I migliori tritatutto del 2018

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5 Fattori decisivi per la scelta del tritatutto

1. Lame

Il tritatutto è uno di quei piccoli elettrodomestici di utilizzo facilissimo che velocizzano la vita in cucina, permettendoci di tritare in pochi secondi alimenti quali prezzemolo, aglio, sedano, carne... Sul mercato ne esistono di tantissimi tipi, ciascuno più o meno adatto alle nostre esigenze.tritatutto

La prima grossa differenza fra un modello ed un altro la fanno le lame, le quali devono essere valutate con cura prima di procedere all'acquisto per essere sicuri che svolgano il loro compito in maniera adeguata e siano adatte al tipo di ingredienti che pensiamo di andare a tritare.tritatutto lame

Vediamo dunque quali sono le caratteristiche che possono avere le lame di un tritatutto:

  • Affilatura: la primissima cosa da controllare è che siano ben affilate e resistenti, in modo che non si rovinino dopo breve tempo e che il trito risulti fino ed omogeneo. Per questo motivo, le lame dovrebbero sempre essere in acciaio inox, un materiale resistente e inossidabile e che consente di mantenere l'affilatura a lungo
  • Numero: anche la quantità di lame di cui è dotato il nostro modello di tritatutto non è da sottovalutare. Non esistono infatti solo i modelli a doppia lama (per quanto rimangano comunque i più comuni), ma anche a quattro o a sei lame. Chiaramente, maggiore è il numero delle lame, minore sarà il tempo di tritatura necessario e maggiore la varietà degli ingredienti che si potranno sminuzzare (le lame da sole non bastano, è necessaria anche un'adeguata potenza del motore, ma di questo parleremo più avanti). Ad esempio, un tritatutto a sei lame potrà tritare anche dei bocconcini di carne o dei pezzi di carota. L'importante è ricordarsi sempre di tagliare grossolanamente qualunque ingrediente prima di versarlo nel recipiente per facilitare e velocizzare il processo
  • Disco emulsionante: il tritatutto è un apparecchio che si presta bene anche alla preparazione della maionese o della panna montata, grazie a questo accessorio da sostituire alle lame quando si voglia preparare una salsa che richieda un'emulsione velocetritatutto disco emulsionante

2. Motore

Una volta completata la valutazione delle lame è bene informarsi sulla potenza del motore del tritatutto che intendiamo acquistare. Questo dettaglio, a cui troppo spesso non si dedica particolare attenzione, ci dà invece moltissime informazioni necessarie a comprendere la versatilità del modello preso in considerazione. Ci sono infatti diversi aspetti legati all'uso del tritatutto che dipendono proprio dalla potenza del suo motore: nei prossimi paragrafi vedremo di cosa si tratta.

Tritatutto motore

Varietà degli ingredienti

La prima cosa che la potenza del motore ci dice è quali ingredienti il nostro tritatutto è in grado di sminuzzare senza problemi e senza fondersi.tritatutto varietà ingredienti I modelli disponibili sul mercato hanno una potenza che va dai 100/120 W fino ad arrivare ai 1000 W, senza considerare i robot da cucina che includono la funzione tritatutto e per i quali va fatto un discorso a parte.

Va da sé quindi che a tale range corrisponde anche una maggiore o minore versatilità. Se abbiamo in mente di tritare principalmente prezzemolo, aglio, cipolle può essere sufficiente un modello da appena 150 W. Se invece intendiamo farne un uso ampio e differenziato e quindi tritare ad esempio anche pezzi di carne o formaggi, allora bisogna orientarsi su modelli con una potenza intorno ai 1000 W.

Funzione tritaghiaccio

Alcuni modelli particolarmente potenti arrivano ad includere anche la funzione tritaghiaccio: in questi casi è sempre bene tenere a mente che tritare frequentemente il ghiaccio può rovinare le lame e che il contenitore dovrebbe essere in vetro e non in plastica.
Se ci si orienta all'acquisto di un prodotto prevalentemente per fare da tritaghiaccio consigliamo però di prendere piuttosto in considerazione l'acquisto di un robot da cucina dotato di un accessorio apposito per questa funzione, in modo da essere sicuri di non aver problemi di surriscaldamento del motore o che le lame non si rovinino velocemente.

Tempo di utilizzo e surriscaldamento

Un'altra informazione interessante relativa alla potenza del motore è il suo tempo di utilizzo, ovvero per quanti minuti consecutivi è possibile utilizzare il tritatutto senza che l'apparecchio dia problemi di surriscaldamento.
Non esiste un'indicazione precisa perché molto dipende dal tipo di ingredienti che vogliamo tritare: ad esempio, con un modello da 150 W a due lame potrebbe forse essere possibile tritare anche dei bocconcini di carne, ma il tempo che la macchina ci impiegherebbe sarebbe molto lungo e lo sforzo compiuto dal motore talmente grande da causarne il surriscaldamento se non addirittura la fusione.
Il discorso vale però anche al contrario: ad esempio, per tritare alimenti delicati come i funghi, un tritatutto da 1000 W potrebbe essere eccessivo, perché il calore prodotto dal movimento delle lame potrebbe riscaldare anche i funghi stessi, oppure tritarli in maniera talmente fine da renderli del tutto inutilizzabili.
Per questo motivo è bene sempre valutare l'utilizzo che vogliamo fare di tale elettrodomestico e scegliere di conseguenza il modello adatto a noi.

Velocità di lavorazione

In alcuni modelli la potenza del motore è modulabile ed è possibile scegliere fra due o più livelli di velocità. Si tratta di una caratteristica particolarmente utile sopratutto nei modelli con una potenza alta, perché in questo modo è possibile regolare la velocità delle lame in relazione al tipo di prodotto che vogliamo tritare, caratteristica che non sarebbe necessaria in un modello a bassa potenza.tritatutto velocità lavorazione
Sempre facendo l'esempio dei funghi, in un tritatutto molto potente ma che permetta di impostare una velocità maggiore o minore delle lame, il problema di rovinare i funghi non si pone, perché basta semplicemente selezionare il livello più basso.
Chiaramente i modelli con più velocità sono più versatili e quindi da preferirsi ai modelli in cui invece è presente un solo livello.

3. Recipiente

Non bisogna commettere l'errore di sottovalutare le caratteristiche del recipiente! Anche questo componente infatti non è sempre uguale da modello a modello.
Innanzitutto è bene considerare la capacità: a seconda del tipo di tritatutto che stiamo cercando, se un elettrodomestico in grado di dare un piccolo aiuto in cucina tritando per noi il prezzemolo od il basilico, oppure una macchina in grado di tritare qualunque ingrediente, anche la capacità del recipiente dovrà essere maggiore o minore, adeguata all'uso che si farà del tritatutto.

Poiché non si tratta di frullatori, non ci dobbiamo aspettare una capienza esorbitante, ma si dovrà tener conto che in genere questa può variare da 0,2 l a 1,5 l.tritatutto recipiente

Questa misura influenza non solo la quantità finale di trito che sarà possibile ottenere, ma anche la quantità e la grandezza degli ingredienti che si possono inserire: per fare un esempio concreto, se vogliamo tritare del sedano per il soffritto, bisognerà prima affettarlo grossolanamente a mano prima di inserirlo nel recipiente: più questo è capiente, meno tempo richiederà l'affettatura a mano, perché si potranno inserire anche pezzi un po' più grandi.

Consigliamo poi di scegliere sempre un modello con contenitore trasparente, in modo da controllare in maniera immediata lo stato del trito senza dover smontare il tritatutto. Anche la presenza di una scala graduata sul contenitore che funga da misurino si rivela essere un accorgimento pratico, perché permette di porzionare gli ingredienti comodamente all'interno del contenitore.tritatutto scala graduata

4. Praticità d'uso

Affermare che il tritatutto sia un elettrodomestico complesso o particolarmente delicato sarebbe ridicolo. Eppure anche questo piccolo oggetto può presentare degli accorgimenti che possono renderlo più o meno facile e pratico da utilizzare. Vediamo quali sono:

  • Coperchio per contenitore: non è un componente comune da trovare, ma un coperchio che consenta di tappare il contenitore dopo averlo rimosso dalla base non è affatto una piccolezza. In questo modo si possono riporre gli ingredienti tritati in frigorifero fino al momento di consumarli o, in quei modelli in cui è presente un accessorio per la maionese, lasciar riposare le salse direttamente all'interno del contenitore senza doverle travasare.
  • Cavo e vano avvolgicavo: essendo il tritatutto un elettrodomestico da cucina, il cavo non deve avere una lunghezza eccessiva, ma deve essere in grado di raggiungere la presa di corrente senza intralciare i movimenti. Una lunghezza adeguata potrebbe essere di circa 1,2 m. I modelli più accurati da questo punto di vista presentano anche un vano avvolgicavo sotto la struttura dove arrotolare il cavo quando l'apparecchio non è in funzione
  • Piedini antiscivolo: è capitato a tutti di sedersi ad un tavolo traballante e di passare cinque buoni minuti a cercare di trovare una soluzione che lo renda stabile e saldo sulla superficie d'appoggio. Con gli elettrodomestici il problema è altrettanto fastidioso, in particolare con quelli in cui il movimento di qualche componente interno può far traballare la struttura e magari addirittura spostarla sul piano di appoggio fino a farla cadere. Questo rischio, presente sopratutto in quegli elettrodomestici particolarmente leggeri, può essere facilmente eliminato attraverso dei piedini antiscivolo o una guarnizione in gomma.tritatutto guarnizione antiscivolo Questo materiale infatti assorbe le vibrazioni prodotte dal motore e tiene l'apparecchio fermo al suo posto
  • Pulizia: trattandosi di un oggetto di uso quotidiano che entra in contatto con gli alimenti, la pulizia dei suoi componenti non è un aspetto da sottovalutare. Per questo motivo è bene accertarsi che recipiente e lame siano lavabili in lavastoviglie, in modo da non dover lavare a mano il tritatutto ogni volta che lo si utilizza e di non rischiare di farsi accidentalmente male ferendosi con la lame durante la pulizia

5. Struttura

A voler essere pignoli, la macro-categoria del tritatutto potrebbe essere divisa in due sottocategorie in base alla struttura. Non si tratta poi di un dettaglio così trascurabile, perché incide sulla comodità finale del prodotto.tritatutto struttura

Tritatutto"a bicchiere"

La differenza sta nella posizione del motore: alcuni produttori infatti preferiscono collocare il motore in cima alla struttura, in questo caso il recipiente ha normalmente una forma più allungata, che si potrebbe definire "a bicchiere". Il vantaggio di questa struttura, di più recente diffusione, è evidente nei modelli con più lame scaglionate verticalmente, perché permette di inserire all'interno del recipiente anche alimenti più lunghi, come le carote ed il sedano, senza bisogno di tagliarli prima in piccoli tocchetti. Nei modelli dotati invece solo di doppia lama, questa struttura è meno prestante, perché è più facile che, a causa del minor spazio, le lame non riescano a raggiungere tutti i pezzi e che si crei un tappo fra gli ingredienti ancora da tritare e quelli già tritati.

Tritatutto classico

Nei tritatutto classici invece il contenitore è inserito su una struttura fissa ed ha una forma più schiacciata, a vaschetta. Le lame e gli ingredienti hanno dunque generalmente uno spazio maggiore dove muoversi, riuscendo così raggiungere tutti gli ingredienti: per contro, il contenitore basso non è l'ideale per le preparazioni che crescono di volume come, ad esempio, la panna.
Un'altra conseguenza è maggior peso ed il maggior ingombro che i tritatutto tradizionali hanno rispetto a quelli "a bicchiere", ma va detto anche che hanno solitamente motori più potenti ed è quindi comprensibile che siano un po' più ingombranti. Mentre quindi quelli a bicchiere sono più facili da ritirare anche su scaffali alti e occupano uno spazio ridotto, quelli tradizionali possono arrivare a pesare anche qualche chilo e hanno bisogno di uno spazio più grande.

 

Altri fattori da tenere in mente per la scelta del tritatutto

I materiali sono importanti?

Non c'è una grossa varietà di materiali nei tritatutto. Per quanto riguarda il contenitore, i modelli tradizionali sono generalmente in plastica. Questo materiale ha infatti il vantaggio di essere leggero ed economico. Il vetro è in genere preferito invece nei tritatutto da collegare alla base del mixer o nei frullatori perché più elegante, ma anche più pesante. Sia il vetro che la plastica sono materiali resistenti e lavabili in lavastoviglie, tuttavia la plastica è più difficile da smaltire e può col tempo deteriorarsi o opacizzarsi, cosa che invece non avviene con contenitori in vetro. Per quanto riguarda il corpo della macchina invece il materiale utilizzato è esclusivamente la plastica. Da ultimo, è bene ricordarsi di controllare sempre anche il materiale di cui sono fatte le lame, che devono essere in acciaio inox un materiale resistente e inossidabile.

La marca è importante?

Di tritatutto se ne trovano di tutte le marche, e le funzioni di questo elettrodomestico sono talmente basilari che è difficile che a parità di caratteristiche ci sia una reale differenza fra due marche diverse dal punto di vista della qualità. Quello che però può fare la differenza è la qualità del servizio clienti: è bene sempre controllare che i contatti dell'azienda siano facilmente reperibili. In questo senso, i marchi specializzati nella produzione di piccoli elettrodomestici e di qualità rinomata sono sicuramente da preferire: fra questi ricordiamo la Moulinex, l'azienda che deve il suo successo all'invenzione del macina legumi e del primo macinacaffè elettrico, la Kenwood o l'olandese Philips.

Il prezzo è importante?

L'acquisto di un tritatutto può richiedere una spesa che va da 15 € fino a circa 80 €. Anche se si tratta quindi di un costo decisamente abbordabile, cosa giustifica una tale differenza di prezzi? In realtà, il prezzo di un tritatutto è determinato quasi esclusivamente dalla qualità e quantità delle lame e dalla potenza del motore. Se si desidera un prodotto adatto sopratutto a sminuzzare erbe aromatiche, aglio o verdure, ci si può orientare anche su un prodotto di fascia di prezzo bassa: se invece si è alla ricerca di un prodotto in grado di tritare anche la carne o la frutta secca, è il caso di mettere in conto una spesa dai 35 € a salire.

Quali sono i migliori tritatutto del 2018?

La tabella dei migliori tritatutto del 2018 scelti dalla redazione di QualeScegliere.it

Prodotto Prezzo
migliore
Recensione
Moulinex AT718A10 Multi Moulinette 45,73 € Recensione
Bosch MMR08A1 21,07 € Recensione
Kenwood CH580 29,99 € Recensione
Black & Decker SC350 11,99 € Recensione
Imetec CH 3000 41,09 € Recensione

Tritatutto: tutti i prodotti recensiti

Domande e risposte su Tritatutto

  1. 0
    Domanda di anna | 9 maggio 2018 at 10:02

    Buongiorno,
    cerco il tritatutto ideale per sminuzzare erbe aromatiche, aglio, verdure, salumi (es. prosciutto cotto, speck).
    Bicchiere piccolo.
    Grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 9 maggio 2018 at 17:00

      Date le tue esigenze ti consigliamo l’acquisto del Kenwood CH580

  2. 0
    Domanda di Caterina | 13 marzo 2018 at 17:35

    Salve,
    Sto cercando un tritatutto con buon motore e buone lame. Utilizzo: ridurre in crema frutta secca e semi oleaginosi.
    Fascia prezzo: qualsiasi.

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 14 marzo 2018 at 10:13

      Date le tue esigenze ti consigliamo l’acquisto del Imetec CH 3000

  3. 0
    Domanda di GAETANO | 23 novembre 2017 at 20:05

    Il mio tritatutto dopo poco puzzava e ha fatto fumo … e era caldissimo se lo attacco funziona ancora l’ho perso irrimediabilmente???

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 24 novembre 2017 at 09:45

      Non sappiamo come aiutarti, ti consigliamo di contattare un tecnico.

  4. 0
    Domanda di Ezio | 7 novembre 2017 at 17:38

    Io vorrei un elettrodomestico che vadi bene anche per il pesto.

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 8 novembre 2017 at 10:10

      Date le tue esigenze ti consigliamo l’acquisto del Imetec CH 3000

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