I migliori piani cottura del 2020

Confronta i migliori piani cottura del 2020 e leggi la nostra guida all'acquisto.
Qualescegliere.it
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Redazione

4 fattori decisivi per la scelta del piano cottura

Cos'è il piano cottura?

La domanda forse banale a cui dobbiamo rispondere per prima è: cosa è un piano cottura? Non è altro che quello che in termini familiari chiamiamo più comunemente "fornello". Si tratta cioè di quel ripiano installato sul top della cucina e recante i fuochi necessari alla cottura delle pietanze.Piano cotturaEsistono diverse tipologie di piano cottura: piano cottura a gas, elettrico o ad induzione e inoltre ciascuna di queste tipologie è disponibile anche in formato "portatile".
Prima di addentrarci nella trattazione di quelli che riteniamo i fattori decisivi nella scelta di un piano cottura, per aiutarvi a capire quale piano cottura scegliere, dobbiamo specificare che ci occupiamo qui unicamente di piani cottura a gas: non fate dunque riferimento a questa guida se state cercando un piano cottura elettrico, a induzione o portatile.

1. Fuochi

Ciò premesso, il primo criterio che guida la scelta di un piano cottura è il numero e tipo di fuochi che esso presenta, un aspetto correlato piuttosto strettamente anche alle dimensioni del piano stesso.Piano cottura fuochi

I bruciatori

Decidere di quanti fuochi, cioè quanti punti cottura, abbiamo bisogno dipende da diverse considerazioni. Le principali sono l'assiduità con cui si cucina, le dimensioni della famiglia (o comunque il numero di persone che vivono in casa), ma anche lo spazio a disposizione per l'installazione.
Piano cottura bruciatoriIl numero di fuochi in un piano cottura per uso domestico può andare da solo uno fino a sei, e le caratteristiche dei singoli bruciatori ne determinano la velocità di cottura.
Ad influire è naturalmente in primo luogo il diametro del bruciatore stesso, ma bisogna considerare che un bruciatore può avere una corona anche doppia o addirittura tripla (generare cioè due o tre cerchi di fiammelle), che contribuiscono a rendere ancora più veloce la cottura (parleremo di questo più approfonditamente nel paragrafo successivo). Piano cottura bruciatore tripla coronaIn alcuni casi, quando si tratta di piani cottura molto ampi, uno dei bruciatori può essere di tipo particolare, ad esempio "da wok", studiato cioè appositamente per accomodare le ampie padelle tipiche della cucina orientale.
In altri casi, soprattutto nei piani a 6 fuochi, due di questi possono essere posti in posizione molto ravvicinata l'uno all'altro così da permettere la cottura in pirofile o pentole allungate.

Le dimensioni

Le dimensioni del piano cottura vanno di pari passo con il numero dei fuochi. Si parla soprattutto di larghezza, dal momento che la profondità è standardizzata (51 cm) per permettere l'installazione su qualunque mobile da cucina.
Piano cottura quattro fuochiLa larghezza di un piano cottura può andare da un minimo di soli 30 cm fino a un massimo di 95 cm, e naturalmente il numero di fuochi varia insieme alla larghezza, indicativamente secondo questa progressione:

  • 30-40 cm: piano cottura a 1-2 fuochi
  • 45 cm: piano cottura a 3 fuochi
  • 50-65 cm: piano cottura a 4 fuochi
  • 70-85 cm: piano cottura a 5 fuochi
  • 90-95 cm: piano cottura a 5-6 fuochi

Per il fabbisogno di un nucleo medio composto da 4 persone, in cui vengano preparate due portate a pasto, è sufficiente di solito un piano cottura a 4 fuochi. Per le famiglie più numerose e per chi ami preparare tante portate insieme, anche usando pentole e casseruole dalle forme atipiche, meglio un piano cottura più ampio, da 5 o 6 fuochi.Piano cottura 5 fuochi

Gli extra

Esistono però anche piani cottura un po' più particolari in cui, oltre ai bruciatori tradizionali, trova posto anche un elemento aggiuntivo, ovvero una piccola griglia per il barbecue. Non si tratta chiaramente di un elemento molto comune e lo ricercheranno soprattutto gli appassionati di carne e verdura alla griglia, ma è bene sapere che è possibile trovare piani di questo tipo.
Invece la piastra elettrica che era comune trovare sul piano cottura fino a qualche anno fa è ormai caduta in disuso pressoché totale: si preferisce ormai usare lo spazio a disposizione per installare un fuoco in più piuttosto che la piastra.Piano cottura con piastraIn generale, i piani di cottura sono venduti predisposti per l'uso con gas metano. Chi usa invece il GPL dovrà assicurarsi che il piano cottura acquistato abbia in dotazione gli ugelli sostitutivi per l'uso con questo gas: in caso contrario sarà necessario procurarsene a parte prima di poter usare il piano cottura.

2. Potenza

Una ulteriore caratteristica interessante da considerare in un piano cottura è la sua potenza nominale. Si tratta di un valore in W o kW che indica la potenza termica massima del piano: esprime insomma la quantità di calore prodotta con tutti i fuochi accesi al massimo dell'erogazione.
Piano cottura potenza bruciatoriChiaramente la potenza nominale è tanto più alta quanti più fuochi un piano cottura ha, e la presenza di fuochi a corona doppia o tripla contribuisce ulteriormente a far salire il conto della potenza termica.
Indicativamente la corrispondenza tra potenza nominale e numero e tipo di fuochi è la seguente:

  • Oltre 15.000 W: piano cottura a 6 fuochi, di cui due con corona doppia
  • 9000-12.500 W: piano cottura a 5 fuochi, di cui uno con corona doppia
  • 8500-9000 W: piano cottura a 4 fuochi, di cui uno a corona doppia
  • 7000-8000 W: piano cottura a 4 fuochi, tutti a corona singola
  • 6000-7000 W: piano cottura a 3 fuochi, di cui uno a corona doppia
  • 5000-6000 W: piano cottura a 3 fuochi, tutti a corona singola
  • 2800-4700 W: piano cottura a 2 fuochi, tutti a corona singola

Le specifiche tecniche del piano cottura indicano poi quasi sempre la potenza termica di ciascun fuoco, che corrisponde sempre al calore generato al massimo dell'erogazione, cioè con la fiamma alta. In particolare è rilevante notare la potenza del bruciatore rapido, ovvero quello più grande e adatto alla cottura veloce: per molte preparazioni è infatti importante avere a disposizione calore intenso in tempi brevi, ed è dunque importante che il bruciatore più grande sul nostro piano cottura sia molto potente.
Un bruciatore rapido a corona doppia o tripla da solo può avere una potenza termica compresa tra i 3000 e i 5000 W, mentre un bruciatore rapido a corona singola non supera comunemente i 3000 W. I bruciatori "medi", chiamati semirapidi, vanno dai 1500 ai 2000 W massimo, e infine i bruciatori piccoli, chiamati ausiliari, si aggirano di solito sui 1000 W.

Quanto consuma il piano cottura?

Il piano cottura, come già abbiamo accennato, si può alimentare a gas metano oppure a gas liquido (butano o propano). Non è facile rendersi conto di quanto gas si consumi cucinando sui fornelli, né di quanto il semplice atto di cucinare incida in effetti sulle nostre bollette.
La premessa fondamentale da fare è che il prezzo del gas varia a seconda del fornitore, sia per quanto riguarda la fornitura a domicilio del gas metano, sia per quanto riguarda i rifornimenti periodici della cisterna o delle bombole di gas liquido. Nel caso del gas metano il prezzo è stabilito per metro cubo e di solito è al di sotto degli 0,20 €/m², mentre nel caso del gas liquido il discorso è un po' diverso.
Per alimentare il piano cottura si ricorre di solito alle bombole: queste possono essere da 10 o 15 kg, con un prezzo che varia dai 25 ai 45 € a bombola.
I consumi di un piano cottura, dettagliati per singolo bruciatore, si trovano perlopiù sul libretto di istruzioni o sulla scheda tecnica del modello scelto, come in questo esempio di un piano cottura a 6 fuochi:
PIano cottura consumiÈ evidente come i consumi si rapportino in maniera lineare con la potenza termica di un bruciatore: tanto più questa è alta, quanto maggiore sarà il consumo di gas.
Quale piano cottura consuma meno, allora? È presto detto: semplicemente quello meno potente. Anche per questo motivo, per un nucleo-tipo di quattro persone senza esigenze particolari, consigliamo la scelta di un classico piano a 4 fuochi con bruciatore rapido a corona singola.

3. Comandi

Possiamo in seguito passare a considerare i comandi dei fornelli. Per prima cosa valutiamone la posizione: i comandi possono essere posti o lungo un lato del piano cottura, più comunemente quello destro, oppure sul davanti.Piano cottura comandi Noi consigliamo di preferire i piani cottura con i comandi posti sul davanti, che permettono di controllare il fuoco senza mai bisogno di sporgere il braccio al di sopra del piano, annullando così il rischio di scottature accidentali.
Piano cottura comandi frontaliPossiamo fare qualche considerazione anche sulla tipologia dei comandi, in base alle nostre preferenze e a quanto ci importa di poter pulire con facilità anche questa parte del piano cottura. Dobbiamo dire subito che i comandi touch, che sono senza dubbio i più semplici da pulire essendo perfettamente piatti e integrati nel piano, sono ancora rarissimi nei piani cottura a gas.Piano cottura pulsantiI tipi di comando più comuni sono il pulsante rotativo e la manopola cilindrica: il funzionamento è identico, entrambi vanno premuti e girati per aprire e regolare il gas, ma cambia la forma. La manopola cilindrica, come rivela il nome stesso, è un piccolo cilindro con una zigrinatura o grip laterale per facilitare la rotazione, mentre il pulsante rotativo si ruota afferrando la "cresta" centrale.
Il pulsante puro, che si preme per accendere il fornello ma non permette la regolazione della fiamma, è anch'esso molto raro e si trova perlopiù sui piani cottura a fuoco singolo.
È dunque evidente che nella maggior parte dei casi la scelta sarà tra manopola e pulsante rotativo: è una scelta perlopiù estetica, ma sottolineiamo che alcune manopole, essendo realizzate in acciaio, possono essere estratte e lavate in lavastoviglie.

Funzioni

Oltre ai normali comandi per l'apertura del gas, l'accensione dei fornelli e la regolazione della fiamma, un piano cottura può avere anche altre funzioni.
L'accensione automatica è quella più comune: i fornelli moderni hanno incorporato uno scintillatore per fuoco, che viene attivato con la pressione della manopola e provoca l'accensione istantanea del gas appena aperto. Nel caso di più moderni piani cottura elettronici non è nemmeno necessaria la pressione del comando: la scintilla e il flusso di gas partono in automatico alla rotazione della manopola.
Altre funzioni che si possono trovare nei piani cottura di più elevata qualità sono le seguenti:

  • Riaccensione: se la fiamma si spegne accidentalmente, ad esempio per una folata d'aria, il fornello tenta la riaccensione immediata
  • Timer: alcuni piani cottura hanno un timer integrato che spegne il fornello una volta trascorso il tempo indicato

4. Sicurezza

Infine, trattandosi di fornelli a gas è molto importante considerare i dispositivi di sicurezza presenti in un piano cottura.
Dobbiamo dire subito che tutti i piani cottura moderni sono sicuri da usare, poiché tutti sono equipaggiati di una termocoppia, accoppiata ad una valvola di sicurezza, che interrompe l'erogazione di gas quando la fiammella si spegne. Il principio di funzionamento è molto semplice: la termocoppia rileva il calore in prossimità del fornello e, non appena questo non viene più rilevato, il dispositivo di sicurezza chiude la valvola del gas.Piano cottura termocoppiaGrazie alla stessa termocoppia, poi, si trova in qualche caso sul piano cottura una spia di segnalazione che avverte della presenza di calore residuo sul piano dopo che si sono spenti i fornelli, allo scopo di evitare scottature accidentali qualora si vogliano togliere le griglie o gli spartifiamma per la pulizia.
Anche in caso di spegnimento della fiamma a causa del traboccamento di liquidi dalle pentole la termocoppia fa scattare il dispositivo di sicurezza.
Infine, per la protezione anche dei più piccoli vi sono piani cottura dotati di un meccanismo di blocco dei comandi che previene l'accensione o l'apertura del gas accidentale.

Altri fattori da tenere in mente per la scelta del piano cottura

I materiali sono importanti?

I materiali costruttivi rivestono un peso notevole nella scelta di un piano cottura, anche se si tratta più di questioni estetiche che non pratiche. I piani cottura sono infatti disponibili in alluminio, acciaio inox, acciaio inox spazzolato e recentemente viene adottato anche il vetroceramica (o Ceran). Le differenze tra questi materiali in termini di pulizia sono minimali: alcuni preferiscono il vetroceramica perché è perfettamente piano e facile da passare con una spugnetta, altri preferiscono l'acciaio inox perché resiste meglio ai graffi. Bisogna poi considerare le griglie su cui poggiano le pentole: i piani cottura dal design più moderno presentano una piccola griglia per ciascun fuoco, facili da inserire anche nella lavastoviglie per lavarle, mentre il design più classico prevede una, due o tre griglie, a seconda del numero di fuochi. Anche i materiali delle griglie possono essere diversi: il più classico è la ghisa, ma viene utilizzato anche l'acciaio, sia "al naturale" sia smaltato.

La marca è importante?

Nella scelta del piano cottura, quale marca scegliere è una tra le domande in tanti casi decisive che ci si pone. Va detto, però, che quando si sceglie un piano cottura la marca non è particolarmente rilevante in termini di funzionalità: qualunque piano cottura commercializzato oggi funzionerà perfettamente e in sicurezza.
Quello che cambia scegliendo un marchio noto rispetto a una marca poco conosciuta sono le funzioni, in buona parte il design e i materiali costruttivi. Scegliendo marchi del calibro di Whirlpool, Bosch, Smeg o Hotpoint-Ariston, tra i tanti, si ha la possibilità di scegliere fornelli duraturi, dal design particolare e spesso con funzioni che mancano ai modelli di marchi meno noti. Questi, però, presentano il vantaggio di essere più economici rispetto ai piani cottura più blasonati.

Il prezzo è importante?

Il prezzo di un piano cottura è naturalmente molto importante ai fini dell'acquisto, soprattutto considerando che può esserci una grande variabilità dettata non solo dal numero di fuochi, ma anche dai materiali utilizzati, dalle funzioni e in tanti casi dal marchio.
Ad esempio, un piano cottura a 4 fuochi, dal design molto tradizionale e prodotto da un marchio economico può costare anche meno di 100 €, mentre un 4 fuochi un po' più moderno nel design e nei materiali può costare tra i 200 e i 300 €.
Tra i 300 e i 500 € si trovano invece i piani cottura a 5 o 6 fuochi dei marchi famosi che abbiamo elencato al paragrafo precedente. Il prezzo può salire fino a 900 € per i piani cottura più grandi, a 6 fuochi, realizzati in materiali di alta qualità, con un design futuristico e funzioni molto sofisticate.

Domande frequenti

Quando cambiare il piano cottura?

Il piano cottura è un elemento che normalmente dura svariati anni prima di incappare in qualche malfunzionamento. Può capitare, ad esempio, di dover cambiare il tubo del gas, o la termocoppia, o lo scintillatore, o la manopola, ma in generale si tratta di piccole riparazioni dal costo veramente minimale: è raro, insomma, che capiti un guasto talmente grave da richiedere la sostituzione del piano.
Le principali motivazioni per la sostituzione rimangono quindi due: il mutare delle esigenze (perché la famiglia si allarga, perché si coltiva la cucina come hobby ecc.) oppure il fattore estetico. Quale che sia la ragione alla base della sostituzione, raccomandiamo di effettuarla materialmente durante i mesi caldi: sarà infatti necessario operare con le finestre aperte per garantire una buona ventilazione, pertanto meglio farlo quando la temperatura esterna sia confortevole.

Dove comprare un piano cottura?

Sono almeno tre i canali dove acquistare un piano cottura: i mobilifici, i negozi di elettrodomestici e gli store virtuali online, chiaramente ognuno con i suoi vantaggi e svantaggi.

In mobilificio

L'acquisto in mobilificio è probabilmente il più comodo e pratico di tutti qualora si stia cambiando la cucina in toto: il mobiliere stesso consiglia di solito quali elettrodomestici abbinare ai mobili scelti, si fa carico della consegna e provvede all'installazione. Minimo sforzo, massima resa.
Ci sono però almeno due svantaggi di cui tenere conto: una selezione piuttosto ristretta di modelli e un prezzo mediamente più alto rispetto alle altre due possibilità.

In negozio

I negozi di grandi elettrodomestici, soprattutto quelli appartenenti alle grandi catene specializzate, offrono una discreta selezione di modelli tra i quali scegliere e, normalmente, anche il servizio di consegna e installazione a domicilio.
I prezzi, a parità di modello, sono normalmente più bassi rispetto all'acquisto presso un mobilificio, ma comunque un po' più alti rispetto all'ultima opzione.

Online

Per quanto riguarda la convenienza dei prezzi e la varietà di modelli disponibili, l'acquisto online vince di larga misura sulle altre opzioni. Quello che non può offrire, però, è ovviamente la visione "dal vivo" prima dell'acquisto e, perlopiù, non permette nemmeno di concordare l'installazione a domicilio: bisogna provvedere o autonomamente, o rivolgendosi ad un installatore.

Dove posizionare il piano cottura?

Nel decidere dove installare il piano cottura è necessario tenere presenti alcune linee guida legate ovviamente alla funzionalità di questo elettrodomestico. Proviamo a chiarire i dubbi più comuni uno per uno:

  • Piano cottura vicino al lavello: piano cottura e lavello non dovrebbero mai essere adiacenti, anzi sarebbe bene lasciare uno spazio vuoto di circa 80 cm tra i due per permettere la preparazione dei cibi
  • Piano cottura vicino al frigorifero: il piano cottura si può collocare adiacente al frigorifero, anche se non è la posizione ideale. Bisogna lasciare uno spazio minimo di 10 cm tra il bordo del piano e la parete del frigo
  • Piano cottura vicino colonna forno: anche questa collocazione non è l'ideale, ma è comunque consentita, a patto di lasciare un minimo di 10 cm tra il bordo del piano cottura e la parete della colonna
  • Piano cottura vicino al muro: non vi sono controindicazioni ad installare un piano cottura adiacente a una parete, purché rimanga il consueto spazio di 10 cm minimo tra piano cottura e parete. Se la parete non fosse piastrellata bisognerà inoltre pensare a proteggere il muro in qualche modo
  • Piano cottura vicino alla caldaia: il piano cottura non deve assolutamente venire installato al di sotto o adiacente alla caldaia, lo prevedono le norme di sicurezza antincendio.

Chi installa il piano cottura?

Chi monta il piano cottura sono normalmente o i tecnici specializzati dispacciati dai mobilifici o dai negozi di elettrodomestici, che effettuano l'installazione a domicilio congiuntamente alla consegna, oppure gli idraulici.

Come montare il piano cottura?

Se dovessimo sentirci abbastanza sicuri delle nostre abilità, possiamo anche prendere in considerazione di provvedere da soli all'installazione. Spieghiamo come procedere, con alcune necessarie premesse:

  • Il lavoro va svolto in condizioni di aerazione ottimale, pertanto sarà come minimo necessario aprire la finestra della cucina
  • Bisogna staccare la corrente e chiudere il gas prima di mettersi al lavoro
  • Se sostituiamo un piano cottura con uno di dimensioni maggiori, dovremo adattare anche l'apertura nel top della cucina
  • Se invece lo sostituiamo con uno di dimensioni inferiori, dovremo quasi sicuramente cambiare anche una porzione del top della cucina

Smontare il piano cottura vecchio

Se il piano cottura è montato al di sopra di un forno o di una lavastoviglie, dovremo rimuoverli per avere libero accesso alle viti che tengono fissato il piano.
Una volta fatto questo potremo staccare la spina del piano cottura, o comunque interrompere il collegamento all'impianto elettrico, e staccare il tubo del gas. A questo punto, sempre da sotto il piano, potremo allentare le viti che tengono fissato il piano al top e ruotare le staffe di fissaggio in modo che non interferiscano con l'estrazione.
A questo punto ci spostiamo sopra il piano cottura: dovremo verosimilmente tagliare il mastice o silicone che lo fissa al top, dopodiché sarà semplicissimo sollevarlo ed estrarlo dal vano luce.

Installare il piano cottura nuovo

Per prima cosa dovremo ripulire il vano luce da eventuali residui della vecchia guarnizione. Successivamente, con la superficie di applicazione scrupolosamente pulita e ben asciutta, poggiamo la nuova guarnizione (che avremo trovato in dotazione al piano nuovo) lungo i lati del vano luce.
Dovremo poi adagiare con cautela il piano cottura entro il vano luce, poggiandone i lati sopra le guarnizioni e badando ad allinearlo al bordo del mobile cucina, nonché a mantenere una distanza minima di 5-9 cm dal muro retrostante.
Trovata la posizione perfetta possiamo passare a fissare il piano cottura al mobile servendoci delle apposite staffe: queste vanno girate ed inclinate in modi diversi a seconda dello spessore del top, dopodiché rimane solo da avvitare.
Il passaggio successivo è l'allacciamento del tubo del gas: qualora utilizziamo gas liquido anziché metano, dovremo sostituire a questo punto gli ugelli. Fatto questo possiamo inserire la spina nella presa, o collegare i cavi alla rete elettrica.
A questo punto rimane da rimuovere l'eventuale guarnizione in eccesso, pulire il piano cottura e montare i bruciatori e le griglie.

Il collaudo

Prima di rimettere al suo posto l'eventuale forno o lavastoviglie sotto il piano cottura e dichiarare conclusa l'installazione, è necessario verificare la tenuta del collegamento del gas.
È in realtà un'operazione molto semplice: basta preparare una soluzione di acqua e sapone, come se volessimo fare delle bolle di sapone, e inumidire con essa sia la giuntura del piano cottura, sia quella dell'impianto domestico. Dovremo solo stare a guardare un paio di minuti: se vediamo formarsi grappoli di bollicine di sapone vorrà dire che c'è una perdita di gas e dovremo rifare meglio il collegamento.

Cosa mettere dietro il piano cottura?

Tradizionalmente, in cucina si usano le piastrelle a muro per mantenere uno standard di igiene e pulizia molto importante in un'area dove si preparano gli alimenti: le piastrelle si puliscono infatti con molta facilità e non accumulano residui e incrostazioni, come accadrebbe con una normale parete imbiancata. Oggi, però, esistono materiali alternativi o complementari che permettono sia di mantenere alto lo standard igienico, sia di facilitare ulteriormente la manutenzione, sia di fare scelte di stile più moderne. Ecco quali sono:

  • Grès porcellanato o Laminam: una miscela di argille ceramiche, sabbia e altri materiali, ignifugo e più resistente a urti e usura rispetto alla tradizionale ceramica
  • Marmo, pietra o quarzo: anche questi materiali sono notevolmente più resistenti rispetto alla ceramica, ma richiedono d'altro canto una manutenzione e pulizia più attenta
  • Corian: miscela di resina acrilica e idrossido di alluminio, stesa in loco, facile da riparare in caso di scheggiature o bruciature. Non presentando giunture risulta più igienica rispetto alle soluzioni a pannelli e alle piastrelle tradizionali
  • Acciaio: di lunghissima durata, estremamente facile da pulire e dall'elevato standard igienico; ciò rende l'acciaio una scelta eccellente, non a caso impiegata nelle cucine professionali
  • Resina: che sia lucida, opaca o satinata, la stesura della resina direttamente sulle vecchie piastrelle può dare nuova vita al look della cucina, elevandone anche il grado di igiene
  • Carta da parati: in fibra di vetro rivestita in resina, resiste egregiamente tanto all'umidità quanto al calore. Venduta in rotoli, presenta fantasie per tutti i gusti e gli stili.

Come pulire il piano cottura?

Tenere pulito il piano cottura è importante in primo luogo per una questione igienica. I metodi di pulizia devono però necessariamente tenere conto del tipo di superficie: vediamo allora come pulire i piani cottura a seconda del materiale.

Piano cottura in acciaio

Che sia spazzolato o lucido, l'acciaio è un materiale sì robusto e duraturo, ma soggetto a graffi e aloni. Per questo motivo è opportuno assicurarsi di pulirlo utilizzando solo spugnette morbide (bandite quelle abrasive, anche sulle macchie incrostate) e panni soffici.
Per il resto la pulizia ordinaria, dopo i pasti, è molto semplice e non necessita l'uso di prodotti particolari: basta una soluzione di acqua e bicarbonato lasciata agire per qualche minuto e poi rimossa con acqua tiepida.
Se si sono formate macchie incrostate è sufficiente aggiungere poche gocce di detersivo per piatti alla soluzione di acqua e bicarbonato, che va lasciata agire sulle macchie per una trentina di minuti. Prima del risciacquo dovremo rimuovere la macchia, ormai ammorbidita, con una spugnetta morbida.
In tutti i casi, bisogna sempre asciugare il piano cottura dopo la pulizia: solo così si può evitare la formazione di antiestetici aloni.

Piano cottura in vetroceramica

Anche questa superficie è molto resistente, ma si può graffiare con molta facilità, pertanto anche in questo caso dovremo usare di preferenza spugnette morbide e panni in microfibra. Da evitare anche la semplice carta da cucina.
Per la pulizia ordinaria, in assenza di sporco grasso, è sufficiente passare il panno in microfibra inumidito. Se vi sono invece macchie oleose ma non incrostate, basta inumidire lo stesso panno in una soluzione di acqua e una goccia di detersivo per piatti, risciacquando poi con un panno libero da detersivo.
Sulle macchie incrostate dovremo invece lasciare agire direttamente la soluzione di acqua e detersivo per piatti per una ventina di minuti, prima di rimuoverle con una spugnetta morbida.
Le macchie di calcare, invece, si rimuovono o con un apposito prodotto per vetroceramica, oppure con una soluzione fatta in casa di acqua e aceto di vino bianco.

Pulire griglie e bruciatori

Le griglie tendono ad accumulare sporco unto, anche perché tendiamo giustamente a non pulirle tutti i giorni. Una volta a settimana possiamo metterle in ammollo nel lavandino, in acqua calda e aceto bianco, per un'ora circa. Con una spugnetta metallica ed eventualmente utilizzando uno sgrassatore possiamo successivamente liberale da eventuali incrostazioni residue.
I bruciatori si possono invece pulire facendoli bollire per 5 minuti in una soluzione di acqua e pochi cucchiai di aceto bianco (4-5). Trascorso il tempo di bollitura, bisogna lasciare asciugare su un panno. Se vi fossero ancora residui basterà rimuoverli con uno stuzzicadenti.

Perché il piano cottura fa scintille di continuo?

Nella schiacciante maggioranza dei casi, la responsabile di questo malfunzionamento dello scintillatore è banalmente l'acqua. Magari abbiamo lasciato tracimare una pentola in ebollizione e l'acqua è arrivata allo scintillatore, o magari abbiamo passato una spugna eccessivamente intrisa.
Per rimediare è sufficiente dare tempo allo scintillatore di asciugarsi: basta staccare la spina per arrestare lo scintillamento continuo e lasciare trascorrere una giornata o nottata prima di riconnetterla. Il piano cottura rimarrà utilizzabile: dovremo semplicemente utilizzare un accendino o un fiammifero per accendere la fiamma.

Perché il piano cottura non si accende?

Le ragioni per cui il piano cottura non si accende più possono essere svariate: vediamo le più comuni in assoluto.

Ugello otturato

Può capitare a causa della tracimazione dell'acqua che a volte si verifica dalle pentole. Per risolvere il problema basta rimuovere il bruciatore e sturare l'ugello di erogazione del gas usando uno spazzolino da denti o un ago. Fate molta attenzione, in questo caso, a non allargare il forellino.

Termocoppia difettosa

La termocoppia, coma abbiamo visto, è un sistema di sicurezza che blocca l'erogazione del gas qualora la fiamma si spenga accidentalmente: il suo malfunzionamento può impedire anche la normale accensione del fornello. Prima di sostituirla, è opportuno verificare che la corona del bruciatore sia correttamente installata: a volte basta un banale disallineamento per "confondere" la termocoppia.

Gas regolato sul minimo

Abbiamo appena installato il piano cottura e notiamo che non si accende: il problema può essere la regolazione del rubinetto del gas. Se questo è regolato sul minimo, infatti, non fornirà gas sufficiente a mantenere la fiamma.
Posizioniamo allora la manopola del bruciatore malfunzionante sull'erogazione minima, dopodiché rimuoviamola: con un cacciavite potremo aumentare il flusso girando l'apposita vite verso sinistra.

Ostruzione dei fori della corona

Come abbiamo visto, i bruciatori possono accumulare nel tempo sporco incrostato: se i fori della corona si ostruiscono, il gas non potrà raggiungere la scintilla. Rimuoviamo allora la corona e puliamola a fondo come abbiamo più sopra illustrato.

Fori della corona pieni d'acqua

Se abbiamo appena lavato i bruciatori e non gli abbiamo dato il tempo di asciugarsi, è possibile che nei fori della corona sia rimasta dell'acqua. Questa forma ovviamente una barriera che impedisce come sopra al gas di raggiungere la scintilla: dobbiamo rimuovere la corona ed asciugarla per bene.

Candela malfunzionante

La candela dello scintillatore si può incrinare o rompere accidentalmente: sarà necessario sostituirla con una candela nuova. L'operazione non è difficile e il pezzo costa poco: volendo si può fare tutto senza l'intervento di un tecnico.

Aria nei condotti

Nel tubo del gas, soprattutto se appena installato, è possibile che si trovi dell'aria, così come è possibile che se ne trovi nei condotti di una casa nuova o in una bombola di gas liquido nuova. Possiamo provare a lasciare aperto per qualche secondo il bruciatore più grande, così da spurgare i tubi. Possiamo poi verificare se il problema è risolto provando ad accendere un bruciatore ausiliario.
Chiaramente dovremo chiudere immediatamente il gas in caso ne sentissimo l'odore.

Blocco accensione non funzionante

Escluse tutte le altre cause, è probabile che a non funzionare sia l'intero blocco di accensione: in questi casi, purtroppo, l'unica possibilità è la sostituzione di tutto il pezzo, dato che non è possibile aprirlo per capire con precisione dove si trovi il guasto.

Chi aggiusta il piano cottura?

Se non si riesce a risolvere da soli il guasto del piano cottura, è necessario rivolgersi a un tecnico riparatore specializzato. Una prima opzione è quella di rivolgersi all'assistenza tecnica del costruttore per farsi indicare il centro assistenza più vicino, in particolare se il piano cottura ha meno di due anni ed è quindi coperto da garanzia obbligatoria.
Rivolgersi a un centro assistenza ufficiale rimane una buona possibilità anche dopo che la garanzia sia spirata, ma volendo ci si può rivolgere anche ad altri professionisti, ad esempio i classici "aggiustatutto" che si trovano sulle Pagine Gialle.

Dove si butta il piano cottura?

Il piano cottura è considerato un grande elettrodomestico, e in quanto tale non può essere smaltito nei rifiuti "normali", ovvero quelli che vengono raccolti settimanalmente dall'apposito servizio comunale. Il vecchio piano cottura va buttato in uno dei centri raccolta RAEE distribuiti sul territorio nazionale: ve ne sono ormai moltissimi, anche nei piccoli centri. Sulla pagina ufficiale della rete RAEE potete trovare quello più vicino a voi: il conferimento è naturalmente gratuito e, talvolta, viene effettuato su richiesta da un apposito servizio comunale.


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Quali sono i migliori piani cottura del 2020?

La tabella dei migliori piani cottura del 2020 scelti dalla redazione di QualeScegliere.it

Prodotto Migliore
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Hotpoint-Ariston PH 960MST (AN) R/HA
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Ignis AKL 710/IX
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Candy CLG64SPX
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Candy CHW6LBX
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Domande e risposte su Piano cottura

  1. 3
    Domanda di Pietro | 23 agosto 2018 at 22:21

    Salve, quale secondo voi è il più sicuro? Avete uno da consigliare?
    Grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 4 settembre 2018 at 12:00

      ti consigliamo di dare un’occhiata alle nostre recensioni e valutare in base alle caratteristiche che cerchi.

  2. 2
    Domanda di Giuseppe | 2 maggio 2018 at 17:45

    Quali griglie sono migliori? Acciaio o ghisa? quali si puliscono meglio possono tutte essere messe in lavastoviglie?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 7 maggio 2018 at 10:51

      Entrambi i materiali possono essere lavati in lavastoviglie, l’acciaio risulta più resistente mentre la ghisa più elegante.

  3. 1
    Domanda di Licia Marampon | 10 novembre 2017 at 09:58

    le griglie dei piani di cottura a gas sono preferibili in ghisa o in metallo? Quali sono migliori e perchè?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 10 novembre 2017 at 10:15

      Sia le griglie in ghisa che quelle in acciaio inox smaltato risultano resistenti e solide.

  4. 0
    Domanda di Filomena Falcone | 15 ottobre 2019 at 12:05

    Ciao, sono Filomena… quale piano cottura da 90 cm è adatto anche a casseruole di 40 cm di diametro…io non ne ho visti… grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 15 ottobre 2019 at 14:33

      Questo modello potrebbe essere adatto alle tue esigenze Hotpoint-Ariston PH 960MST (AN) R/HA: i fuochi centrali possono essere accesi contemporaneamente proprio per cuocere in pentole dal diametro ampio o in teglie rettangolari.

  5. 0
    Domanda di Aniello | 16 luglio 2019 at 09:26

    Per favore potrebbe dirmi quali sono i piani cottura antimacchia (non so se sono in acciaio o altro materiale)per favore potrebbe dirmi dove trovarli

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 16 luglio 2019 at 09:56

      Purtroppo non abbiamo informazioni su modelli che dispongono di questa particolare funzione.

  6. 0
    Domanda di GIUSEPPE | 25 giugno 2019 at 10:44

    Buongiorno valutando l’acquisto Di un piano cottura SCHOCK DA 90 cm. Vorrei sapere se l’acciaio del piano è di buona qualità o se si riga facilmente

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 27 giugno 2019 at 16:42

      purtroppo non abbiamo ancora avuto occasione di recensire il prodotto da te indicato.

  7. -1
    Domanda di Maria Paola | 11 dicembre 2018 at 16:46

    Sto valutando ll’acquisto Di un piano cottura inox Beko da 75 cm. Vorrei sapere se l’acciaio del piano è di buona qualità o se si riga facilmente.

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 12 dicembre 2018 at 08:36

      L’ acciaio inox potrebbe rigarsi, per evitarlo necessario utilizzare spugne e detergenti non abrasivi.

  8. -1
    Domanda di Francesca Siclari | 13 settembre 2018 at 15:21

    È preferibile il fornello grande al centro o di lato?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 17 settembre 2018 at 09:40

      Dipende dalle tue esigenze: in posizione centrale è più indicato per l’uso di pentole o teglie molto grandi mentre si utilizzano anche gli altri fuochi.

  9. -1
    Domanda di Silvano Bortolotti | 23 luglio 2018 at 22:43

    Buonasera, volevo chiedere di che marca sono i piani cottura a gas con comandi touch menzionati nel vostro articolo “i migliori piani cottura 2018”.Gr

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 25 luglio 2018 at 14:50

      Le aziende che producono questo tipo di prodotti sono molto rare, possiamo consigliarti la ditta Nardi, che dovrebbe avere nel proprio assortimento questa tipologia di piani cottura.

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