I migliori telescopi del 2019

Confronta i migliori telescopi del 2019 e leggi la nostra guida all'acquisto.
Elena.gallina
Autore
Elena Gallina

4 Fattori decisivi per la scelta del telescopio

1. Struttura

Scegliere un telescopio, in particolare se siete neofiti dell'astronomia e si tratta del primo in assoluto che state comprando, può essere molto difficile. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza preliminare spiegando quali sono i diversi tipi di telescopio esistenti, le differenze tra di essi e il tipo di osservazione per cui ciascuno è più adatto.
Diciamo per cominciare che sono sostanzialmente tre le grandi famiglie di telescopi: i rifrattori, i riflettori e i catadiottrici.

Telescopi rifrattori

Il telescopio rifrattore è il telescopio per antonomasia, quello cui tutti pensano quando sentono nominare questo strumento ottico: si tratta in sostanza di un tubo lungo e stretto con una lente a un'estremità, l'obiettivo, e un oculare all'altra estremità. È la tipologia più antica di telescopio, la prima a venire costruita e la responsabile delle prime, importanti scoperte astronomiche.Telescopio rifrattore esempioLe caratteristiche generali dei telescopi rifrattori sono l'apertura dell'obiettivo limitata, un buon contrasto e il poco bisogno di manutenzione. Vediamo ora nel dettaglio le caratteristiche dei telescopi rifrattori.


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Apertura dell'obiettivo

I telescopi di questo tipo devono essere tanto più lunghi quanto più largo è l'obiettivo, poiché alla larghezza maggiore dell'obiettivo corrisponde una lunghezza focale maggiore. Per questo le versioni "domestiche" di questi strumenti hanno aperture limitate, si arriva al massimo a 120 mm e più comunemente si rimane sui 70 mm. Il disegno qui sotto illustra il principio di funzionamento dei telescopi rifrattori:Telescopio rifrattore

Osservazione solo di corpi celesti vicini

Un obiettivo piccolo comporta l'ingresso di una quantità ridotta di luce, pertanto sarà possibile disporre soltanto di un numero limitato di ingrandimenti: per forza di cose dunque i telescopi rifrattori sono indicati per l'osservazione dei corpi celesti vicini quali la Luna, i pianeti e i rispettivi satelliti, e non per l'osservazione dello spazio profondo.

Assenza di disturbi atmosferici

Il fatto poi che si tratti di un tubo sigillato a entrambe le estremità comporta l'assenza di disturbi atmosferici nella camera focale, quali distorsioni dovute a pulviscolo o differenze di temperatura.


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Manutenzione semplice

È anche molto difficile che le ottiche si disallineino con l'uso, essendo fissate saldamente al tubo. Infine, non necessita di pulizia particolarmente frequente, basterà tenere pulita la superficie esterna dell'obiettivo.

Aberrazioni

I telescopi rifrattori non sono privi di svantaggi: innanzi tutto, come tutti gli strumenti che si servono di lenti, vanno soggetti alle aberrazioni cromatiche, che "rovinano" l'immagine finale con aloni iridescenti intorno agli oggetti osservati o con sfocature ai bordi dell'immagine stessa.
Per la correzione di queste aberrazioni è necessario l'impiego di vetri particolari a bassa dispersione e il rivestimento delle superfici vitree con speciali preparati volti a limitare la "disunione" del fascio di luce che è all'origine delle aberrazioni cromatiche.

Costo alto

Un sistema di correzione delle aberrazioni, naturalmente, ha un costo, il che ci porta al secondo significativo svantaggio di questo tipo di telescopi: il suo prezzo, molto più alto rispetto alle altre tipologie.


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Ricapitolando, dunque, questi sono i principali vantaggi e svantaggi di un telescopio rifrattore:

Vantaggi
Svantaggi
Osservazione dei corpi celesti viciniApertura dell'obiettivo limitata
Nessun disturbo atmosferico nel tuboSoggetto ad aberrazioni ottiche
Ottiche solide e stabiliCosto elevato
Poca manutenzione necessaria

Telescopi riflettori

Il telescopio riflettore è una tipologia di telescopio più recente rispetto al rifrattore, e si chiama così perché la focalizzazione del fascio di luce avviene tramite uno specchio concavo posto sul fondo dello strumento.
Il tubo del telescopio è infatti aperto dal lato dell'obiettivo, ha lo specchio all'altra estremità (lo specchio primario) e un secondo specchio più piccolo (il secondario) il cui compito è quello di raccogliere il fascio di luce e rifletterlo verso l'oculare.
Le caratteristiche principali dei telescopi riflettori sono la maggiore apertura dell'obiettivo rispetto ai rifrattori, l'assenza delle aberrazioni cromatiche e il prezzo significativamente più contenuto. Vediamole tutte nel dettaglio.

Apertura dell'obiettivo

Il disegno qui sotto illustra il principio di funzionamento di un telescopio riflettore:Telescopio riflettoreRispetto ai telescopi rifrattori, l'apertura dell'obiettivo può essere maggiore perché la distanza focale in questo tipo di telescopio non è dettata dalla larghezza dell'obiettivo, bensì dalla curvatura dello specchio primario: con un tubo anche più corto rispetto a un telescopio rifrattore è possibile dunque ottenere ingrandimenti maggiori (ricordiamo che più grande è l'obiettivo, maggiore è la luce a disposizione, che permetterà di usare un numero elevato di ingrandimenti).
La larghezza dell'obiettivo di un telescopio riflettore può andare dai 12 fino ai 40 cm a seconda del tipo di costruzione, e stiamo parlando solamente dei telescopi "domestici": i telescopi astronomici più famosi, incluso quello spaziale Hubble, sono infatti di questo tipo e hanno obiettivi da diversi metri di diametro.


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Osservazione dello spazio profondo

Come è facile intuire alla luce delle nostre considerazioni sull'apertura dell'obiettivo, i telescopi riflettori sono particolarmente indicati per l'osservazione dello spazio profondo: un buon modello da astronomia amatoriale può già permettere di individuare e osservare galassie lontane.Telescopio riflettore esempio

Poche aberrazioni

Le sole lenti presenti in un telescopio riflettore sono quelle dell'oculare (di cui ci occuperemo nel paragrafo dedicato), dunque l'incidenza delle aberrazioni ottiche in questo tipo di telescopi è molto limitata: non si osserveranno aloni iridescenti né sfocature, ma solamente una leggera "stellatura" dei punti luminosi dovuta alla riflessione del fascio di luce.

Costo contenuto

Mancando elementi ottici costosi quali le lenti dell'obiettivo, il costo all'acquirente di un telescopio riflettore è anche significativamente più basso rispetto a un telescopio rifrattore.

Manutenzione frequente

Anche questo tipo di telescopio non è però privo di difetti: innanzi tutto, essendo il tubo aperto, l'osservazione può essere facilmente disturbata da perturbazioni dell'aria all'interno del tubo (pensate solamente alla presenza di pulviscolo o di insetti qualora si osservi all'aperto).
L'interno del tubo va dunque pulito molto di frequente, e questo può causare il disallineamento delle ottiche: i telescopi riflettori necessitano dunque di molta più manutenzione e ricalibrazione rispetto ai rifrattori.

Riassumendo, sono i seguenti i principali vantaggi e svantaggi di un telescopio riflettore:

Vantaggi
Svantaggi
Osservazione dello spazio profondoPerturbazioni atmosferiche nel tubo
Grande apertura dell'obiettivoRichiede pulizia e riallineamento frequenti
Nessuna aberrazione otticaPoco contrasto
Prezzo abbordabile

Due tipi di telescopio riflettore

Sono principalmente due i tipi di telescopio riflettore che si possono trovare in commercio: i newtoniani e i dobsoniani. Si tratta di tipologie che, pur presentando tutte le caratteristiche del telescopio riflettore, differiscono nella struttura e nella facilità di utilizzo. Vediamo le caratteristiche di ciascuno di questi tipi di telescopio.

Telescopio newtoniano

Questa tipologia di telescopio riflettore (di cui vedete un esempio nella foto poco sopra) prende il nome dal suo inventore, Isaac Newton, tra i primi a costruire un telescopio riflettore. È considerato dunque il telescopio riflettore "per eccellenza" e si contraddistingue per:

  • Semplicità costruttiva
  • Costo contenuto
  • Dimensioni relativamente compatte
  • Oculare posto in prossimità dell'obiettivo (grazie a questa caratteristica l'osservazione è particolarmente comoda)

Il telescopio newtoniano è particolarmente indicato per i principianti astronomi e per chi voglia uno strumento abbastanza facile da portare con sé per le osservazioni all'aperto.

Telescopio dobsoniano

Il telescopio dobsoniano, di cui vedete un esempio qui sotto, prende il suo nome da John Dobson, principale responsabile della diffusione di questo tipo di telescopio riflettore.
Telescopio dobsoniano
Le caratteristiche principali del telescopio dobsoniano sono:

  • Semplicità strutturale (tanto che è possibile realizzarlo da sé)
  • Apertura molto ampia: si parla anche di 40 cm e più
  • Montatura altazimutale poggiante perlopiù direttamente sul terreno (vedremo meglio più avanti quali tipi di montature esistono e in cosa si distinguono)
  • Grandi dimensioni
  • Complesso da usare

Grazie a questo tipo di telescopio è possibile anche agli amatori avere accesso a un telescopio economico e dall'apertura molto grande, dunque capace di penetrare a fondo nello spazio.
Gli svantaggi sono le sue dimensioni, che lo rendono piuttosto laborioso da portare all'aperto, e il fatto che è necessaria una certa esperienza per allineare e manovrare il telescopio: non è dunque il miglior tipo di telescopio per i principianti.

Telescopi catadiottrici

La terza e ultima tipologia di telescopio è quella catadiottrica: si tratta di telescopi che traggono vantaggio sia dall'uso di una grande lente collocata all'apertura, il correttore, che dalla presenza di specchi per focalizzare l'immagine.

Immagini di qualità

L'uso combinato di lente e specchi permette di coniugare le migliori caratteristiche delle altre due tipologie: la presenza della lente sigilla il tubo, riducendo il bisogno di pulizia e manutenzione, ma anche eliminando le interferenze atmosferiche, nonché di ottenere immagini più contrastate rispetto ai telescopi riflettori. Telescopio Schmidt-Cassegrain

Dimensioni contenute e obiettivo ampio

L'uso degli specchi invece permette di mantenere molto contenute le dimensioni senza rinunciare ad una generosa apertura dell'obiettivo: il catadiottrico è anzi il più compatto tra i telescopi amatoriali, oltre ad essere sufficientemente versatile da prestarsi bene sia per l'osservazione dei corpi celesti vicini, sia per quella dello spazio profondo.

Due tipi di telescopio catadiottrico

Ci sono significative differenze tra i due tipi di telescopio catadiottrico disponibili per l'acquisto da parte degli astronomi amatoriali: lo Schmidt-Cassegrain e il Maksutov-Cassegrain. Vediamole nelle prossime sezioni.

Schmidt-Cassegrain

Questa tipologia di telescopio catadiottrico si caratterizza per la lente correttore piuttosto sottile, piana all'esterno e convessa all'interno (una lente cosiddetta "a menisco"), al cui centro è applicato lo specchio secondario. La foto poco sopra vi fa vedere un esemplare di telescopio di questo tipo.
Lo specchio primario, sul fondo del tubo, è convesso e presenta un foro al centro: a differenza dei telescopi riflettori classici, infatti, il fascio di luce raccolto dallo specchio secondario non viene deviato lateralmente, bensì ritorna verso il fondo del tubo. Qui si trova l'oculare, che negli Schmidt-Cassegrain (spesso abbreviati in SCT) è fisso: la messa a fuoco avviene attraverso lo spostamento in avanti o indietro dello specchio primario. Il disegno qui sotto illustra il principio di funzionamento di questo tipo di telescopio:Telescopio Schmidt-Cassegrain sezione
Le caratteristiche salienti del telescopio Schmidt-Cassegrain sono:

  • Peso e il costo leggermente superiori rispetto a un newtoniano
  • Non risente di perturbazioni dell'aria
  • Immagini ben contrastate
  • Aperture solitamente comprese tra i 10 e 20 cm
  • Estremamente compatto, con il tubo più corto tra tutte le tipologie fin qui esaminate

Alla luce di ciò, vediamo che lo Schmidt-Cassegrain è un ottimo telescopio per osservazioni all'aria aperta: è molto compatto, offre immagini con un buon contrasto, non soggette a perturbazioni esterne, ed è performante sia con i corpi celesti vicini, sia con lo spazio profondo.

Maksutov-Cassegrain

Questa tipologia di telescopio catadiottrico presenta alcune differenze costruttive rispetto alla precedente. La principale risiede nella lente correttore, che è in questi telescopi più spessa e concava, progettata per correggere sia le aberrazioni cromatiche, sia quelle derivanti dalla riflessione (la formazione di "stelle" in corrispondenza dei punti luminosi).
Lo specchio secondario è dipinto direttamente sulla superficie interna della lente, così da ostruire meno il passaggio della luce. Un limite di questa costruzione, però, è che la larghezza dell'apertura non può superare i 18 cm.Telescopio Maksutov-CassegrainIl telescopio Maksutov-Cassegrain è l'ideale per l'osservazione della Luna, dei pianeti e dei corpi celesti vicini, mentre non è particolarmente performante nell'osservazione dello spazio profondo.
Per riassumere, sono questi i vantaggi e svantaggi a grandi linee dei telescopi catadiottrici:

Vantaggi
Svantaggi
Osservazione versatilePuò essere pesante
Dimensioni compattePuò subire aberrazioni cromatiche
Nessun disturbo atmosferico nel tubo
Costo medio

2. Oculare

Abbiamo fatto una lunga introduzione sui diversi tipi di telescopio disponibili agli astrofili amatori, che speriamo serva a orientare la scelta verso un tipo o l'altro in base a che cosa si vuole osservare, quale sia il proprio budget di spesa e quale sia la propria preparazione. Dobbiamo ora passare a considerare gli altri elementi di un telescopio, al di là del tubo che da solo distingue una tipologia dall'altra.
Telescopio oculareIl primo di questi elementi è l'oculare, ovvero la parte cui si appoggia o accosta l'occhio per vedere l'immagine raccolta dal telescopio. Abbiamo già visto che esso può essere collocato in posizioni diverse sul corpo del telescopio, a seconda principalmente del tipo di strumento di cui si tratta. Nei telescopi rifrattori e catadiottrici l'oculare si trova all'estremità opposta rispetto all'obiettivo o all'apertura, mentre nei riflettori si trova accanto all'apertura, in posizione laterale.
È importante qui sottolineare che l'oculare gioca un ruolo fondamentale nel determinare la qualità finale dell'immagine, e che in molti casi la semplice sostituzione di un oculare con uno di qualità superiore può cambiare radicalmente la nostra esperienza con questo strumento.
L'oculare, insieme all'apertura, è anche il principale responsabile degli ingrandimenti di un telescopio: oculari diversi hanno un potere magnificante diverso.

Lunghezza focale e ingrandimenti

Così come il telescopio in sé, infatti, anche gli oculari hanno una loro lunghezza focale. Il potere magnificante effettivo del nostro telescopio si calcola dividendo la lunghezza focale del telescopio per quella dell'oculare.
Facciamo un esempio: se la lunghezza focale del nostro telescopio è 2000 mm e quella dell'oculare montato è di 25 mm, gli ingrandimenti totali saranno 2000/25, ovvero 80 x. Un oculare a focale più corta, ad esempio 10 mm, ci permetterebbe di raggiungere 200 ingrandimenti, e così via.

Lunghezza focale massima

Nel decidere di sostituire l'oculare "di serie" del nostro telescopio con uno di qualità superiore dobbiamo però sapere quale sia la lunghezza focale massima che possiamo usare: per ciascun telescopio, al di là di una certa lunghezza, la luce va semplicemente sprecata e non offre alcun vantaggio rispetto a lunghezze minori.
Per calcolare quale lunghezza focale massima il nostro nuovo oculare potrà avere dobbiamo prima di tutto calcolare il rapporto focale del telescopio. Questo si ottiene dividendo la lunghezza focale del telescopio per il diametro dell'apertura: ad esempio un telescopio con lunghezza focale di 1200 mm e apertura di 200 mm avrà un rapporto focale di f/6, poiché 1200 : 200 = 6.
Appurato il rapporto focale, dobbiamo moltiplicarlo per 7: il risultato ci indicherà la lunghezza focale massima dell'oculare. Continuando con il nostro esempio: 6 x 7 = 42, dunque il nostro telescopio non trarrà alcun beneficio dal montare oculari dalla lunghezza focale maggiore di 42 mm.

Larghezza dell'oculare e campo visivo

Un altro errore da evitare è quello di acquistare oculari della misura sbagliata. La maggior parte dei telescopi in commercio oggi montano oculari da 1,25" (31,7 mm), ma può capitare di trovare telescopi che montano oculari più larghi, da 2" (50,8 mm), pensati per coprire un campo visivo più ampio. Alcuni vecchi telescopi, che ormai non si trovano più in commercio se non usati, possono invece montare oculari più piccoli, da 0,965" (24,5 mm).
In foto qui sotto è ben evidente la differenza tra oculari di misure diverse:Telescopio dimensioni oculariLa larghezza di un oculare è almeno in parte collegata anche al campo visivo che l'oculare (e di conseguenza il telescopio) permette di abbracciare.
Solitamente si preferisce un campo visivo relativamente stretto, tra i 40 e i 50°, per l'osservazione della Luna e dei pianeti, mentre per lo spazio profondo si preferisce ampiamente un campo visivo cosiddetto "wide", al di sopra dei 60°.
Gli oculari da 2" sono invariabilmente di quest'ultimo tipo, e alcune tipologie possono arrivare addirittura fino a 100°.

Tipi di oculari

Ci sono innumerevoli tipi diversi di oculari, che differiscono per il numero e tipo di lenti utilizzate, per la loro costruzione, per il vetro in cui sono realizzate le lenti, i trattamenti antiriflesso applicati alle superfici e il campo visivo che offrono. Telescopio oculariVi sono tipi adatti a un certo tipo di uso e di telescopio e altri adatti ad altri usi e tipi di strumenti. Proviamo a riassumere nella tabella seguente le caratteristiche dei più comuni tipi di oculari oggi in commercio. Le caratteristiche che abbiamo individuato sono il numero di elementi (in gergo si indicano con questo termine le lenti all'interno dell'oculare, e come si vedrà infatti all'aumentare del loro numero crescono anche il prezzo e, verosimilmente, la qualità dell'oculare stesso), i tipi di telescopio con cui l'oculare è compatibile, il campo visivo che offre e la fascia di prezzo in cui si colloca. Ecco allora i tipi di oculari più comuni:

 
Elementi
Telescopio
Campo visivo
Fascia di prezzo
Kellner
3
SCT e rifrattori
40-50°
Bassa
Orthoscopic
4
Newtoniani
40-45°
Media
Plössl
4
Newtoniani
50° e oltre
Media
Erfle
5
Newton/Dobson
60°
Media
Nagler
4-5
Newton/Dobson
72-110°
Alta

Si tratta di una lista molto sommaria, in commercio si trovano moltissimi altri tipi di oculare con caratteristiche peculiari.

Al di là dell'oculare vero e proprio, vi sono altri due elementi ad esso correlati di cui è necessario parlare. Questi sono il focheggiatore e la lente di Barlow, che giocano un ruolo rispettivamente nella messa a fuoco del telescopio e nel moltiplicarne gli ingrandimenti.

Focheggiatore

Tutti i telescopi sono dotati di un meccanismo per la messa a fuoco. Abbiamo già avuto modo di osservare come i telescopi catadiottrici abbiano un particolare sistema in cui a spostarsi sia lo specchio primario: nel caso di tutti gli altri tipi di telescopio, invece, la messa a fuoco avviene per mezzo di un focheggiatore.
Questo elemento meccanico, montato a monte dell'oculare, si compone di due tubi che scorrono l'uno dentro l'altro, comandati meccanicamente da una rotella. Il compito di questo elemento è quello di allungare o abbreviare la distanza focale in modo che nell'oculare si possa vedere un'immagine a fuoco.
I tipi di focheggiatore che si possono trovare sono sostanzialmente tre: quelli a cremagliera, quelli elicoidali e quelli tipo Crayford. Le differenze tra i tre sono le seguenti (cliccate sulle foto per ingrandirle):

Foto
Tipo
Descrizione
Telescopio focheggiatore a cremagliera
Cremagliera
Il movimento avviene per mezzo di una cremagliera, e nei modelli meno precisi questo può comportare un certo gioco nello scorrimento dei tubi e altri problemi legati all'incastro dei dentini. È il tipo di focheggiatore più comune nei modelli a basso costo.
Telescopio focheggiatore elicoidale
Elicoidale
Il movimento avviene tramite una filettatura, in maniera analoga a quello che avviene nell'obiettivo di una macchina fotografica. Il prezzo è mediamente più alto rispetto a quelli a cremagliera.
Telescopio focheggiatore Crayford
Crayford
Il movimento avviene attraverso il semplice attrito delle parti meccaniche, eliminando così i problemi connessi all'uso di cremagliere. È considerevolmente più costoso rispetto alle tipologie precedenti.

Lente di Barlow

Un ulteriore elemento ottico che è possibile applicare prima dell'oculare (come da figura sotto) è la lente di Barlow. Questo è un piccolo gruppo ottico che modifica la lunghezza focale del telescopio aggiungendo così potere magnificante all'oculare.
Ci sono molti tipi di lenti di Barlow, differenziate da lunghezze e ingrandimenti diversi: si può andare da 1,5 a 5 x, ma gli esemplari più comuni sono quelli da 2 o 3 x. Meno diffusi poi i modelli variabili, che possono cioè allungarsi o accorciarsi per variare il numero di ingrandimenti. Telescopio lente di BarlowLa scelta di una lente di Barlow lunga o corta dipende da svariati fattori: il principale è il tipo di telescopio cui la si dovrà applicare. In generale possiamo dire che per i telescopi riflettori si preferisce di norma una lente di Barlow corta, mentre nella maggior parte dei rifrattori si preferisce una lente lunga.

Trattandosi di strumenti ottici, la qualità delle lenti è molto importante: l'uso di vetri ad indice di rifrazione più o meno alto, e l'applicazione o meno di strati antiriflesso alle superfici sono come sempre fattori importantissimi nel determinare la qualità finale dell'immagine osservata.

3. Cercatore

Un altro elemento molto importante in un telescopio è il cosiddetto cercatore: si tratta sostanzialmente di una sorta di piccolo cannocchiale, o in alcuni casi solamente di una specie di "mirino", utilizzato per individuare la porzione di cielo che si vuole osservare ed orientare così il telescopio nella direzione corretta.
Per il puntamento si preferisce usare il cercatore, anziché il telescopio stesso, perché il cercatore ha un numero di ingrandimenti molto minore rispetto al telescopio. Esso permette dunque di vedere una porzione di cielo abbastanza ampia da permettere all'osservatore di non perdere l'orientamento nella volta celeste.
Il cercatore è tipicamente applicato sul tubo del telescopio, solitamente accanto all'oculare. Lo si può ben vedere in questa foto:Telescopio cercatoreQuello sulla destra è il tubo del telescopio con relativo oculare, mentre sulla sinistra, più piccolo, si vede il cercatore anch'esso con il suo oculare.
Le caratteristiche del cercatore di cui bisogna tenere conto sono fondamentalmente due: la sua combinazione di ingrandimenti e apertura dell'obiettivo, e l'orientamento visivo dell'immagine restituita. Vediamole una per volta.

Ingrandimenti e obiettivo

Il discorso da questo punto di vista cambia a seconda che si tratti di un cercatore ottico o di un mirino semplice: vediamo come valutare ciascuno di questi due tipi di cercatore.

Cercatore ottico

Nel caso dei cercatori ottici, quelli cioè che consistono in un cannocchiale applicato al telescopio, dobbiamo fare attenzione al numero di ingrandimenti e al diametro dell'obiettivo.
Spesso troveremo indicati entrambi questi dati nel nome stesso del cercatore, che sarà seguito da una dicitura come 6x30, 8x50 e via dicendo. Di queste cifre, la prima indica il numero di ingrandimenti, e la seconda il diametro dell'obiettivo.
Tra gli astronomi amatori è opinione ormai consolidata che un cercatore 6x30 sia accettabile, e che i migliori e più comodi siano invece quelli da 8x50 in su. Si preferisce infatti il maggiore diametro dell'obiettivo poiché più grande l'obiettivo, maggiore la quantità di luce raccolta, dunque migliore la visuale.

Mirino semplice

Quando un telescopio monta invece un mirino semplice, di tipo "red dot", il discorso è diverso.
In questo caso, infatti, sul corpo del telescopio non è montato un cannocchiale ausiliario, bensì un mirino che può ricordare quello di certe armi da fuoco moderne: quello che all'apparenza è solamente un quadratino di vetro è in realtà un materiale trasparente ma riflettente, su cui viene proiettato un reticolo luminoso.
La foto qui sotto illustra bene di che cosa si tratta:Telescopio mirino red dotUn grosso vantaggio di questo tipo di mirino è senza dubbio il prezzo: si tratta di una tecnologia molto semplice, dal costo notevolmente inferiore rispetto a un ulteriore elemento ottico come il cercatore.
Lo svantaggio però è che il mirino manca completamente di ingrandimenti: per questo può essere più difficoltoso centrare perfettamente la porzione di cielo che interessa osservare.

Orientamento visuale

Un vantaggio del mirino è quello di non modificare in alcun modo la visuale ad occhio nudo, cosa che non è sempre vera per i cercatori ottici: questi infatti, a seconda dell'orientamento visivo, possono mostrare la porzione di cielo osservata capovolta, ribaltata o entrambe le cose insieme. Sono infatti tre i possibili orientamenti visuali che un cercatore può avere:

  • Standard: l'immagine risulta capovolta e ribaltata, dunque l'alto diventa basso e la destra sinistra
  • Right angle: l'immagine è parzialmente corretta, non capovolta ma comunque ribaltata specularmente
  • Corretta: l'immagine è completamente corretta, dunque coincide con quanto osservabile ad occhio nudo

Naturalmente la correzione del ribaltamento e capovolgimento richiede elementi ottici in più, che inevitabilmente fanno lievitare il costo del cercatore.

Bisogna sottolineare che la scelta tra l'uno e l'altro tipo di cercatore non è esclusiva: mentre il mirino è comodissimo per spostarsi velocemente da una porzione di cielo all'altra, il cercatore ottico è perfetto per puntare accuratamente il telescopio.
Chi ha o sceglie un cercatore ottico dovrà comunque ricordarsi di allineare con cura il cercatore al telescopio, così che quanto inquadrato dal cercatore corrisponda perfettamente a quanto inquadrato dal telescopio.
L'operazione è semplice, soprattutto se effettuata durante le ore diurne: basta puntare il cercatore a un oggetto a scelta nel panorama e stringere o allentare le apposite viti di regolazione fino a che l'oggetto scelto non risulta perfettamente inquadrato sia dal cercatore sia dal telescopio.

4. Montatura

L'ultimo elemento che bisogna assolutamente considerare all'acquisto di un telescopio è la montatura che lo accompagna, ovvero il sistema meccanico che permette il movimento del telescopio.
La montatura è particolarmente importante soprattutto se abbiamo intenzione di utilizzare il nostro nuovo strumento anche per dilettarci con la fotografia astronomica. Dei due tipi di montatura esistenti, infatti, solo uno è adatto alla fotografia astronomica, in cui sono richiesti lunghi tempi di esposizione.
Andiamo però con ordine e vediamo una per una le montature altazimutali e quelle equatoriali.

Montatura altazimutale

La montatura altazimutale è delle due quella più semplice dal punto di vista costruttivo e dell'uso pratico, e per questo motivo si trova più comunemente nei telescopi di fascia medio-bassa, quelli comunemente considerati "entry level".
Questa montatura prevede due movimenti rispetto all'orizzonte terrestre: lo spostamento orizzontale e quello verticale. La montatura altazimutale è dunque decisamente semplice e intuitiva da utilizzare e non richiede alcuna preimpostazione prima dell'uso, dunque risulta particolarmente indicata per chi sta muovendo i primi passi nell'osservazione astronomica.
È però assolutamente inadatta alla fotografia delle stelle, con la sola eccezione degli scatti ad esposizione breve.Telescopio montatura a forcella
Questo si deve al fatto che questo tipo di montatura non è adatto a compensare il moto delle stelle, o per meglio dire quello del nostro pianeta. Come è noto, infatti, la volta celeste "ruota" intorno all'asse della stella polare per effetto del moto terrestre, e quando si osservano i corpi celesti con un telescopio ci si rende conto molto rapidamente di quanto veloce sia questo movimento. Seguire un corpo celeste richiede dunque un aggiustamento continuo del puntamento del nostro telescopio, una condizione incompatibile con la buona riuscita di una foto astronomica a lunga esposizione.

Montatura altazimutale a forcella e montatura "fotografica"

Il più comune, semplice ed economico tipo di montatura altazimutale è quella a forcella, come quella nella foto poco sopra. Un altro tipo molto diffuso è poi quello "fotografico" a doppio snodo, analogo alla montatura di tanti treppiedi per fotografia, nei quali si trovano singole manopole per il controllo di ciascun asse. La foto qui sotto reca un esempio:Telescopio montatura fotografica

Montatura equatoriale

La montatura di tipo equatoriale è invece più complessa dal punto di vista costruttivo, e di conseguenza anche più costosa rispetto a quella altazimutale.

Compensazione del movimento terrestre

Al contrario della precedente, questa richiede l'allineamento al polo celeste prima dell'uso, un'operazione dopo la quale tutto quello che dovremo controllare per seguire un corpo celeste è un singolo asse. Telescopio montatura tedescaCome è evidente i presupposti sono perfetti per la fotografia astronomica: una montatura equatoriale motorizzata, che compensa automaticamente il moto terrestre, è l'ideale per scattare foto alla volta celeste prive di sbavature.

Montature evolute e puntamento automatico

Vi sono poi montature intelligenti, dotate di un computer interno, che conservano in memoria le coordinate di tantissimi corpi celesti osservabili: è sufficiente allineare il telescopio a poche stelle di riferimento per calibrare il computer, e la montatura da sola sarà in grado di puntare lo strumento verso gli astri desiderati.
Il più diffuso tipo di montatura equatoriale è quello tedesco, riprodotto nella foto qui sopra.

Altri fattori da tenere in mente per la scelta del telescopio

I materiali sono importanti?

Come abbiamo già potuto vedere nella nostra lunga esposizione, i materiali e soprattutto la qualità e la cura costruttiva sono fondamentali nel determinare la qualità complessiva di un telescopio. È particolarmente importante che tutte le lenti utilizzate dal telescopio, sia esso rifrattore, riflettore o catadiottrico, siano idealmente realizzate in vetro a basso indice di rifrazione, e che le loro superfici siano rivestite da un trattamento antiriflesso che riduca ulteriormente le aberrazioni cromatiche cui tutte le lenti vanno inevitabilmente soggette. È altresì importante che tutti i movimenti del telescopio siano fluidi e precisi, da quelli della montatura a quelli del focheggiatore. Vale dunque sicuramente la pena di informarsi a fondo sulle caratteristiche costruttive dei modelli di telescopio che prendiamo in considerazione prima di effettuare l'acquisto, altrimenti rischiamo di incontrare grossissime delusioni.

La marca è importante?

Come è sempre il caso quando si tratta di strumenti ottici, ci sono marchi che sono sinonimo di buona qualità e di specializzazione e altri che invece sarebbe meglio evitare. Questo si deve alla natura particolarmente sofisticata di uno strumento come il telescopio, che richiede alta qualità e precisione costruttiva per poter offrire a chi lo usa un'esperienza pienamente soddisfacente. Ecco allora che marchi specializzati nei prodotti ottici come Celestron, Bresser, Orion o Meade riescono ad offrire buoni prodotti che spaziano dalla fascia bassa, quella "entry level", a quella medio-alta adatta agli astronomi già esperti.
Sono invece da sconsigliare, se non per un regalo ai propri figli e nipoti, più o meno tutti i telescopi sotto i 200 € di costo, soprattutto se non appartenenti ai brand che abbiamo appena menzionato: si tratta in questi casi di strumenti che è legittimo definire più "giocattoli" (per quanto dotati di un notevole valore educativo) che non di telescopi in piena regola.

Il prezzo è importante?

Il prezzo di un telescopio è un fattore importante da tenere in considerazione, anche se non dovrebbe mai essere quello determinante. Come abbiamo già potuto osservare, un telescopio che sia soddisfacente difficilmente costa meno di 200 €, e a seconda del tipo di strumento, della qualità delle ottiche, del tipo di montatura ecc. il prezzo può lievitare fino a oltre 2000 €.
Tra questi due estremi si può trovare di tutto: dal rifrattore di media qualità, al newtoniano motorizzato e con montatura equatoriale intelligente, al Maksutov-Cassegrain di alta qualità. Più che scegliere in base al prezzo, dunque, raccomandiamo di scegliere con cura il tipo di telescopio che fa al caso proprio, a seconda che si vogliano osservare i pianeti, le galassie o entrambi, e di individuare poi un modello dotato di buone caratteristiche tecniche, soprattutto per quanto riguarda la qualità delle ottiche.


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La tabella dei migliori telescopi del 2019 scelti dalla redazione di QualeScegliere.it

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offerta
Celestron NexStar 8SE 1.813,90 €
Celestron LCM 114 350,00 €
Seben 700-76 Big Pack KT1 67,99 €
INTEY F40070M 80,99 €
Celestron AstroMaster 130EQ 227,78 €

Telescopi: tutti i prodotti recensiti

Domande e risposte su Telescopio

  1. 0
    Domanda di Emanuela | 11 aprile 2019 at 00:25

    Buonasera, con un 300,00/350,00 vorrei comprare un telescopio a mia figlia visto che è molto appassionata a stelle, pianeti.Viviamo in campagna

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 11 aprile 2019 at 16:18

      Per imparare ad usare il telescopio può andare molto bene il Celestron AstroMaster 130EQ.

  2. 0
    Domanda di Marina | 4 giugno 2018 at 20:19

    Buonasera, con un budget di 100 – 150€ quale telescopio potrei regalare ad un principiante interessato principalmente a luna e pianeti? Grazie!

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 5 giugno 2018 at 10:13

      In quella fascia di prezzo possiamo consigliarti il Seben 700-76 Big Pack KT1, altrimenti, spendendo un poco di più, puoi optare per l’Orion StarMax 10022

  3. 0
    Domanda di Nicolò | 2 dicembre 2017 at 17:35

    salve…volevo una vostra valutazione sul telescopio Seben 1000-114 Star-Sheriff EQ3 Telescopio riflettore…grazie!!!!

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 4 dicembre 2017 at 10:45

      Si tratta di un modello di fascia bassa con buone caratteristiche, ma adatto soprattutto a utenti principianti.

  4. 0
    Domanda di Domenico Ammendolia | 31 marzo 2017 at 18:54

    Allineando il mio telescopio riflettore 114/1000 l’immagine si vede in diagonale. Qual è il motivo?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 3 aprile 2017 at 10:52

      Non è chiaro se il problema riguardi il telescopio o l’eventuale cercatore, comunque se non si tratta del normale ribaltamento generato dalle ottiche del telescopio ci deve essere un problema di allineamento o collimazione o degli specchi o dell’oculare.

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Ecco i migliori tre prodotti della categoria.

8 visitatori su 10 approfittano di queste offerte.

Il migliore

Celestron NexStar 8SE

Migliore offerta: 1.813,90€

Il miglior rapporto qualità prezzo

Celestron LCM 114

Migliore offerta: 350,00€

Il più venduto

Seben 700-76 Big Pack KT1

Migliore offerta: 67,99€