Il registratore vocale, più propriamente detto dittafono, serve a registrare, cioè campionare e rendere riproducibile, qualsiasi suono, che si tratti di una conversazione, una performance musicale o un suono ambientale. Tra i brand che hanno fatto la storia di questo tipo di prodotto possiamo citare Philips, Sony, Olympus e Grundig, ma oggi sono molti i produttori minori operanti nell’elettronica che hanno anche i gli audioregistratori in catalogo.
L’ampio bacino di utenza dei registratori vocali include chi si dà all’ambito giornalistico, musicale, linguistico, antropologico, medico, legislativo, politico e creativo. Quale che sia il motivo per cui siete interessati a questo tipo d’acquisto, è opportuno fare alcune considerazioni prima di lanciarsi verso la scelta di un prodotto.
I migliori registratori vocali
Qualità di registrazione
Il registratore vocale è normalmente in grado di campionare la voce dei parlanti anche a una certa distanza, una caratteristica che può tornare particolarmente utile se dovete registrare un’intervista o un discorso, ad esempio. Questo è possibile grazie al microfono integrato di cui dispongono normalmente questi apparecchi.
Microfono
In genere, il microfono è sufficientemente sensibile da registrare un discorso sia a distanza ravvicinata, sia da circa 5 m di distanza, riuscendo a garantire una registrazione nitida e chiara. Come vedremo in seguito, esistono modelli che permettono di collegare anche un microfono esterno per migliorare le prestazioni del registratore da vicino.
Ma come valutare la sensibilità del microfono? È possibile capirla in anticipo?

Frequenza di campionamento
Questa specifica tecnica è molto importante nella scelta del registratore vocale digitale e potrebbe capitarvi di trovarla tra le informazioni espresse dal produttore. Per semplificare, potremmo dire che maggiore è questo valore, migliore è la qualità delle registrazioni.
La campionatura è la traduzione da segnale analogico a digitale, termine creato perché ogni numero registrato dall’apparecchio è proprio un campione, la cui sequenza ordinata nell’insieme costituisce per l’appunto la registrazione.

Formati di registrazione
Non abbiamo ancora accennato a una fondamentale differenza tra i modelli di registratore vocale presenti sul mercato, che ha un impatto decisivo sulla qualità e sul funzionamento in generale. Stiamo facendo riferimento ai registratori digitali e a quelli analogici.


mp3
Il formato mp3 è un tipo di file molto diffuso e comunemente utilizzato: è infatti quello con dimensione e “peso” (in termini di byte) minore a confronto con gli altri formati. Inoltre è caratterizzato da una qualità audio relativamente inferiore e viene prevalentemente scelto per via delle sue dimensioni ridotte, che garantiscono una durata della registrazione maggiore. Si tenga comunque presente che solo ascoltatori molto attenti sono in grado di notare le differenze con file di qualità migliore, motivo per cui non dovete temere che la qualità della registrazione sia così bassa da renderla incomprensibile.
AAC
L’AAC (Advanced Audio Coding) rappresenta l’evoluzione tecnologica dell’mp3 e regala migliore qualità audio a fronte di un minore ingombro di memoria. Oggi è un formato largamente diffuso e usato su Internet e dai telefoni Android e iPhone. Una volta avviata la riproduzione, il risultato dipende comunque molto dal codec integrato nel dispositivo che lo riproduce.

WAV
Il formato WAV, anche detto WAVE, è una tipologia di codec audio sviluppata da IBM e Microsoft. Questo tipo di file audio è stato sviluppato per offrire una qualità audio sensibilmente superiore ad altri, in particolare rispetto ai popolarissimi mp3. Il formato WAV/WAVE è utilizzato comunemente per la registrazione di tracce musicali proprio perché riduce la compressione delle onde sonore durante il processo di campionamento: questo tipo di file ha quindi dimensioni molto maggiori rispetto ai file mp3 e riempie la memoria digitale a disposizione più velocemente di questi ultimi.
DSS
Il DSS (Digital Speech Standard) è un formato digitale definito dalla International Voice Association, un’associazione creata da grandi aziende che operano nel settore della registrazione audio, ovvero Philips, Olympus e Grundig. I file DSS sono estremamente compressi e ideati per la registrazione vocale, riducendo al minimo la dimensione del file digitale. Un’altra caratteristica che distingue il DSS è la possibilità di includere nel file audio una serie di informazioni utili, quali tematica del discorso registrato, autore del discorso, durata, etc.
Dispositivo di memorizzazione
Se avete scelto un registratore vocale digitale dovrete preoccuparvi della memoria a vostra disposizione, il cui “riempimento” che varierà in base alla qualità di campionamento che selezionerete. Come già detto, infatti, i formati con un livello di compressione inferiore per offrire una qualità della registrazione migliore diventano ben più pesanti.
Talvolta i produttori specificano la memoria interna del registratore in GB, mentre altre volte la capacità di registrazione viene espressa in durata massima (che ovviamente varia a seconda del formato di campionamento). Non serve specificare che più memoria si ha a disposizione, tanto meglio è.

Se invece avete optato per un registratore vocale analogico, dovrete controllare la reperibilità e il costo delle cassette, che possono essere di tipo mini oppure normali. In generale, quelle normali sono più ingombranti, ma costano meno e offrono un minutaggio superiore.
Quali funzioni extra può avere il registratore vocale?
I registratori vocali possono avere funzioni extra che potrebbero risultare utili ad alcuni. Tra queste ricordiamo:
- Altoparlante incorporato: manca solo nei registratori molto economici, serve a riascoltare il registrato. Se manca, è necessario controllare le porte input/output per usare delle cuffie;
- Interruzione automatica: il registratore interrompe automaticamente la registrazione quando non viene rilevato alcun suono, il che risparmia energia e memoria;
- Calendario e orologio regolabili per salvare le registrazioni includendo data e ora di registrazione;
- Filtro dei rumori, che elimina le frequenze che rischiano di disturbare la registrazione.

Alimentazione
Tutti i registratori vocali sono alimentati a batteria, il che permette di utilizzarli senza bisogno che siano connessi a un filo. Il tipo di batteria utilizzato è normalmente lo stilo AAA, che va sostituito ogni qualvolta si esauriscano. Potrete optare in alternativa per delle batterie Ni-MH (Nickel-Metal Hybrid) che possono essere ricaricate, liberandovi dal fastidio di dover acquistare sempre nuove batterie dannose per l’ambiente.
In altri rari casi, i registratori integrano una batteria al litio che offre livelli di autonomia superiori rispetto alle comuni pile stilo e può essere ricaricata con un apposito trasformatore. Il lato negativo, in questi casi, è spesso l’impossibilità di cambiare la batteria come se fosse una cartuccia, ma di dipendere in toto dalla corrente per la nuova ricarica, che può richiedere 1 ora o di più.
I livelli di autonomia sono indicati in ore per formato di registrazione: migliore è la qualità audio in cui scegliete di registrare, minore è la durata della batteria. In media, con una registrazione in formato mp3 a 8 KBps (kilobyte per second) la durata della batteria si aggira intorno alle 30 ore circa.
Infine, i registratori vocali analogici possono consentire come seconda modalità l’alimentazione di tipo elettrico durante l’uso, via cavo tradizionale oppure USB.
Connettività
L’opportunità di collegare al registratore altri accessori utili (microfoni, cuffie, etc.) può cambiarne radicalmente le possibilità di utilizzo, aumentandone le potenzialità. Innanzitutto, nella maggior parte dei modelli in vendita si trova un ingresso per collegare un microfono extra: un registratore vocale con microfono esterno permette di aumentare la qualità audio notevolmente, tenendo il microfono (magari di quelli lavalier, che si agganciano agli abiti) esattamente alla distanza perfetta.

Se invece desiderate riascoltare con calma e in tranquillità le vostre registrazioni, potreste avere bisogno di un ingresso per jack audio da 3,5 mm tramite cui connettere un paio di cuffie.

Struttura
Un aspetto certamente importante in questo tipo di apparecchio è la sua struttura fisica, soprattutto se cercate un registratore vocale portatile. In questo caso è fondamentale acquistare un registratore il cui peso e le cui dimensioni non siano d’impaccio quando dovete trasportarlo in una borsa o tenerlo in mano durante una sessione di registrazione. Il peso di questi dispositivi si aggira normalmente tra i 60 e i 90 g, ma potreste imbattervi anche in modelli dalla struttura estremamente compatta e con un peso inferiore anche ai 20 g: questi sono i cosiddetti registratori spia, pensati per passare del tutto inosservati e fare in modo che nessuno si accorga di loro.

Controlli
Per assicurarvi di acquistare un registratore facile da utilizzare dovrete fare a caso a quali tasti comando abbia. Normalmente sono presenti un tasto di accensione, uno per avviare e interrompere la registrazione, due tasti per aumentare e diminuire il volume della riproduzione e uno per mandarla avanti o indietro.

Meglio il registratore o lo smartphone?
Sebbene la maggior parte degli smartphone abbia un sistema di registrazione, il registratore vocale ha un microfono migliore di quelli presenti sui telefoni.
Questo perché il microfono dello smartphone è specificamente concepito per catturare solo suoni vicini e tagliare fuori i rumori di fondo. L’uso dello smartphone è problematico in particolare per situazioni come lezioni e conferenze, oppure se si vogliono importare file audio con software di trascrittura. Senza contare il fatto che per tutta la durata della registrazione non potete usare il vostro smartphone e nel caso qualcuno dovesse telefonarvi dovreste ricominciare daccapo.
Oltretutto, la qualità della traccia audio registrata con il registratore è senza dubbio più elevata, idonea a successive manipolazioni tramite software di editing.
Usare un registratore vocale spia è legale?
Registrare persone con un registratore vocale spia senza che ne siano a conoscenza è di per sé poco carino, ma qualora la cosa dovesse finire in tribunale la legge ammetterebbe solo un’eccezione: nel caso in cui la registrazione sia stata messa in atto per raccogliere prove legali ai fini della difesa dei propri diritti. Non è invece ammissibile condividere le tracce così ottenute con terzi. Ogni condivisione non strettamente necessaria, volta, ad esempio, a diffamare la persona interessata, costituirebbe una violazione della sua privacy.