Le migliori stampanti 3D del 2022

Confronta le migliori stampanti 3D del 2022 e leggi la nostra guida all'acquisto.

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Tecnologia di stampa

FDM cartesiana

FDM cartesiana

FDM cartesiana

FDM delta

FDM cartesiana

Dimensioni max stampa (LxPxA)

20 x 14,8 x 15 cm

22 x 22 x 25 cm

23 x 23 x 26 cm

25,5 x 25,5 x 36 cm

22 x 22 x 25 cm

Risoluzione strato

0,1 - 0,4 mm

0,1 - 0,4 mm

0,1 - 0,4 mm

0,05-0,3 mm

0,1 - 0,4 mm

Precisione di posizionamento

± 0,2 mm

± 0,1 mm

0,01 mm

xy: 0,0128, z: 0,0025 mm

± 0,1 mm

Temperatura max piatto

120 °C

100 °C

110 °C

110 °C

110 °C

Velocità

30 - 100 mm/s

30 - 180 mm/s

20 - 100 mm/s

30-300 mm/s

180 mm/s

Diametro ugello

0,4 mm

0,4 mm

0,4 mm

0,4 mm

0,4 mm

Tipo filamenti

ABS, PLA, Compositi, HIPS

PLA, TPU, PETG

ABS, PLA, Compositi, TPU, HIPS, PETG

ABS, PLA, Compositi, HIPS, PETG, Flessibili, PVA

ABS, PLA, TPU

Connettività

USB, Scheda SD

USB, Scheda SD

USB, Scheda SD, U-Disk

USB, Scheda SD

USB, Scheda SD

File compatibili

STL, OBJ, X3G (output)

STL, OBJ, GCode (output)

STL, OBJ, DAE, AMF

STL, OBJ, GCode (output)

STL, OBJ, GCode (output)

Sistemi operativi

Windows, MacOS, Linux

Windows, MacOS

Windows, MacOS, Linux

Windows, MacOS, Linux

Windows, MacOS

Dimensioni

52,6 x 36 x 40,3 cm

47 x 47,5 x 62 cm

50 x 43 x 20 cm

n.d.

44 x 41 x 45,5 cm

Peso

15 kg

7,8 kg

7,4 kg

12 kg

8 kg

Punti forti

Ottima qualità di stampa, anche bicolor

Adatta ai neofiti

Design curato

Ottimo piatto, con auto livellamento

Ultra economica

Stampa di 2 oggetti in contemporanea

Ripresa di stampa

Montaggio facile

Estrusore Titan

Buona velocità di stampa

Ottimo rapporto qualità/prezzo per una stampante a doppio estrusore

Piatto migliorato rispetto a Ender-3

Ripresa di stampa

Struttura solida

Estrusori indipendenti rispetto al modello precedente

Abbastanza precisa

Ottimo piatto di stampa

Display e software migliorati

Allineamento automatico piatto su 16 punti

USB-C

Firmware Marlin

Punti deboli

Volume di stampa ridotto

Ventola rumorosa

Un po' rumorosa

Sensore di fine filamento da acquistare a parte

Necessari acquisti aggiuntivi per ulteriori funzioni

Standard output non tra i più comuni

Display non touch

Leggera

Non ha la ripresa di stampa

Rumorosa

Recensione completa
Recensione completa
Recensione completa
Recensione completa
Recensione completa

Come scegliere una stampante 3D

La stampa in tre dimensioni permette di realizzare oggetti o componenti di vario tipo partendo da un semplice modello digitale in 3D sviluppato con particolari software. Nel tempo, questa tecnologia ha conosciuto una serie di innovazioni talmente rivoluzionarie da permettere di portare nelle case di molti utenti uno strumento un tempo estremamente costoso e raro. Oggi è infatti possibile acquistare stampanti 3D entry level in moltissimi negozi online investendo anche cifre estremamente contenute, inferiori rispetto a uno smartphone di media qualità.Stampante 3D caratteristicheIn questa guida all’acquisto cerchiamo di comprendere meglio i parametri da tenere in considerazione al momento dell’acquisto di una stampante 3D entry level.

1. Tipologia

Innanzitutto, è importante considerare il tipo di tecnologia utilizzata dalla stampante 3D. Ovviamente nel tempo ne sono state sviluppate diverse, ognuna in grado di utilizzare materiali differenti e di offrire risultati con livello di dettaglio (risoluzione) e dimensioni finali più o meno elevati. In tutti i casi, studi confermano che durante questo processo vengono rilasciati dei gas contenenti nanoparticelle tossiche per l’uomo e inquinanti per l’ambiente, in percentuali variabile a seconda del materiale e in quantità proporzionale alla temperatura di lavorazione, per cui è indispensabile posizionare la stampante in un ambiente aerato e dotarsi di mascherine protettive adeguate. Il processo avviene in autonomia da parte della stampante seguendo le istruzioni contenute nel modello 3D, dopo opportune impostazioni di parametri da parte dell’utente. In caso di parti sporgenti, può essere necessario l’uso di un supporto in fase di stampa. Una volta stampato il modello, può essere avviata la fase di post-lavorazione, che consente di ottenere l’oggetto finale.

Stampanti FDM

La prima ad essere largamente diffusa sul mercato è stata la cosiddetta stampante FDM (Fused Deposition Modeling), cioè per la modellazione a deposizione fusam. Questa prevede l’uso di un filo di materiale termoplastico che viene canalizzato dall’estrusore nell’area di fusione (hot end), perché venga squagliato quanto basta (estruso) e poi trasferito in un ugello (nozzle) in grado di muoversi normalmente nello spazio su tre assi (x, y, z) per deporre la sostanza, strato dopo strato, sul piatto di stampa. La solidificazione avviene grazie al raffreddamento dell’oggetto stampato a contatto con l’ambiente. Una volta ottenuto il prodotto, la post-lavorazione dipende dal materiale: può ad esempio consistere nella carteggiatura per diminuire le righine orizzontali tipiche della lavorazione a strati.Stampante 3DAltri nomi con cui vengono chiamate le stampanti a deposizione fusa sono FFF (Fused Filament Fabrication) o più raramente PJP (Plastic Jet Printing). Nonostante il nome vari a seconda del produttore, la tecnologia è identica, infatti la sigla FDM agli albori della stampa 3D fu brevettata dall’azienda americana Stratasys (oggi tra i leader del settore) che aveva inventato il processo per la produzione industriale e professionale. Il brevetto, però, è scaduto nel 2009, dopodiché FDM è divenuto il termine più popolare. L’acquisto è consigliabile per la stampa relativamente veloce di oggetti senza dettagli minuziosi, tra cui contenitori alimentari e giocattoli per bambini di tutte le età, purché si faccia attenzione che non siano pericolosi all’ingestione. In certi casi è possibile fare a meno della post-lavorazione. Inoltre, si può stampare con materiali meno tossici e più ecosostenibili.
Nell’ambito delle FDM si distinguono:

  • Le stampanti cartesiane, le più diffuse. Sono quelle di forma cubica, chiuse oppure aperte, e in alcuni casi il piatto è mobile su uno o più assi. Test pratici hanno mostrato che eccellono nell’esecuzione di oggetti di media grandezza caratterizzati da linee rette. Nei casi in cui sono chiuse c’è una minore dispersione del calore e dei gas durante la fase di lavorazione, il che per alcuni materiali, come l’ABS, migliora la stampa, la sicurezza e i consumi. Per contro, il volume di stampa si riduce sensibilmente.
  • Le stampanti delta sono più ingombranti. Si sviluppano in verticale e l’ugello è installato su una base triangolare agganciata a un telaio, che con movimento agile crea l’oggetto sul piatto tondo e immobile. Stampano più velocemente, eccellono nelle linee curve e in precisione, ma perdono di definizione sui bordi esterni, perciò sono consigliate per oggetti più minuti.
  • Le macchine polari sono le ultime arrivate, sfruttano il sistema di coordinate omonimo. Qui il piano ruota su sé stesso e si muove anche lungo un asse (x e y), mentre l’estrusore si muove solo in altezza (z). Può stampare oggetti più voluminosi che richiedano meno dettaglio, con minor rumore e dispendio energetico.

Stampanti LCD a resina

Negli anni recenti sono diventate accessibili anche le stampanti a resina, solitamente oggetto gradito a chi ha inclinazioni manuali e artistiche, come artigiani gioiellieri. La resina può essere stampata in 3D con macchine a tecnologia SLA, DLP oppure LCD (quest’ultima è la più comune tra le stampanti non professionali). L’LCD prevede l’uso di uno schermo a cristalli liquidi e il movimento solo sull’asse z per l’ottenimento di un risultato finale ad alta definizione.Stampante 3D LCD a resinaRispetto alla stampa FDM, quella della resina non ha il problema della visibilità della stratificazione dei materiali: il prodotto finale sembra invece un pezzo unico, il che la rende utile per oggetti piccoli dai dettagli minuziosi. Di contro, i gas emessi in fase di stampa sono maggiormente tossici e il prodotto richiede una maggiore post-lavorazione, per cui l’acquisto è sconsigliabile a chi avesse poca pazienza e manualità. Tra tutte le stampanti è la meno indicata ad essere usata dai bambini, dato che alcuni materiali utilizzati in post-produzione sono pericolosi.

Stampanti alimentari

Le stampanti alimentari hanno iniziato la loro vita commerciale nel 2015. Possono creare oggetti commestibili, ma ad oggi non sono in grado di gestire autonomamente la cottura dell’alimento. Il materiale più diffuso è dunque il cioccolato per la creazione di guarnizioni nelle cucine professionali, anche se in quelle più all’avanguardia gli chef utilizzano molti altri materiali, come formaggio, patate e altri preparati alimentari indurenti. Stampante 3D alimentare carne veganAd esempio, nel 2022 l’azienda Novameat ha attirato l’attenzione in tutto il mondo con l’annuncio che presto venderà sul mercato le prime bistecche vegetali stampate in 3D. I prezzi delle stampanti alimentari sono ancora elevati (intorno ai 1.000 € per le guarnizioni di cioccolato), ad oggi non è un prodotto consigliabile all’utente medio, per cui non ce ne occuperemo oltre in questa guida all’acquisto.

Struttura

Le cosiddette stampanti kit sono le prime ad essere state lanciate. Queste devono essere assemblate direttamente dall’utente, il quale ha bisogno di una certa abilità manuale per montare correttamente i vari componenti, per cui vanno forte tra gli appassionati. Fortunatamente per i meno esperti, negli ultimi anni sono arrivate le pre-assemblate, il cui montaggio si limita all’avvitatura di qualche pezzo. D’altro canto, una stampante non smontabile non darebbe la possibilità di integrare parti aggiuntive o sostitutive per migliorare il proprio dispositivo, una volta che l’utente dovesse acquisire l’esperienza per farlo. Vanno anche considerati i materiali utilizzati per la scocca o per i pannelli su cui vanno montati i componenti della stampante. Nei modelli di fascia economica si possono trovare spesso supporti in legno, a volte molto sottili e che quindi non possono garantire una buona stabilità durante il processo di stampa. Dove invece esiste una struttura in metallo è ovviamente possibile godere di minori vibrazioni e, di conseguenza, ottenere un risultato migliore. Ecco anche spiegato perché il peso del dispositivo può essere un parametro da controllare in fase di acquisto.

2. Caratteristiche della stampa

Dimensioni di stampa

Le dimensioni massime della stampa (in verità sarebbe più corretto parlare di volume, ma i produttori generalmente indicano lunghezza, altezza e profondità) sono un fattore da considerare soprattutto per chi desidera stampare oggetti di dimensioni medie o grandi. Ovviamente la maggior parte dei modelli in commercio accessibili a tutti gli utenti, escludendo dunque quelli professionali o utilizzati nell’industria, presenta alcune limitazioni in questo senso, raggiungendo circa i 22 cm in altezza, lunghezza e profondità. Questo è dovuto in parte alle misure della stampante stessa, che spesso si aggira intorno ai 40-60 cm nelle tre dimensioni. Va sottolineato che a una fascia di prezzo più alta non corrispondono necessariamente dimensioni di stampa maggiori: spesso, infatti, sono altri i fattori che determinano un aumento o meno del prezzo.

Precisione e risoluzione

Nel momento in cui si acquista una stampante 3D i fattori fondamentali da verificare sono la precisione (accuratezza) e la risoluzione, che determineranno la fedeltà dimensionale e il livello di dettaglio con cui verrà eseguito il modello in tre dimensioni. Alcuni dei parametri chiave che seguono vengono impostati dall’utente prima della stampa all’interno del modello (su file). Nel caso delle stampanti FDM si parla dei seguenti dati:

  • Precisione di posizionamento dell’ugello, o sugli assi x, y e z, che indica sostanzialmente il margine di errore possibile nel posizionamento dell’estrusore sui tre assi. Il valore si aggira tra 0,1 e 0,3 mm nei modelli più economici, per arrivare a 0,025 o 0,011 mm in quelli di fascia più alta;
  • Risoluzione, che riguarda lo spessore degli strati (layer) depositati sull’asse z. Più sono piccoli gli strati, maggiore sarà la risoluzione, ma più spessi gli strati, più veloce la stampa. Normalmente questo dato è nell’intervallo tra 0,05 e 0,4 mm e l’utente sceglie di volta in volta il preferito.
  • Velocità di stampa, che viene indicata in millimetri al secondo. Infatti, nella stampa di un singolo oggetto si possono impostare dati molto variabili, con un intervallo che talvolta si aggira addirittura intorno ai 10-150 mm/s. Mantenendo nel modello 3D una velocità bassa per le parti più minute è possibile ottenere, più lentamente, risultati finali più precisi e con meno difetti, il che riduce la post-lavorazione. Adottando la velocità massima sarà possibile accelerare il processo.

Stampante 3D ugello

Altri parametri da conoscere
Normalmente anche il diametro dell’ugello avrebbe la sua influenza, dato che si traduce in risoluzione sugli assi x e y. Infatti, più è basso il millimetraggio dell’ugello, più alta è la risoluzione, ma aumentano anche il rischio di otturazione e il rallentamento del processo di stampa. Esistono ugelli dagli 0,1 agli 1,75 mm, ma quello in dotazione nelle macchine di fascia economica (sotto ai 1.000 €) di solito è da 0,4 o al massimo 0,3 mm. Dunque non è un parametro che prenderemo in considerazione in questa sede, perché sarà l’utente più esperto a montare l’ugello a seconda del risultato finale desiderato.Stampante 3D dimensioni Anche la temperatura di estrusione, presente solo nella stampa FDM, interessa gli utenti più esperti. Sarebbe la temperatura necessaria nell’hot end per raggiungere la fluidità che rende malleabile al meglio il materiale prescelto. Ogni materiale ha il suo punto di fusione e la temperatura di estrusione è leggermente inferiore ad essa. Facendo vari tentativi è possibile trovare la temperatura perfetta per ottenere il risultato voluto, cioè compatto, ma privo di colature. Il range dei materiali in commercio richiede una temperatura che va dai 180 ai 400 °C, per cui maggiore è il range coperto dalla vostra stampante, più materiali saranno compatibili. L’utente inesperto non ha bisogno di focalizzarsi su questo dato, perché i produttori indicano già nelle istruzioni la lista dei materiali compatibili con la stampante. Basti sapere che anch’esso è uno dei parametri impostabili nei modelli 3D e, tendenzialmente, più ampia la gamma, più ampia la possibilità di scelta.
Nel caso delle stampanti a resina la stampa è più precisa. La definizione di dettaglio è di 0,04 mm sugli assi x e y, e arriva anche a 0,01 mm sull’asse z, per una risoluzione nell’ordine dei 2K. Per quanto riguarda la velocità, trattandosi di un lavoro di precisione, si ha un processo più lento: in media la gamma è di 15-20 mm/s.

3. Compatibilità

Come ogni dispositivo elettronico, anche le stampanti 3D sono caratterizzate da una compatibilità più o meno estesa, sia per quanto riguarda elementi prettamente digitali, come i sistemi operativi o le tipologie di file supportate, sia per i materiali utilizzabili. Vediamo nel dettaglio anche questi fattori.

Formati file

Anche chi ha familiarità con diversi software di modellazione in 3D deve fare i conti con una serie di caratteristiche che rendono un file più o meno compatibile con un processo di stampa in tre dimensioni. Non tutti i file sono infatti supportati dalle stampanti, che necessitano di un mesh poligonale (ovvero un reticolo che permette di identificare un oggetto nello spazio, che deve inoltre possedere vertici, facce e spigoli), di un modello che rappresenti un solido chiuso, senza superfici che si intersecano.
Il file G-code
Si tratta di un vero e proprio file codice per la stampante contenente il linguaggio di programmazione per darle le istruzioni, la cui creazione non è alla portata di tutti gli utenti. Per questo serve un software affettatrice, o slicer (si pensi a Cura, Slic3r, IdeaMaker, Pathio, Flashprint o Simplify 3D), che ha il compito di tradurre i file di stampa in file codice. Solo l’utente esperto potrà intervenire al suo interno per dare delle istruzioni più accurate, come la variazione sul riscaldamento del piatto da eseguire in certe fasi di stampa. A volte è incluso con la stampante, ma i software slicer sono scaricabili anche da Internet.Stampante 3D compatibilitàI file di stampa più comuni contenenti i modelli compatibili con stampanti FDM e LCD a resina, invece, sono:

  • .STL (Standard Triangulation Language to Layer), che è quello più diffuso e generalmente compatibile con la maggior parte dei modelli in commercio. Questo può essere gestito da software CAD, utilizzato per la prototipazione rapida, è molto semplice da generare e processare, ma va notato che non è estremamente preciso;
  • .OBJ (Object), compatibile con moltissimi software di modellazione e generalmente utilizzabile solo con stampanti 3D di fascia media o alta;
  • .DAE, (Digital Asset Exchange), sasato su XML, formato libero COLLADA (Collaborative Design Activity) del consorzio Khronos Group;
  • .AMF, (Additive Manufacturing File), basato su XML, formato libero dell’American Society for Testing and Materials (ASTM). L’obiettivo dell’organizzazione ai tempi della sua creazione era il non invecchiamento dei file negli anni.

Stampante 3D file

Materiali

Esistono diversi materiali che vedremo nel dettaglio più avanti, per sceglierli bisogna tenere conto di alcuni fattori.

  • Come vengono percepiti all’occhio, al tatto e anche all’olfatto. Materiali odorosi, in particolare, sono maleodoranti durante la lavorazione, materiali semitrasparenti possono raggiungere la trasparenza in post-lavorazione;
  • Quali sono le loro proprietà meccaniche, determinanti per sapere quali funzioni potranno espletare gli oggetti stampati. Ad esempio, alcuni sono elastici e perfino gommosi, altri duri e resistenti, altri ancora sono o meno idonei al contatto con il cibo (pensiamo ai giocattoli);
  • Facilità di lavorazione, per cui più saranno impegnativi, più saranno sconsigliabili al neofita. Ad esempio, nella stampa FDM più sono alte le temperature necessarie a scioglierli, più la lavorazione risulterà complessa. In quasi tutti i casi sarà indispensabile avere una stampante dotata di un piano di lavoro riscaldato che eviti al materiale uno sbalzo di temperatura troppo grande tra ugello e ambiente, poiché lo shock termico rischierebbe di causare una deformazione del prodotto finale (warping). In altri casi è utile rallentare la velocità di stampa o avere una ventola extra per gestire il processo di raffreddamento;
  • Facilità di post-lavorazione, attività manuale che include la carteggiatura con carta abrasiva, la verniciatura, la lucidatura con smalti appositi, l’incollatura. Nella FDM serve ad eliminare le eventuali righine orizzontali create dalla lavorazione a strati, nella stampa a resina è un processo molto laborioso e include obbligatoriamente l’ulteriore irradiatura con lampade UV;
  • Sostenibilità ambientale, perché alcune sostanze sono più o meno biodegradabili o riciclabili, ma nessuna è a impatto zero.

Stampante 3D materialiPer la stampa FDM si parla di materiali termoplastici, cioè sostanze lavorabili grazie all’uso del calore, che vengono vendute al chilo in bobine di filamenti solidi dal diametro standard di 1,75 mm. Elenchiamo qui di seguito i materiali più diffusi per aiutare nella scelta d’acquisto, ma è bene notare che il mercato è vasto, dato che i vari produttori sono soliti affiancare ad essi anche dei mix non standard, più o meno innovativi.
PLA
Il PLA, Poliacido Lattico, è una bioplastica consigliabile agli utenti neofiti. Il PLA è il materiale più popolare di derivazione vegetale disponibile, il più ecologico quando, ma non è a impatto zero come alcuni pensano. Bisogna considerare che privo di certificazione può avere diverse composizioni a seconda del produttore, tanto che in media è solo per il 60% ricavato dall’amido di piante quali mais, grano o barbabietola. A seconda della composizione varieranno le caratteristiche, per cui si consiglia di verificare le indicazioni anche per la lavorazione. Generalmente la stampa cpn PLA è facile e rapida, ma l’oggetto stampato non è facile da post-lavorare. Di contro, lo stampato ricavato mostra la gradinatura della stratificazione, può deformarsi se lasciato al sole o sul cruscotto dell’auto, o danneggiarsi in caso di urti e umidità.
Riguardo alla sostenibilità ambientale, quando certificato è biodegradabile, ma solo in seguito a un processo industriale di compostaggio ad hoc gestito in un’isola ecologica che sia attrezzata per lo smaltimento di bioplastiche certificate EN 13432. Abbandonato nell’ambiente, il PLA contribuisce all’inquinamento da microplastiche. In alcuni casi indicati dal Comune può essere gettato nell’umido anziché nell’indifferenziato, certamente non può essere buttato nella raccolta della plastica, perché renderebbe impossibile il riciclaggio delle plastiche standard.

ABS
L’ABS, Acrilonitrile Butadiene Stirene, è anch’esso consigliabile ai neofiti. È il secondo materiale più diffuso dopo il PLA, perché il più economico e abbastanza facile da lavorare. Si tratta di una plastica dura a tutti gli effetti, derivata dal petrolio e non adatta al contatto con gli alimenti né a processi di serigrafia. Essendo un materiale al 100% artificiale non è biodegradabile, ma è riciclabile. Inoltre, può essere lavorato in combinazione con altri materiali.

  PLA ABS
Tipologia Bioplastica Plastica
Velocità di stampa Elevata Media
Caratteristiche Semitrasparente, ruvido, poco lucido, leggero odore Opaco/lucido, liscio, forte odore
Proprietà meccaniche Molto malleabile, rigido, poco resistente agli agenti atmosferici Duro, resistente agli agenti atmosferici, ai graffi e al peso, sensibile agli acidi
Temperatura deformazione ~ 60 °C ~ 95 °C
Temperatura fusione ~ 200 °C ~ 250 °C
Temperatura estrusione 130-190 °C ~ 220 °C
Costo Abbastanza basso Molto basso
Biodegradabiltà 1-80 anni 100-1.000 anni
Riciclabilità Sì, in isola ecologica Sì, in isola ecologica
Compostabilità Sì, in isola ecologica No
Tossicità Rischio alcuni gas emessi in estrusione Rischio diversi gas emessi in estrusione
Idoneità contatto cibi No
Warping Basso Elevato
Post-lavorazione Difficile Facile
Visibilità strati Moderata
Ideale per Giocattoli anche per bimbi piccoli Componentistica, giocattoli per bambini grandi

Stampante 3D struttura Altri materiali
Altri materiali comuni sono:

  • Filamenti compositi, formati da PLA insieme ad altri elementi, come per esempio fibre del legno (woodFill), rame (copperFill) oppure ottone (brassFill);
  • PETG, dalla famiglia dei poliesteri (PET), è usato anche per gli imballaggi alimentari. Si presenta semitrasparente, lucido e inodore. Il prodotto finale sarà molto flessibile, impermeabile e resistente agli agenti atmosferici (quindi non è biodegradabile), deformabile solo ad alte temperature, abbastanza resistente agli urti e agli acidi, sensibile ai graffi, abbastanza privo dei gradini generati dalla stratificazione. La temperatura di estrusione è elevata e richiede un piatto caldo, ma la stampa è perfino più veloce rispetto al PLA. Gli scarti possono essere gettati nella plastica per il riciclo;
  • Flessibili, (elastomeri termoplastici), quali TPU, TPE e Soft PLA. Tra questi, il primo è il più comune. Il TPU (poliuterano flessibile) è un materiale composto, perciò caratteristiche ed esigenze di lavorazione variano da brand a brand, ma è sempre gommoso ed elastico, il che lo rende sconsigliabile ai principianti. Richiede temperature di estrusione abbastanza alte, piatto caldo e post-lavorazione per eliminare i fili in eccesso;
  • SPLA, un composto di PETG, PLA, TPU e additivi. Si lavora agilmente come il PLA tranne che per le temperature maggiori, comunque inferiori rispetto a quelle richieste dal PETG. Il risultato finale guadagnerà la lucidità del PETG, ma senza la sua resistenza. Essendo composto, non è riciclabile e va gettato nell’indifferenziato;
  • HIPS, polistirene ad alto impatto, materiale economico, cristallino e lucido che può essere usato in combinazione con l’ABS. Offre maggiore resistenza all’urto e durezza. Molto sensibile al warping;
  • Altri materiali plastici, come il Nylon 618, molto resistente al peso, e PVA.

Il settore è comunque in continua evoluzione, soprattutto sul fronte bioplastiche, in linea con l’evoluzione “green” della società, perciò ci si possono aspettare novità sempre più interessanti ed eco-friendly per i possessori di stampanti 3D.

Resine
Invece, le resine sono materiali sintetici liquidi che vengono venduti in diverse tipologie e colori. Sono utilizzabili esclusivamente con le stampanti 3D a resina perché solidificano solo se esposte ai raggi UV, per cui vanno anche protette dalla luce solare, il che spiega il coperchio arancione che contraddistingue queste stampanti e la ragione per cui è sempre meglio verniciare l’oggetto finale.Stampante 3D resina Le resine sono mediamente più costose dei polimeri termoplastici e maggiormente tossiche, possono essere verniciabili oppure, spendendo di più, se ne possono avere di pensate per garantire solidità e durevolezza, oppure trasparenza o elasticità.

Sistemi operativi

Per quanto riguarda i sistemi operativi utilizzabili con questi prodotti, possiamo affermare che il più delle volte non esistano problemi di compatibilità. Anche stampanti 3D di fascia bassa offrono infatti supporto per Windows, Mac OS e Linux, sfruttando applicazioni, spesso open source e dunque gratuite, progettate per garantire la massima versatilità.

4. Funzioni aggiuntive

Alcuni modelli di stampanti 3D offrono alcune possibilità aggiuntive che per certi utenti potrebbero essere decisive al momento dell’acquisto.

Display

Risulta molto comodo poter disporre di un display per gestire il lavoro della stampante, meglio se touch.

Doppio ugello

In alcune macchine si trovano due ugelli (Dual Extruder), anziché uno, il che permette di utilizzare bobine con filamenti di colori o di materiali diversi, il che consente una varietà decisamente maggiore nella realizzazione delle proprie creazioni. Inoltre, talvolta i due ugelli possono essere usati per stampare due copie dello stesso oggetto.

Pausa e ripresa di stampa

Oggi quasi tutti i modelli permettono di riprendere la stampa da dove era rimasta, dato che memorizzano lo stato di avanzamento del progetto. Questa funzione è utile, ad esempio, in caso di blackout elettrici oppure se l’utente decide di mettere in pausa la stampa perché vede che sta subentrando un problema.

Livellamento del piatto

Il livellamento del piatto di lavoro è importante per il risultato finale. Il piano, infatti, deve essere perpendicolare agli assi dell’ugello, oppure l’oggetto avrà dei problemi di adesione alla superficie. Per questo l’utente neofita dovrebbe preferire una stampante con l’allineamento automatico del piatto (auto bed level) rispetto a quello esclusivamente manuale.

Temperatura del piatto

Oltre all’allineamento, per l’uso di più materiali è importante anche poter calibrare la temperatura del piatto, perché influisce sull’adesione dell’oggetto. Una stampante che non consenta affatto di riscaldare il piatto è senz’altro di fascia economica.

Altre operazioni

Un’ulteriore funzionalità messa a disposizione da alcune stampanti 3D è la possibilità di effettuare altre operazioni, come incisioni laser su superfici e materiali di diverso tipo, aggiungendo di fatto un’opzione che permette un certo risparmio da parte dell’utente creativo.Stampante 3D funzioni aggiuntive

Connettività

La grande maggioranza delle stampanti 3D può essere connessa al proprio computer tramite un normalissimo cavo USB. Tuttavia, va segnalato che esistono modelli wireless che possono essere connessi tramite Wi-Fi, evitando ingombri e permettendo a diversi utenti di sfruttare la stessa stampante con la massima libertà. Alcuni possono anche essere controllati da applicazioni per dispositivi mobili che consentono una flessibilità ancora maggiore. Va infine segnalato che ormai svariate stampanti 3D dispongono anche di uno slot per scheda SD o Micro SD, su cui possono essere salvati i progetti da realizzare, evitando collegamenti diretti con il proprio computer.

Le domande più frequenti sulle stampanti 3D

Quali sono le migliori marche di stampanti 3D?

Molti modelli di fascia economica sono progettati e assemblati in estremo oriente, ma questo non deve pregiudicarne la scelta, dato che spesso per esigenze di base queste stampanti 3D sono assolutamente sufficienti. Ad ogni modo, in un mercato ormai maturo il brand è importante in quanto sinonimo di una certa affidabilità del prodotto, di una policy orientata al cliente nella riparazione e nella sostituzione sia del macchinario, sia delle singole componenti, tanto nei primi tempi dopo l’acquisto quanto negli anni. Ad esempio, le Artillery e le Mingda hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo e sono facili da montare, ma le istruzioni sono solo in inglese. Alcuni brand non hanno centri di riparazione in Italia, nemmeno in convenzione.

Quanto costa una stampante 3D?

Per le stampanti 3D vale generalmente la regola applicabile alla maggior parte dei dispositivi elettronici: più alto è il prezzo, migliori saranno la qualità dei materiali e le funzionalità. Per le stampanti entry level FDM e a resina è possibile individuare diverse fasce di prezzo tra i prodotti più comuni e facilmente reperibili sul mercato, che partono da un minimo di 150 € per arrivare fino a circa 1.000 €. Oltre questo prezzo si entra nell’area semi-professionale e professionale, mercato in cui i prezzi sono molto più elevati e richiedono la conoscenza di software più complessi. Una stampante 3D entry-level di fascia media si aggira intorno ai 300-400 € e assicura normalmente un buon compromesso tra prezzo e qualità. Le stampanti alimentari hanno dei prezzi sopra i 500 € anche se sono solamente idonee alla stampa delle guarnizioni di cioccolato, per cui sono usate solo in ambito professionale.

Meglio una stampante FDM o a resina?

A un utente che non abbia mai stampato niente e non abbia una spiccata manualità consigliamo una stampante FDM, magari iniziando con il PLA. La stampante a resina di solito è quella prediletta da studenti di istituti artistici, appassionati di action figure e giocatori di ruolo.


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