I migliori piani cottura del 2022

Confronta i migliori piani cottura del 2022 e leggi la nostra guida all'acquisto.

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Tipologia

Induzione

Gas

Induzione

Gas

Gas

Fuochi

4

6

4

4

4

Potenza fuochi

4x 2100/3000 o 2x 3700 W

1000, 2x 1500, 1650, 2600, 3250 W

1400, 2200, 3300 W

1000, 2x 1650, 3500 W

1000, 1750, 2x 2500 W

Limitatore potenza

3,7 kW

n.a.

3000-7200 W

n.a.

n.a.

Funzioni

Timer, Blocco sicurezza, Power boost, Controllo temperatura, Connessione zone cottura, Cappa integrata

Nessuna

Timer, Blocco sicurezza, Power boost, Connessione zone cottura

Nessuna

Nessuna

Dimensioni piano

83 x 52 cm

87 x 51 cm

60 x 52 cm

58 x 51 cm

59,5 x 51 cm

Dimensioni nicchia

77 x 49 cm

83,5 x 47,5 cm

56 x 49 cm

55,5 x 47,5 cm

56 x 48 cm

Punti forti

Cappa integrata nel piano cottura

Tanti fuochi per i cuochi più appassionati

Funzione mantenimento in caldo

Materiali solidi e durevoli

Molto economico

Possibilità di creare una doppia zona combinata

Bruciatore a tripla corona ad alta potenza

Riscaldamento rapido

Potente bruciatore wok posizionato sul retro

Facile da pulire

Funzione di cottura automatica

Versatile pesciera con bruciatori ruotabili di 90°

Possibilità di impostare con precisione la temperatura

Griglie lavabili in lavastoviglie

Compatto

Comodo per cucinare anche in due senza intralciarsi

L'area Flex si adatta a pentole di grandi dimensioni

Superficie resistente allo sporco

Punti deboli

Non adatto a cucine grandi

Recensione completa
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Recensione completa
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Come scegliere il piano cottura

L’angolo cottura è il fulcro delle nostre cucine e i suoi elementi devono essere scelti con molta cura, soprattutto quando si acquistano elettrodomestici da incasso come il piano cottura e il forno, che a differenza delle cucine a libera installazione richiedono più accorgimenti durante il montaggio e spesso l’intervento di un tecnico. Se avete una cucina componibile e siete alla ricerca di un nuovo piano cottura, in questa guida all’acquisto vi aiuteremo a capire le differenze tra le varie tipologie e ad effettuare la scelta più in linea con le vostre esigenze. Se invece siete alla ricerca di un piccolo piano cottura da appoggiare sul top della vostra cucina, magari nella vostra casa al mare o in un monolocale, vi consigliamo di consultare la nostra guida all’acquisto delle piastre elettriche.piano cottura

1. Tipologia

La prima scelta da fare quando si acquista un piano cottura riguarda il tipo di alimentazione che questo dovrà avere. In questa sezione elencheremo i vantaggi e gli svantaggi di ognuno, che però approfondiremo meglio nelle pagine dedicate a ciascuna tipologia. Premettiamo che le nostre considerazioni non riguardano quale fonte di energia permetta di risparmiare maggiormente in bolletta, dal momento che i costi di luce e gas sono sempre più soggetti a cambiamenti di prezzo, e se prima il gas era l’opzione più economica adesso è difficile predire cosa sarà più conveniente a lungo termine. Fatta questa premessa, facciamo una panoramica dei tipi di piano cottura esistenti.

Piano cottura a gas

I piani cottura alimentati a gas sono ancora presenti nel 90% delle case italiane e per installarli si dovrebbe avere un allaccio alla rete cittadina del metano, anche se molti modelli hanno la predisposizione per altri tipi di gas. Se siete abituati a cucinare con questo tipo di alimentazione, sarete probabilmente tentati di confermare questa scelta. Il gas è infatti il metodo di cottura preferito dagli chef professionisti e casalinghi per via del grande controllo che offre nella gestione delle temperature, dal momento che aumentando o diminuendo la potenza della fiamma questa raggiungerà immediatamente il livello desiderato. I modelli a gas hanno anche un prezzo più contenuto rispetto agli altri e sono gli unici che possono avere fino a 6 fornelli. Gli svantaggi principali sono due: da una parte il rischio legato all’uso di una fiamma viva o alle fughe di gas, dall’altra una significativa dispersione del calore tra il fornello e la pentola, che li rende i piani meno efficienti dal punto di vista energetico.piano cottura a gas

Piano cottura elettrico

I piani elettrici possono essere di due tipi: con piastre radianti in alluminio, molto economici e sempre più rari, o con piastre alogene e piano in vetroceramica. Tralasciamo i primi modelli, che sono ormai praticamente in disuso e sconsigliamo sia dal punto di vista della praticità che dell’efficienza energetica. I vantaggi dei secondi sono principalmente due: innanzitutto la facilità di pulizia, visto che il piano in vetroceramica è piatto e può essere lavato in pochi secondi, e poi la possibilità di sfruttare funzioni molto utili come il timer e il blocco bambini, che associate all’assenza di fiamme e gas rendono questi prodotti molto più sicuri di quelli a gas. Veniamo ai punti deboli: la dispersione di calore è leggermente inferiore rispetto ai piani a gas ma comunque presente e le piastre restano molto calde anche dopo l’uso con il rischio di eventuali scottature, inoltre impiegano più tempo a raggiungere la temperatura desiderata.piano cottura elettricoOltretutto, quando si acquista un modello elettrico bisogna considerare qual è l’assorbimento energetico del piano cottura rispetto al limite imposto dal proprio contatore: se si attivano più fornelli contemporaneamente oppure un fornello assieme ad altri elettrodomestici molto potenti come forno e climatizzatore, potrebbe saltare la corrente.

Piano cottura a induzione

I modelli a induzione hanno come i precedenti un piano in vetroceramica e sono alimentati da corrente elettrica, ma sfruttano un innovativo sistema di trasmissione del calore che tramite un campo magnetico riscalda direttamente la pentola. Il calore in questo modo si genera automaticamente sul fondo della pentola e non viene disperso, risultando di gran lunga il metodo più efficiente. Questi piani scaldano molto più in fretta dei piani elettrici tradizionali e sono anche più sicuri: prevengono i rischi di scottature, dal momento che non è il piano a scaldarsi ma la pentola, e una volta che questa viene sollevata il campo magnetico si interrompe, eliminando così la possibilità di lasciare il fornello acceso. Il fatto di essere i modelli più efficienti e sicuri li rende però anche più costosi, senza dimenticare che bisognerà acquistare a parte delle pentole compatibili con l’induzione.
Anche nel caso dei piani a induzione bisogna fare attenzione al limite previsto dal proprio contratto ed eventualmente propendere per un modello con limitatore di potenza, impostabile su diversi livelli.piano cottura a induzione
Per dovere di cronaca, informiamo i nostri lettori che esistono anche alcuni modelli di piani cottura ibridi con bruciatori a gas e una o due piastre elettriche o a induzione, che però sono ancora difficili da trovare in commercio. Si tratta sicuramente di una soluzione versatile perché permette di scegliere tra le due fonti di alimentazione a seconda del tipo di cottura che si vuole realizzare e anche dell’attuale prezzo di gas e luce.

2. Struttura

Dopo aver riflettuto sulla tipologia di piano cottura da installare nella vostra cucina, dovrete considerare alcuni aspetti legati alla sua struttura, a cominciare dalle dimensioni che questo deve avere.

Dimensioni

Se volete sostituire un vecchio piano cottura, dovrete attenervi alle dimensioni della nicchia già presente e dell’eventuale cappa aspirante, mentre se state progettando la vostra cucina avrete più libertà di scelta e dovreste valutare le esigenze del vostro nucleo familiare.
I piani cottura hanno dimensioni standard. Se la profondità è sempre la stessa (51-52 cm), per permettere l’installazione su qualunque mobile da cucina, la larghezza cambia a seconda del numero di fuochi secondo questa progressione:

  • 30 cm: piano cottura a 2 fuochi;
  • 45-60 cm: piano cottura a 3 fuochi;
  • 60 cm: piano cottura a 4 fuochi;
  • 70-85 cm: piano cottura a 5 fuochi;
  • 90 cm: piano cottura a 6 fuochi oppure a 5 fuochi ben distanziati.

Oltre i 90 cm si entra invece nell’ambito delle cucine professionali, di cui non tratteremo in questa sede. piano cottura dimensioniLe dimensioni del piano cottura sono di poco superiori a quelle della nicchia in cui può essere incassato: solitamente nel libretto di montaggio i produttori forniscono sia i dati relativi al piano, sia quelli della nicchia.
Per il fabbisogno di un nucleo medio composto da 2 a 4 persone in cui vengano preparate 2 portate a pasto, è sufficiente di solito un piano con 4 zone di cottura. Per le famiglie più numerose e per chi ama preparare tante portate insieme, anche usando pentole e casseruole dalle forme atipiche, meglio un piano cottura più ampio, da 5 o 6 fuochi.

Fuochi

Se la scelta del numero di fuochi è legata alle esigenze del nucleo familiare e/o alle dimensioni della propria cucina, la tipologia di questi può variare in base all’uso a cui sono destinati, quindi alle preparazioni e al tipo di pentole.
I piani cottura possono avere fuochi di piccole, medie e grandi dimensioni, con una potenza termica progressivamente maggiore. A seconda del tipo di piano, però, possono essere presenti tutti i tipi di fuochi o solo alcuni: i classici piani a gas con 4 fuochi hanno solitamente un piccolo fornello ausiliario (per il bollilatte e la moka del caffè), almeno due fornelli cosiddetti semi rapidi (di medie dimensioni) e un fornello grande, chiamato anche bruciatore rapido perché è in grado di raggiungere temperature elevate più in fretta, ad esempio per far bollire l’acqua della pasta.piano cottura tripla corona Negli ultimi anni si sono anche diffusi i bruciatori rapidi a doppia, tripla o addirittura quadrupla corona, conosciuti anche come bruciatori wok: questi permettono di distribuire il calore in modo più uniforme quando si utilizzano pentole o padelle di grandi dimensioni. Inoltre garantisce enorme flessibilità in quanto il fornelletto centrale può essere acceso singolarmente per quelle preparazioni che richiedono poco calore, come ad esempio la moka. In alcuni modelli il bruciatore wok sostituisce il bruciatore rapido, mentre in altri possono essere presenti entrambi.
Il discorso cambia leggermente per i piani elettrici e a induzione, dove a volte sono presenti solo bruciatori medi e grandi. Inoltre, i piani elettrici con piastre alogene possono avere una piastra espandibile, che trasforma la zona cottura circolare in ovale attivando una sezione laterale per adattarla a tegami più grandi, come nella foto in basso.piano cottura piastra espandibile I piani a induzione hanno invece introdotto la comoda funzione flex o bridge, che permette di collegare due fuochi per creare una zona cottura più ampia da usare con pentole di grandi dimensioni.
Un altro aspetto interessante da considerare riguarda la posizione dei fuochi. Se in passato nei modelli con 4 fornelli il bruciatore più ampio era collocato sempre in basso a sinistra, adesso esiste una maggiore varietà in termini di configurazione dei fornelli. Se vi sembra scomodo raggiungere le padelle posizionate sul retro quando è in funzione il bruciatore rapido, optate per un modello in cui il bruciatore rapido è posizionato più vicino alla parete o uno a 5 fuochi con bruciatore wok al centro.

Materiali

I materiali costruttivi possono fare la differenza nella scelta di un piano cottura, anche se si tratta più di questioni estetiche che non pratiche. La scelta riguarda perlopiù i piani a gas, dal momento che tutti i piani elettrici e a induzione sono realizzati in vetroceramica o ceran, un materiale bello da vedere e facile da pulire, anche per via dell’assenza di veri e propri fornelli in rilievo.
La maggior parte dei piani a gas sono realizzati in acciaio inox e possono avere una superficie a specchio oppure opaca. L’acciaio è un materiale molto resistente agli urti e ai graffi, infatti può essere lavato anche energicamente, risultando perciò anche molto igienico. Il vetro temperato, materiale più di nicchia, è invece più elegante e ricercato con la sua colorazione nera o grigio scura dall’effetto satinato. Nonostante questo materiale sia considerato più pregiato e di fatto costi di più, risulta però più delicato rispetto all’acciaio, perciò lo consigliamo principalmente a chi ama le cucine di design.piano cottura vetro temperato
Sempre restando nell’ambito dei piani a gas, un’altra scelta può riguardare i materiali delle griglie fornite in dotazione con il piano cottura. Molti modelli hanno griglie in ferro smaltato, mentre a un prezzo superiore si trovano le griglie in ghisa, più solide e pesanti. I vantaggi di queste ultime sono maggiori, visto che si tratta di un materiale in grado di sopportare temperature più elevate e soprattutto più durevole, visto che le griglie smaltate tendono a scrostarsi oppure ad arrugginirsi se non asciugate a dovere.

3. Potenza

La potenza dei singoli fuochi e quella complessiva del piano influiscono sia sulle prestazioni che sui consumi.
Più una zona cottura è potente, maggiore sarà il calore emesso: il dato relativo alla potenza è perciò interessante soprattutto per quanto riguarda i fornelli di grandi dimensioni, cioè quelli che ci serviranno per far bollire l’acqua della pasta oppure per friggere. È importante ricordare però che il confronto della potenza andrebbe fatto solo tra modelli con lo stesso tipo di alimentazione: ad esempio, se un fornello a gas sviluppa 2000 W (o 2 kW) di energia, un piano a induzione ne richiederà solo 1200 per sviluppare la stessa potenza termica all’interno della stessa pentola, in virtù della minore dispersione di calore.piano cottura potenza bruciatori
Ricordiamo poi che la potenza delle zone di cottura va tenuta sempre d’occhio quando si valuta un modello elettrico o a induzione, per via del limite di potenza di cui abbiamo parlato in precedenza. Solitamente una piastra elettrica non supera mai i 3 kW, ovvero il limite imposto dai contratti standard, ma usando due fornelli contemporaneamente si potrebbe facilmente oltrepassare questa soglia. I bruciatori rapidi a gas, non essendo soggetti a limiti di potenza, possono invece raggiungere anche i 4 kW quando hanno doppia o tripla corona e sono l’ideale per cucinare nel wok o in pentole larghe come quelle in ghisa.
La potenza complessiva del piano cottura si riflette naturalmente sui consumi: un piano più potente avrà un peso maggiore in bolletta, perciò se volete limitare i costi dovrete attenervi a questo dato piuttosto che all’etichetta energetica, dal momento che i piani cottura sono uno dei pochi elettrodomestici per cui l’etichetta energetica non è obbligatoria.

4. Comandi e funzioni

I comandi e le funzioni integrati in un piano cottura sono piuttosto standard. Da una parte troviamo i modelli a gas, molto basilari, il cui pannello di comandi presenta di fatto solo le manopole collegate ai bruciatori. Dall’altra troviamo i modelli elettrici e a induzione, tutti dotati di funzioni di base, che ora vedremo, e di pochissime funzioni extra, che per gli utenti più esigenti potrebbero fare la differenza.
Il pannello dei comandi da cui è possibile accendere i fuochi o selezionare determinate funzioni è quasi sempre posizionato sulla parte frontale del piano cottura, mentre in rari casi si trova lungo il lato destro.
Vediamo ora quali sono le funzioni disponibili.

Accensione elettrica

I fornelli a gas moderni hanno tutti uno scintillatore per fuoco incorporato, che viene attivato con la pressione della manopola e provoca l’accensione istantanea del bruciatore. Nel caso dei modelli migliori non è nemmeno necessaria la pressione del comando: la scintilla e il flusso di gas partono in automatico alla rotazione della manopola.piano cottura manopole gas

Timer

Presente sui modelli elettrici e a induzione, questa funzione spegne automaticamente il piano cottura allo scadere del tempo impostato per evitare spiacevoli incidenti o semplicemente di cuocere troppo a lungo i cibi.

Blocco di sicurezza

Altra funzione di sicurezza dei modelli elettrici e a induzione, il blocco bambini, una volta attivato, impedirà l’accensione accidentale (o intenzionale) dei fornelli.

Power boost

La funzione turbo, boost o power boost dei piani a induzione permette di aumentare al massimo la potenza di un fornello per un breve lasso di tempo per realizzare cotture che richiedano molto calore per pochi minuti come la rosolatura. Se ad esempio ci vogliono 8 minuti per far bollire 5 litri d’acqua, con questa funzione ne bastano 5. Ancora una volta, attenzione a controllare la potenza massima necessaria per attivare il power boost.

Flex

Come abbiamo detto in precedenza, attivando questa funzione sui piani a induzione è possibile combinare due fuochi in un’unica zona di cottura e utilizzare pentole grandi, sia di forma tonda che rettangolare.piano cottura flex

Connessione alla cappa

I piani a induzione di ultima generazione possono essere dotati di collegamento wireless alla cappa da cucina (dello stesso marchio oppure gruppo, come nel caso di AEG ed Electrolux), che all’accensione del piano cottura attiva la cappa e ne adatta la forza di aspirazione al livello di potenza del piano.

In questo elenco non abbiamo incluso altre funzioni molto innovative presenti solo sui piani a induzione di alta gamma. Si tratta di funzioni rare come ad esempio il mantenimento in caldo o la possibilità di monitorare la temperatura mantenendola sempre costante su un livello prestabilito, ad esempio per fondere, sobbollire o rosolare.

Le domande più frequenti sul piano cottura

Quali sono le migliori marche di piani cottura?

Nella scelta del piano cottura, quale marca scegliere è una tra le domande in tanti casi decisive che ci si pone. Va detto, però, che quando si sceglie un piano cottura la marca non è particolarmente rilevante in termini di sicurezza: qualunque piano cottura commercializzato oggi funzionerà perfettamente e in sicurezza.
Quello che cambia scegliendo un brand noto rispetto a una marca poco conosciuta sono le funzioni, in buona parte il design più o meno curato e i materiali costruttivi. Scegliendo marche del calibro di Whirlpool, Bosch, Electrolux o Samsung, tra i tanti, si ha la possibilità di scegliere piani cottura duraturi, dal design particolare e spesso con funzioni che mancano ai modelli di brand meno noti, soprattutto per quanto riguarda i piani a induzione. Marche affermate appartenenti a una fascia di prezzo più bassa come Candy o Hisense offrono invece modelli più essenziali, ma non per questo meno affidabili.

Quanto costa un piano cottura?

Il prezzo di un piano cottura dipende da vari fattori, tra cui la tipologia (gas, elettrico o a induzione), il numero di fuochi e le eventuali funzioni presenti.
Per i piani a gas, il prezzo oscilla da 80 a 250 € per i modelli a 4 fuochi, a seconda che presentino un design più o meno sofisticato, mentre per i modelli a 5 fuochi il range è di 150-350 € a meno che non si scelgano modelli di design come quelli prodotti da Franke.
Per i modelli elettrici con piastre alogene il prezzo è simile a quello dei piani cottura a gas, mentre i piani cottura a induzione costano mediamente di più. Il prezzo in questo caso parte da circa 200 € e può raggiungere anche i 700 € per i modelli a 5 fuochi con funzioni avanzate.

Dove comprare un piano cottura?

Sono almeno tre i canali dove acquistare un piano cottura: i mobilifici, i negozi di elettrodomestici e gli store online, chiaramente ognuno con i suoi vantaggi e svantaggi.

In mobilificio

L’acquisto in mobilificio è probabilmente il più comodo e pratico di tutti qualora si stia cambiando la cucina in toto: il negoziante stesso consiglia di solito quali elettrodomestici abbinare ai mobili scelti, si fa carico della consegna e provvede all’installazione. Minimo sforzo, massima resa.
Ci sono però almeno due svantaggi di cui tenere conto: una selezione piuttosto ristretta di modelli e un prezzo mediamente più alto rispetto alle altre due possibilità.

In negozio

I negozi di grandi elettrodomestici, soprattutto quelli appartenenti alle grandi catene specializzate, offrono una discreta selezione di modelli tra i quali scegliere e, normalmente, anche il servizio di consegna e installazione a domicilio.
I prezzi, a parità di modello, sono normalmente più bassi rispetto all’acquisto presso un mobilificio, ma comunque un po’ più alti rispetto all’ultima opzione.

Online

Per quanto riguarda la convenienza dei prezzi e la varietà di modelli disponibili, l’acquisto online vince di larga misura sulle altre opzioni. Quello che non può offrire, però, è ovviamente la visione dal vivo prima dell’acquisto e, perlopiù, non permette nemmeno di concordare l’installazione a domicilio: bisogna provvedere o autonomamente, o rivolgendosi ad un installatore.

Dove posizionare il piano cottura?

Nel decidere dove installare il piano cottura è necessario tenere presenti alcune linee guida legate ovviamente alla funzionalità di questo elettrodomestico. Proviamo a chiarire i dubbi più comuni uno per uno:

  • Piano cottura vicino al lavello: piano cottura e lavello non dovrebbero mai essere adiacenti, anzi sarebbe bene lasciare uno spazio vuoto di circa 80 cm tra i due per permettere la preparazione dei cibi;
  • Piano cottura vicino al frigorifero: il piano cottura si può collocare adiacente al frigorifero, anche se non è la posizione ideale. Bisogna lasciare uno spazio minimo di 10 cm tra il bordo del piano e la parete del frigo;
  • Piano cottura vicino a colonna forno: anche questa collocazione non è l’ideale, ma è comunque consentita, a patto di lasciare un minimo di 10 cm tra il bordo del piano cottura e la parete della colonna;
  • Piano cottura vicino al muro: non vi sono controindicazioni ad installare un piano cottura adiacente a una parete, purché rimanga il consueto spazio di 10 cm minimo tra piano cottura e parete. Se la parete non fosse piastrellata bisognerà inoltre pensare a proteggere il muro in qualche modo;
  • Piano cottura vicino alla caldaia: il piano cottura non deve assolutamente venire installato al di sotto o adiacente alla caldaia, lo prevedono le norme di sicurezza antincendio.

Cosa mettere dietro il piano cottura?

Tradizionalmente, in cucina si usano le piastrelle a muro per mantenere uno standard di igiene e pulizia molto importante in un’area dove si preparano gli alimenti: le piastrelle si puliscono infatti con molta facilità e non accumulano residui e incrostazioni, come accadrebbe con una normale parete imbiancata. Oggi, però, esistono materiali alternativi o complementari che permettono sia di mantenere alto lo standard igienico, sia di facilitare ulteriormente la manutenzione, sia di fare scelte di stile più moderne. Ecco quali sono:

  • Grès porcellanato o Laminam: una miscela di argille ceramiche, sabbia e altri materiali, ignifugo e più resistente a urti e usura rispetto alla tradizionale ceramica;
  • Marmo, pietra o quarzo: anche questi materiali sono notevolmente più resistenti rispetto alla ceramica, ma richiedono d’altro canto una manutenzione e pulizia più attenta;
  • Corian: miscela di resina acrilica e idrossido di alluminio, stesa in loco, facile da riparare in caso di scheggiature o bruciature. Non presentando giunture risulta più igienica rispetto alle soluzioni a pannelli e alle piastrelle tradizionali;
  • Acciaio: di lunghissima durata, estremamente facile da pulire e dall’elevato standard igienico; ciò rende l’acciaio una scelta eccellente, non a caso impiegata nelle cucine professionali;
  • Resina: che sia lucida, opaca o satinata, la stesura della resina direttamente sulle vecchie piastrelle può dare nuova vita al look della cucina, elevandone anche il grado di igiene;
  • Carta da parati: in fibra di vetro rivestita in resina, resiste egregiamente tanto all’umidità quanto al calore. Venduta in rotoli, presenta fantasie per tutti i gusti e gli stili.

Come pulire il piano cottura?

Tenere pulito il piano cottura è importante in primo luogo per una questione igienica. I metodi di pulizia devono però necessariamente tenere conto del tipo di superficie: vediamo allora come pulire i piani cottura a seconda del materiale.

Piano cottura in acciaio

Che sia spazzolato o lucido, l’acciaio è un materiale sì robusto e duraturo, ma soggetto a graffi e aloni. Per questo motivo è opportuno assicurarsi di pulirlo utilizzando solo spugnette morbide (bandite quelle abrasive, anche sulle macchie incrostate) e panni soffici.
Per il resto la pulizia ordinaria, dopo i pasti, è molto semplice e non necessita l’uso di prodotti particolari: basta una soluzione di acqua e bicarbonato lasciata agire per qualche minuto e poi rimossa con acqua tiepida.
Se si sono formate macchie incrostate è sufficiente usare poche gocce di detersivo per piatti o per piani cottura e lasciarlo agire per qualche minuto. Prima del risciacquo dovremo rimuovere la macchia, ormai ammorbidita, con una spugnetta morbida. In tutti i casi, bisogna sempre asciugare il piano cottura dopo la pulizia: solo così si può evitare la formazione di antiestetici aloni.

Piano cottura in vetroceramica

Anche questa superficie è molto resistente, ma si può graffiare con molta facilità, pertanto anche in questo caso dovremo usare di preferenza spugnette morbide e panni in microfibra. Da evitare anche la semplice carta da cucina.
Per la pulizia ordinaria, in assenza di sporco grasso, è sufficiente passare il panno in microfibra inumidito. Se vi sono invece macchie oleose ma non incrostate, basta inumidire lo stesso panno in una soluzione di acqua e una goccia di detersivo per piatti, risciacquando poi con un panno libero da detersivo.
Sulle macchie incrostate dovremo invece lasciare agire direttamente la soluzione di acqua e detersivo per piatti per una ventina di minuti, prima di rimuoverle con una spugnetta morbida.
Le macchie di calcare, invece, si rimuovono o con un apposito prodotto per vetroceramica, oppure con una soluzione fatta in casa di acqua e aceto di vino bianco.

Griglie e bruciatori

Le griglie tendono ad accumulare sporco unto, anche perché tendiamo giustamente a non pulirle tutti i giorni. Una volta a settimana possiamo metterle in ammollo nel lavandino, in acqua calda e aceto bianco, per un’ora circa. Con una spugnetta metallica ed eventualmente utilizzando uno sgrassatore possiamo successivamente liberarle da eventuali incrostazioni residue.
I bruciatori si possono invece pulire facendoli bollire per 5 minuti in una soluzione di acqua e pochi cucchiai di aceto bianco (4-5). Trascorso il tempo di bollitura, bisogna lasciare asciugare su un panno. Se vi fossero ancora residui basterà rimuoverli con uno stuzzicadenti. In molti casi i produttori assicurano che è possibile lavare griglie e bruciatori in lavastoviglie, tuttavia lavandoli a mano è possibile asciugarli immediatamente ed evitare la formazione di ruggine.

Chi aggiusta il piano cottura?

Se non si riesce a risolvere da soli il guasto del piano cottura, è necessario rivolgersi a un tecnico riparatore specializzato. Una prima opzione è quella di rivolgersi all’assistenza tecnica del costruttore per farsi indicare il centro assistenza più vicino, in particolare se il piano cottura ha meno di due anni ed è quindi coperto da garanzia obbligatoria.
Rivolgersi a un centro assistenza ufficiale rimane una buona possibilità anche dopo che la garanzia sia spirata, ma volendo ci si può rivolgere anche ad altri professionisti, ad esempio i classici riparatutto che si trovano sulle Pagine Gialle.

Dove si butta il piano cottura?

Il piano cottura è considerato un grande elettrodomestico e in quanto tale non può essere smaltito nei rifiuti “normali”, ovvero quelli che vengono raccolti settimanalmente dall’apposito servizio comunale. Il vecchio piano cottura va buttato in uno dei centri raccolta RAEE distribuiti sul territorio nazionale: ve ne sono ormai moltissimi, anche nei piccoli centri. Sulla pagina ufficiale della rete RAEE potete trovare quello più vicino a voi: la restituzione è naturalmente gratuita.


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Domande e risposte su Piano cottura

  1. Domanda di Filomena Falcone | 15.10.2019 12:05

    Ciao, sono Filomena… quale piano cottura da 90 cm è adatto anche a casseruole di 40 cm di diametro…io non ne ho visti… grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 15.10.2019 14:33

      Questo modello potrebbe essere adatto alle tue esigenze Hotpoint-Ariston PH 960MST (AN) R/HA: i fuochi centrali possono essere accesi contemporaneamente proprio per cuocere in pentole dal diametro ampio o in teglie rettangolari.

  2. Domanda di Aniello | 16.07.2019 09:26

    Per favore potrebbe dirmi quali sono i piani cottura antimacchia (non so se sono in acciaio o altro materiale)per favore potrebbe dirmi dove trovarli

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 16.07.2019 09:56

      Purtroppo non abbiamo informazioni su modelli che dispongono di questa particolare funzione.

  3. Domanda di GIUSEPPE | 25.06.2019 10:44

    Buongiorno valutando l’acquisto Di un piano cottura SCHOCK DA 90 cm. Vorrei sapere se l’acciaio del piano è di buona qualità o se si riga facilmente

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 27.06.2019 16:42

      purtroppo non abbiamo ancora avuto occasione di recensire il prodotto da te indicato.

  4. Domanda di Maria Paola | 11.12.2018 16:46

    Sto valutando ll’acquisto Di un piano cottura inox Beko da 75 cm. Vorrei sapere se l’acciaio del piano è di buona qualità o se si riga facilmente.

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 12.12.2018 08:36

      L’ acciaio inox potrebbe rigarsi, per evitarlo necessario utilizzare spugne e detergenti non abrasivi.

  5. Domanda di Francesca Siclari | 13.09.2018 15:21

    È preferibile il fornello grande al centro o di lato?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 17.09.2018 09:40

      Dipende dalle tue esigenze: in posizione centrale è più indicato per l’uso di pentole o teglie molto grandi mentre si utilizzano anche gli altri fuochi.

  6. Domanda di Pietro | 23.08.2018 22:21

    Salve, quale secondo voi è il più sicuro? Avete uno da consigliare?
    Grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 04.09.2018 12:00

      ti consigliamo di dare un’occhiata alle nostre recensioni e valutare in base alle caratteristiche che cerchi.

  7. Domanda di Silvano Bortolotti | 23.07.2018 22:43

    Buonasera, volevo chiedere di che marca sono i piani cottura a gas con comandi touch menzionati nel vostro articolo “i migliori piani cottura 2018”.Gr

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 25.07.2018 14:50

      Le aziende che producono questo tipo di prodotti sono molto rare, possiamo consigliarti la ditta Nardi, che dovrebbe avere nel proprio assortimento questa tipologia di piani cottura.

  8. Domanda di Giuseppe | 02.05.2018 17:45

    Quali griglie sono migliori? Acciaio o ghisa? quali si puliscono meglio possono tutte essere messe in lavastoviglie?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 07.05.2018 10:51

      Entrambi i materiali possono essere lavati in lavastoviglie, l’acciaio risulta più resistente mentre la ghisa più elegante.

  9. Domanda di Licia Marampon | 10.11.2017 09:58

    le griglie dei piani di cottura a gas sono preferibili in ghisa o in metallo? Quali sono migliori e perchè?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 10.11.2017 10:15

      Sia le griglie in ghisa che quelle in acciaio inox smaltato risultano resistenti e solide.

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