializzati nella produzione e commercializzazione di questi dispositivi. Anche se i loro cataloghi presentano gruppi di continuità in ogni fascia di prezzo, possono essere considerati generalmente affidabili. In particolare, i marchi noti in questo settore sono Trust, Tecnoware, Apc e Vultech.


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Domande e risposte su Gruppo di continuità

  1. Domanda di Marco | 14.06.2020 14:36

    Buongiorno, dovrei utilizzarlo per alimentare il modem nel caso venga a mancare la corrente. Quanto dura in questo caso la batteria? grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 15.06.2020 08:22

      La durata normalmente non supera i 10 minuti.

  2. Domanda di Massimo Di Marco | 13.12.2019 13:17

    Cosa consigliate per il Mac/OS 23″ da scrivania?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 13.12.2019 13:25

      Può essere sufficiente il Trust Oxxtron 1000 VA.

  3. Domanda di Andrea | 17.11.2019 19:52

    Ho una stufa pellets da 19 kw con potenza massima assorbita di 390 w..che ups mi consigliate.grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 22.11.2019 11:09

      Per avere la massima sicurezza consigliamo almeno il Vultech UPS2000VA-PRO.

  4. Domanda di Michele Mazzara | 13.11.2019 12:56

    Salve dovrei collegare una caldaia con Potenza nominale 500 watt per eventuali interruzioni di corrente momentanei. Cosa mi consigliate? GRAZIE

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 13.11.2019 16:35

      Per avere la massima sicurezza consigliamo il Vultech UPS2000VA-PRO.

  5. Domanda di Giulio | 08.11.2019 12:59

    Salve. Avrei bisogno collegare una stufa a pellet da 500W. Quale UPS mi consigliate? Grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 13.11.2019 16:33

      Puoi orientarti sull’APC Back-UPS BX1400.

  6. Domanda di Andrea | 27.10.2019 11:32

    Ho un PC con alimentatore Corsair RM 650W 80 plus gold, monitor, TV smart e modem. Come posso sapere la potenza complessiva in watt? Quale USP ?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 29.10.2019 09:43

      Per configurazioni di questo tipo è in genere sufficiente un modello come il Vultech UPS2000VA-PRO.

  7. Domanda di luigi | 23.10.2019 00:00

    Buongiorno, devo collegare un PC desktop (processore Intel i5 con windows 10) con monitor. Quale gruppo UPS mi consigliate ? Grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 29.10.2019 09:41

      Qualunque modello va bene per questo tipo di utilizzo. Puoi orientarti sull’APC Back-UPS ES 400.

  8. Domanda di salvatore d’orsi | 20.08.2019 14:00

    mi serve un gruppo di continuità per alimentare due pompe sommerse con autonomia di almeno 4 ore

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 21.08.2019 08:58

      Per questo tipo di prodotto devi rivolgerti a rivenditori specializzati, i gruppi di continuità pensati per l’utente medio sono utilizzati solo per emergenza e hanno un’autonomia molto ridotta.

  9. Domanda di Gino | 15.04.2019 16:31

    Salve, devo collegare un PC desktop e relativo monitor. Cosa mi consigliate?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 17.04.2019 08:48

      Il Trust Oxxtron 1000 VA dovrebbe essere sufficiente per le tue esigenze.

  10. Domanda di andrea giordani | 22.12.2018 05:50

    Ho un impianto di videosorveglianza ma in caso di blackout il modem si spegne e non sono in grado di visionare da remoto. Quale ups?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 07.01.2019 18:03

      L’APC Back-UPS ES 700 può essere un’ottima soluzione.

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