I migliori gin giapponesi del 2026

Confronta i migliori gin giapponesi del 2026 e scopri i nostri consigli

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Dati tecnici

Tipologia

London dry/Distilled gin

Distilled Gin

Distilled gin

Distilled gin

gin

Provenienza

Giappone

Giappone

Giappone

Giappone

Giappone

Botanical

Foglie di bambù, cipresso, zenzero, tè verde, ginepro, limone, radice di giaggiolo, pepe sansho, shiso, yuzu.

Ginepro, pera, bergamotto, cubebe, cardamomo, limone

Amanatsu, kabosu, yuzu, shequasar, mela, pepe sansho, angelica, coriandolo, ginepro, limone, arancia

Coriandolo, pesca, semi di angelica, bacche di ginepro, bacche di bosso

Ginepro

Gradazione

45,7%

43%

47%

47%

37,5%

Punti forti

Il primo gin giapponese moderno

Realizzato con gli agrumi più rari del mondo

Produzione limitata

Elevata complessità aromatica

Al naso delicato ginepro,

Profilo aromatico molto vario

Corposo e fresco

Realizzato con quattro agrumi autoctoni del Giappone

Prodotto con tecniche artigianali

con note floreali e fresche di agrumi

Realizzato con insoliti botanical giapponesi

con pompelmo giapponese e pomelo Hirado Buntan

Gusto molto originale

pesche fresche e stagionali della regione di Yamanashi

con note floreali di lavanda e camomilla

Realizzato con un mix di botanical giapponesi

con un sapore piccante

Recensione completa
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Recensione completa

Negli ultimi anni il whisky giapponese ha acquisito lo status di bevanda di culto tra gli intenditori, al punto che le sue scorte si stanno esaurendo a un ritmo allarmante. Ora il Paese sta applicando le sue meticolose tecniche di distillazione anche alla produzione del gin, per la gioia di tutti gli amanti di questa bevanda.
Esistono diversi motivi per cui il Giappone è un luogo ideale per la produzione del gin. In primo luogo, la base del distillato. Infatti, nonostante il gin si possa considerare un nuovo esperimento per molte delle distillerie giapponesi, spesso viene prodotto a partire da uno spirito di base perfezionato per generazioni: lo shochu di riso, da cui deriva un gin molto delicato e morbido al palato.
Poi ci sono i botanical. Sebbene il ginepro sia la componente dominante, il gin è aperto a vaste interpretazioni per quanto riguarda l’inclusione di altri ingredienti. E il Giappone è ricco di prodotti unici che sono ormai conosciuti a livello mondiale (si pensi al tè verde) e che contribuiscono a creare gin immediatamente familiari, ma distintamente giapponesi.

gin giapponese
In questa pagina daremo un’occhiata ad alcuni dei gin giapponesi più popolari o interessanti del momento e successivamente andremo a scoprire le origini della produzione del gin in Giappone Per saperne di più sul gin in generale vi invitiamo invece a consultare la nostra pagina dedicata ai migliori gin.

Il miglior Gin moderno: Ki No Bi Kyoto Dry Gin

Voto QualeScegliere.it 8.8 / 10
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  • Tipologia: London dry/Distilled gin
  • Provenienza: Giappone
  • Botanical: Foglie di bambù, cipresso, zenzero, tè verde, ginepro, limone, radice di giaggiolo, pepe sansho, shiso, yuzu.

Punti forti

  • Il primo gin giapponese moderno
  • Profilo aromatico molto vario
  • Realizzato con insoliti botanical giapponesi

Ki No Bi è il primo gin moderno prodotto in Giappone. Nato nel 2016 da una scommessa dei proprietari di The Kyoto Distillery, specializzati fino a quel momento nel settore del whisky, ha dato vita a un trend che ha coinvolto i maggiori distillatori del Paese e interessato gli appassionati di gin di tutto il mondo.
Ki No Bi significa “la bellezza delle stagioni” ed è stato realizzato all’insegna dell’armonia. È un gin artigianale prodotto in piccoli lotti e ispirato allo stile del London Dry, però con una forte influenza giapponese nei botanical che lo avvicina anche ai gin contemporanei. Si parte da un’acquavite di riso, poi distillata con botanical separati in base ai gruppi aromatici di cui abbiamo parlato in precedenza: la base comprende ginepro, giaggiolo e hinoki (una specie di cipresso giapponese il cui legno è dolce e terroso); l’agrumato viene da yuzu e limone, mentre lo speziato dallo zenzero; il floreale comprende shiso e foglie di bambù; per finire, troviamo la nota erbacea del pepe sansho e quelle del tè verde. È uno di quei gin che ha bisogno solo di un cubetto di ghiaccio per essere apprezzato. Il gusto è intenso, con strati di sapori differenti, ma tutti ben legati tra loro. È dominato da note agrumate sia al naso, sia al palato, ma emergono anche note di ginepro e pino che conferiscono una rinfrescante sensazione erbacea e terrosa, con un finale particolarmente secco.
Abbinato a una tonica leggera e a una fetta di lime, Ki No Bi può dare un buon gin tonic, ma sono le note agrumate dello yuzu a emergere piuttosto che quelle del ginepro. In alternativa, vi consigliamo un gin basil smash: le note di tè e le spezie aggiungeranno profondità al drink, mentre il profilo aromatico degli agrumi si sposa perfettamente con quello del basilico.

Miglior qualità/prezzo: Silent Pool SPGEXROSE

Voto QualeScegliere.it 8.8 / 10
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  • Tipologia: Distilled Gin
  • Provenienza: Giappone
  • Botanical: Ginepro, pera, bergamotto, cubebe, cardamomo, limone

Punti forti

  • Realizzato con gli agrumi più rari del mondo
  • Corposo e fresco
  • con pompelmo giapponese e pomelo Hirado Buntan
  • con note floreali di lavanda e camomilla

Silent Pool SPGEXROSE è un gin giapponese della tipologia distilled gin, ottenuto con i seguenti ingredienti: ginepro, pera, bergamotto, cubebe, cardamomo e limone. Questa bottiglia si contraddistingue per l’ottimo rapporto tra la qualità e il prezzo e anche per l’eleganza del design. Il gin giapponese Silent Pool SPGEXROSE presenta una gradazione alcolica che non supera il 43% ed è molto apprezzato dagli esperti di alcolici asiatici. Tra i punti di forza di questo modello segnaliamo: realizzato con gli agrumi più rari del mondo, come pompelmo giapponese e pomelo Hirado Buntan e la presenza di note floreali come lavanda e camomilla.

Il migliore da bere liscio: Nikka Coffey Gin

Voto QualeScegliere.it 8.7 / 10
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  • Tipologia: Distilled gin
  • Provenienza: Giappone
  • Botanical: Amanatsu, kabosu, yuzu, shequasar, mela, pepe sansho, angelica, coriandolo, ginepro, limone, arancia

Punti forti

  • Produzione limitata
  • Realizzato con quattro agrumi autoctoni del Giappone
  • Gusto molto originale
  • Realizzato con un mix di botanical giapponesi

ssieme a Suntory, Nikka è uno dei due grandi nomi del whisky giapponese, con una storia che ha inizio nel 1934. Per questo gin (l’unico prodotto da Nikka) la distillazione viene effettuata negli storici alambicchi Coffey: si tratta dei primi alambicchi continui brevettati al mondo, per l’esattezza nel 1830. Il principale impianto di produzione di Nikka che utilizza questo tipo di alambicchi è quello più recente di Miyagikyo, inaugurato nel 1969.
La maggior parte dei gin viene prodotta con una base neutra (spesso ricavata dal grano) per far risaltare i botanical infusi al suo interno. Nikka, invece, utilizza il mais per conferire dolcezza al distillato e l’orzo per introdurre note di cereali. A questo blend viene poi aggiunta una serie di botanical dal tocco distintivo giapponese, a cominciare da quattro agrumi tipici del territorio: lo yuzu (simile al mandarino), il kabosu (simile al lime), l’amanatsu (a metà tra l’arancia e il pompelmo) e lo shequasar (un ibrido tra lime e limone); completano il mix l’insolita presenza della mela e ingredienti più classici come bacche di ginepro, angelica, semi di coriandolo, scorze di limone e arancia. La bottiglia di questo distillato è sobria e di classe, in vetro trasparente per mettere in risalto la chiarezza e la purezza dell’acquavite al suo interno, con un’etichetta semplice ed elegante.
Al naso, Nikka Coffey Gin presenta note audaci di agrumi e scorza di limone, seguite da note di pino e pepe. Al palato è molto più complesso: inizialmente i sentori di agrumi si mescolano a una piacevole sensazione oleosa in bocca, che porta con sé sia un tocco dolce, sia pepato. Sul finale prende una piega erbacea e amara.
Nikka Coffey Gin ha un sapore davvero unico, che potrebbe non piacere a tutti per via delle intense note agrumate, ma che è in grado di dare complessità ai cocktail. I fan dei gin contemporanei come il Malfy con limone o Bombay Sapphire Premier Cru devono fare attenzione: questo non è il solito gin agrumato, ma qualcosa di completamente diverso. È un gin sofisticato e ricercato che non assomiglia a nessun altro prodotto sul mercato, per questo consigliamo di aggiungerlo alla vostra collezione per sorseggiarlo liscio.

Il migliore fruttato: The Hakuto Craft Matsui

Voto QualeScegliere.it 8.5 / 10
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  • Tipologia: Distilled gin
  • Provenienza: Giappone
  • Botanical: Coriandolo, pesca, semi di angelica, bacche di ginepro, bacche di bosso

Punti forti

  • Elevata complessità aromatica
  • Prodotto con tecniche artigianali

Questo gin giapponese viene realizzato ancora oggi con delle tecniche artigianali risalenti a secoli fa. Si tratta di un gin dal profilo aromatico complesso, con note agrumate e speziate che si accompagnano a profumi e sentori botanici. Il nome deriva dalla pesca Hakuto, una tipologia di pesca proveniente dalla prefettura di Tottori dal sapore equilibrato e rinfrescante. E proprio questo ingrediente fa da padrone nel profilo aromatico, insieme agli altri ingredienti utilizzati per questo gin distillato che sono il coriandolo, la scorza di limone, i semi di angelica, le bacche di ginepro e le bacche di bosso. Il sapore di questo gin è leggermente fruttato, con note agrumate che ben bilanciano la dolcezza della pesca. Si tratta di un gin ideale per essere bevuto liscio data la particolarità dell'ingrediente principale, ma che ben si abbina anche a cocktail con ingredienti secchi.

Tenjaku Gin 70 cl

Voto QualeScegliere.it 8.4 / 10
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  • Tipologia: gin
  • Provenienza: Giappone
  • Botanical: Ginepro

Punti forti

  • Al naso delicato ginepro,
  • con note floreali e fresche di agrumi
  • pesche fresche e stagionali della regione di Yamanashi
  • con un sapore piccante

Tenjaku Gin 70 cl è un’altra bottiglia che proviene dal Giappone e presenta una gradazione che tocca quota 37,5%. Questo gin giapponese è uno dei modelli più economici presenti in commercio e come tutti i migliori gin asiatici è caratterizzato da un tipo di bottiglia con un design molto ricercato, ed è molto consigliato come idea regalo. Tra i punti di forza del gin di origine giapponese Tenjaku 70 cl segnaliamo: l’odore delicato del ginepro, la presenza di note floreali e fresche di agrumi, il retrogusto di pesca stagionale della regione di Yamanashi e soprattutto l'inconfondibile sapore piccante.

Come viene prodotto il gin giapponese?

Anche se quello dei gin giapponesi è un trend piuttosto recente, la produzione di questa bevanda in Giappone non è nuova. Suntory, una delle due principali distillerie nipponiche, aveva lanciato un London Dry con l’etichetta Hermes Dry Gin già nel 1936, ma la bevanda non ha mai riscosso particolare successo. Il primo gin giapponese moderno è stato lanciato quindi soltanto nel 2016 con l’apertura di The Kyoto, la prima distilleria dedicata esclusivamente alla produzione del gin.

gin giapponese primo gin
Il suo Ki No Bi si colloca ben al di fuori del profilo tipico del London Dry e infatti ha riscosso sin da subito un enorme successo, tanto da indurre Suntory a lanciare nel 2017 Roku, un gin ormai famosissimo basato anch’esso su botanical giapponesi. Da allora, decine di marchi si sono fatti strada nei menù dei migliori cocktail bar del mondo e nelle collezioni private degli intenditori.

Quali ingredienti vengono usati nel gin giapponese?

Mentre la maggior parte dei gin giapponesi è prodotta con acquavite neutra di riso, orzo o mais derivata dalla produzione di shochu o whisky, una nuova ondata di distillatori ha iniziato a utilizzare ingredienti più di nicchia come base del distillato, dalla patata dolce alla canna da zucchero. Questo perché, a differenza di quanto avviene in Europa, la produzione del gin non è regolamentata da alcun disciplinare.
Come dicevamo, il processo di aromatizzazione dei gin giapponesi è incentrato su botanical autoctoni: tra questi troviamo sakura (fiori di ciliegio), hinoki (cipresso giapponese), koyamaki (pino ombrello), gyokuro (un tè verde molto ricercato), pepe sansho e molte varietà di agrumi indigeni come lo yuzu.

gin giapponese sakura
I botanical vengono accuratamente selezionati e raccolti a mano per dar vita a gin che molte distillerie costruiscono attorno a sei categorie di sapori: base (aromi classici), agrumi, tè, erbe, spezie e fiori. In molti stabilimenti i botanical vengono macerati e distillati separatamente prima della miscelazione per distinguerne meglio gli aromi.
Sebbene sia difficile attribuire un profilo gustativo comune ai gin artigianali giapponesi, si può dire che presentino caratteristiche che li distinguono dalle loro controparti occidentali. Che siano floreali e delicati, maltati e morbidi o vivaci e agrumati, il ginepro passa solitamente in secondo piano.

Quanto costano i gin giapponesi?

Il costo dei gin giapponesi oscilla tra i 30 e i 50 euro, anche se bottiglie particolari, numerate o in produzione limitata possono costare anche oltre i 150 euro. Il motivo di prezzi così alti è che sono prodotti di importazione; inoltre le distillerie giapponesi non hanno una produzione industriale come alcuni dei brand europei più popolari, ma sono comunque delle distillerie con produzioni più di nicchia. 

Quali sono le migliori marche di gin giapponese?

I gin giapponesi più famosi sono realizzati dai due giganti della distillazione Suntory (che produce il Roku Gin) e da Nikka. Entrambi i marchi sono famosi anche per le loro produzioni di whisky. Troviamo poi tante altre piccole distillerie specializzate in gin, come Etsu, Sakurao, Hakuto, Ukiyo e altri nomi minori.