Le migliori stufe a legna del 2020

Confronta le migliori stufe a legna del 2020 e leggi la nostra guida all'acquisto.

La Nordica Rosetta BII

La migliore

TipoIrraggiamento
Potenza termica7,2 kW
Volume riscaldabile206 m³
Classe energeticaA+
MaterialeMaiolica
ScaricoSuperiore
Piastra cucina
Forno
Dimensioni86,9 x 84,3 x 57,2 cm
Punti forti
  • Con cassettone portalegna
  • Focolare in ghisa
  • Forno incorporato da 28 l
  • Consuma 2 kg di legna l'ora
Punti deboli
  • Calore non omogeneo

Prity 1P34

Il miglior rapporto qualità prezzo

TipoIrraggiamento
Potenza termica10,0 kW
Volume riscaldabile108 m³
Classe energeticaA
MaterialeGhisa
ScaricoSuperiore
Piastra cucina
Forno
Dimensioni75 x 45 x 80 cm
Punti forti
  • Alto potere calorico
  • Forno con termometro
  • Vano portalegna
  • Ampio cassetto raccoglicenere
  • Tiraggio regolabile
Punti deboli
  • Calore poco omogeneo

Prity 1P34L

TipoIrraggiamento
Potenza termica10,0 kW
Volume riscaldabile108 m³
Classe energeticaA
MaterialeGhisa
ScaricoSuperiore
Piastra cucina
Forno
Dimensioni75 x 45 x 80 cm
Punti forti
  • Alto potere calorico
  • Forno con termometro
  • Ampio cassetto raccoglicenere
Punti deboli
  • Calore poco omogeneo
  • Non ha un vano portalegna

La Nordica Dorella L8

TipoIrraggiamento
Potenza termica6,5 kW
Volume riscaldabile186 m³
Classe energetican.d.
MaterialeMaiolica
ScaricoSuperiore
Piastra cucina
Forno
Dimensioni46,5 x 49,1 x 84,5 cm
Punti forti
  • Consuma 2 kg di legna l'ora
  • Griglia scuoticenere azionabile dall'esterno
Punti deboli
  • Calore non omogeneo

Kupro Tangra

TipoIrraggiamento
Potenza termica7,5 kW
Volume riscaldabilen.d.
Classe energetican.d.
MaterialeFerro, ghisa
ScaricoSuperiore
Piastra cucina
Forno
Dimensioni83 x 47 x 76 cm
Punti forti
  • Forno di buone dimensioni (40 x 45 x 22,5 cm)
  • Ampio cassetto raccoglicenere
  • Con vano portalegna
Punti deboli
  • Calore poco omogeneo
  • Struttura molto leggera
Elena.gallina
Autore
Elena Gallina

I fattori decisivi per la scelta della stufa a legna

La schiacciante maggioranza delle abitazioni italiane ottiene il proprio riscaldamento invernale dalle classiche caldaie alimentate a gas metano o GPL. Può però capitare che questa fonte termica non sia sufficiente, ad esempio in caso di temperature molto rigide o abitazioni molto grandi, che tradizionalmente sono più difficili da riscaldare bene. Ancora, all'opposto, alcune famiglie preferiscono optare per sistemi di riscaldamento alternativi, ad esempio ricorrendo all'installazione di una stufa a pellet o a legna.
Stufa a legnaProprio di queste ultime vogliamo qui occuparci, illustrando i vantaggi insiti nell'adozione di questo tipo di stufa e le differenze rispetto ad altri sistemi.

Che differenza c'è tra pellet e legna da ardere?

Il pellet è un tipo di combustibile derivato dalla legna, pertanto può essere legittimo pensare che, rispetto a quest'ultima, non vi siano sostanziali differenze. Questo non è però del tutto vero: nonostante vi siano indubbiamente moltissime similitudini, vi sono anche differenze che è bene conoscere. In particolare:

  • Ingombro: la differenza più macroscopica sta proprio nel volume di questi due combustibili. Mentre i ciocchi di legna richiedono infatti molto spazio per lo stoccaggio, il pellet risulta molto più concentrato a parità di potere termico e si può immagazzinare in uno spazio notevolmente minore;
  • Costo: tanto il pellet quanto la legna sono notevolmente più economici rispetto ai combustibili gassosi (metano e GPL), ma tra i due la corona del combustibile in assoluto più economico spetta proprio alla legna da ardere;
  • Qualità del calore: mentre il pellet asciuga di molto l'aria nell'ambiente, la legna tende a mantenere un grado di umidità più adeguato al benessere delle vie respiratorie. Inoltre il calore generato dal pellet tende ad essere meno omogeneo nell'ambiente (più intenso vicino alla stufa, meno lontano da essa), mentre il calore da legna si diffonde in maniera più regolare.

Stufa a legna catastaIn entrambi i casi, lo ricordiamo, si tratta di fonti energetiche di origine naturale, rinnovabili ed ecologiche.

Tipo di stufa

Se, anche alla luce di quanto detto poco sopra, avete deciso di installare una stufa a legna, allora il primo aspetto da determinare è quale tipo di stufa sia più idoneo alla vostra casa. Esistono infatti diverse tipologie di stufa a legna, ognuna con caratteristiche più adatte a case su più livelli oppure a livello singolo.

Stufa a legna ad aria canalizzata

Questo tipo di stufa permette di distribuire in maniera omogenea il calore in tutta l'abitazione tramite la realizzazione di apposite canaline per il convogliamento dell'aria calda. Questo comporta naturalmente tempi e costi di installazione più sostanziosi, ma permette di sostituire efficacemente la caldaia a gas.Stufa a legna ad aria canalizzataDate le sue caratteristiche, una stufa ad aria canalizzata è l'ideale per le abitazioni molto grandi, siano esse disposte su un livello unico o su più piani.

Stufa a legna a convezione

Le stufe a convezione emanano il calore semplicemente dal proprio corpo, senza canaline di sorta che lo trasportino in altri locali e su altri piani. Una caratteristica delle stufe a legna di questo tipo è quella di movimentare l'aria nell'ambiente: si alimenta "dal basso" con l'aria più fredda ed emette dall'alto aria calda, alimentando un circolo convettivo "virtuoso" capace di generare una distribuzione piuttosto omogenea del calore, ma rimane il fatto che, per una migliore distribuzione, sia necessario lasciare le porte aperte tra i locali.Stufa a legna a convezionePer questi motivi le stufe a convezione sono ideali per riscaldare un loft e in generale le abitazioni di piccole o medie dimensioni disposte di preferenza su un'unico piano.

Stufa a legna ad irraggiamento

La stufa di tipo ad irraggiamento è il tipo di stufa più antico: si tratta di una tipologia che irraggia semplicemente il calore dal proprio corpo, pertanto non è dotata di alcun accorgimento che ne migliori la distribuzione nell'ambiente. La differenza termica è pertanto molto marcata tra le vicinanze della stufa e le pareti più lontane da essa. Non essendo un tipo di stufa a legna particolarmente tecnologico, ne consegue anche che il prezzo all'acquisto sia il più basso tra le varie tipologie.Stufa a legna ad irraggiamentoUna stufa di tipo radiante è indicata per il riscaldamento di monolocali, piccoli bilocali o per singoli ambienti della casa.

Stufa a legna ad accumulo

Una nota a parte va fatta per le stufe ad accumulo di calore: queste stufe si caratterizzano, come il nome suggerisce, per la loro capacità di accumulare il calore generato dalla combustione, rilasciandolo gradualmente nell'ambiente in maniera omogenea e costante, riscaldando non solamente l'aria (a differenza delle tradizionali stufe a convezione e dei classici termosifoni), ma anche pareti, mobili e le persone stesse.Stufa a legna ad accumuloIl grande vantaggio offerto dalle stufe a legna ad accumulo, al di là della migliore qualità del calore prodotto, è soprattutto quello di non richiedere la ricarica continua della legna da ardere: bastano due carichi nella giornata (anziché uno ogni 2-3 ore) per generare calore da utilizzare durante tutto il giorno.

Potere termico

Stabilito quale tipo di stufa a legna sia più adeguata alla vostra casa, dovrete assicurarvi di sceglierne una dal potere termico adeguato alle sue dimensioni. Il potere termico di una stufa è espresso in kW: maggiore il numero di kW, maggiore la quantità di calore prodotta dalla stufa. Di conseguenza, abitazioni grandi avranno bisogno di maggiore potere termico rispetto alle case di dimensioni più contenute.
In base, come dicevamo, alla superficie, ma anche all'età e alle caratteristiche costruttive della casa, è possibile calcolare con facilità il fabbisogno termico della propria abitazione, ossia il numero di kW necessari a riscaldarla adeguatamente.
Prima di fare i conti dobbiamo stabilire che tipo di casa sia la nostra: più o meno datata, coibentata a regola d'arte o meno, progettata secondo gli ultimi dettami della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico oppure no. A seconda di queste caratteristiche, assegneremo alla casa un coefficiente in Watt che ci servirà successivamente nel calcolo del fabbisogno termico.
A grandi linee, i coefficienti sono i seguenti:

  • Casa passiva (a basso consumo): 10-20 W
  • Casa a risparmio energetico: 30 W
  • Casa nuova ben coibentata: 50 W
  • Casa datata: 100-150 W

A questo punto possiamo moltiplicare il coefficiente assegnato alla casa per la sua superficie, dividendo il risultato ottenuto per mille.

Facciamo un esempio pratico: ipotizziamo di voler calcolare il fabbisogno termico di un'abitazione da 75 m² degli anni '70, quindi di base non particolarmente ben coibentata, alla quale abbiamo però sostituito gli infissi originali con esemplari più moderni e meglio isolanti. Diciamo che il suo coefficiente sia pertanto di 110 W. Il suo fabbisogno termico sarà:

  • 110 x 75 = 8250
  • 8250 / 1000 = 8,25

La stufa a legna che installeremo dovrà pertanto avere un potere termico di almeno 8,25 kW.

Etichetta energetica

Dal 2018 è obbligatoria l'etichettatura energetica anche per le stufe a legna e a pellet. Come nel caso di tutti gli altri elettrodomestici, l'indicazione dell'efficienza energetica indica il rapporto tra i consumi energetici e la prestazione: nel caso delle stufe a legna, tra la quantità di legna consumata e il potere termico realmente prodotto. Le etichette energetiche delle stufe a legna sono molto facili da interpretare: su di esse si trova infatti solamente la scala delle classi di efficienza (da G ad A++), con relativa indicazione di quale sia la classe di appartenenza del modello in questione, e la potenza termica in kW.Stufa a legna etichetta energeticaGrazie all'etichetta energetica vi sarà semplice paragonare diversi modelli e scegliere, a parità di potere termico, quello che risulterà consumare meno legna.

Costruzione

Quale che sia il potere termico e il tipo di stufa che avete decretato essere il migliore per la vostra casa, vi sono ancora diversi dettagli che vi consigliamo di valutare prima di decidere per l'uno o l'altro modello. A seconda, ad esempio, che in casa vostra vi siano anche bambini, vorrete optare per una stufa che non si surriscaldi troppo e sia sempre sicura al tocco, oppure, a seconda di dove corra la canna fumaria, dovrete decidere se volete il tubo di scarico dei fumi a vista o no.

Materiali e rispettive proprietà

Una stufa a legna può essere realizzata in materiali diversi, ciascuno con caratteristiche particolari per quanto riguarda la diffusione del calore e la sicurezza domestica. I principali in cui vi imbatterete nella vostra ricerca sono i seguenti:

  • La ghisa o altri metalli: la ghisa è il più tradizionale dei materiali di realizzazione di una stufa a legna. Ha il vantaggio di scaldarsi molto rapidamente e di rimanere ben calda a lungo, ma l'altra faccia della medaglia è proprio che il calore raggiunto può essere eccessivo e risultare spiacevole al tatto;Stufa a legna in ghisa
  • La pietra ollare: come la ghisa, la pietra ollare ha la capacità di immagazzinare e rilasciare grandi quantità di calore nell'arco della giornata ma, al contrario della ghisa, non raggiunge temperature eccessive che rendano sgradevole il tocco della pietra;Stufa a legna in pietra ollare
  • La maiolica: le stufe in maiolica hanno un caratteristico aspetto "piastrellato" che offre all'ambiente un elemento decorativo in più. Si scaldano un po' più lentamente rispetto alle stufe in ghisa, ma hanno l'indubbio vantaggio di non raggiungere mai temperature tali da renderle intoccabili.Stufa a legna in maiolica

Quale che sia il materiale costruttivo, ricordiamo che le stufe ad accumulo sono comunque sempre assolutamente sicure al tocco.

Scarico dei fumi

Come per tutte le stufe e caldaie a combustione, anche le stufe a legna devono tassativamente essere collegate alla canna fumaria per convogliare all'esterno dell'abitazione i fumi di scarico della combustione. Se per qualunque motivo l'allaccio alla canna fumaria non fosse possibile, vi ricordiamo che ci sono svariate soluzioni per il riscaldamento ad energia elettrica che non producono gas di scarico (termosifoni elettrici, pannelli radianti, termoconvettori ecc.).Stufa a legna scarico superioreLe possibilità per quanto riguarda la collocazione del tubo di scarico dei fumi sono due: un tubo superiore, che fuoriesce dalla parte alta della stufa e sale in verticale o a 45° fino all'attacco con la canna fumaria, rimanendo così a vista; oppure un tubo posteriore, che esce dalle spalle della caldaia e si innesta al muro e alla canna fumaria rimanendo nascosto alla vista. Stufa a legna scarico posterioreLa scelta tra l'una e l'altra possibilità dipende sia dalla preferenza estetica, sia dal percorso della canna fumaria all'interno del muro.

Le domande più comuni sulla stufa a legna

Quanto costa una stufa a legna?

Nel determinare il prezzo finale di una stufa a legna entrano in gioco almeno due fattori: il tipo di stufa e gli eventuali sgravi e rimborsi di cui è possibile beneficiare al momento dell'acquisto.

Tipo di stufa

Per quanto riguarda il tipo di stufa, sono di solito sensibilmente più care le stufe ad accumulo rispetto alle normali stufe convettive e, in generale, anche i materiali costruttivi incidono sui prezzi: la ghisa è senz'altro più economica rispetto alla maiolica e alla pietra ollare. Infine, indicativamente, maggiore il potere termico della stufa a legna, maggiore il suo costo.
Alla luce di tutto quanto sopra menzionato possiamo dire che, ad esempio, una stufa a legno ad accumulo in maiolica, fatta su misura e molto potente, avrà un costo molto alto, nell'ordine delle migliaia di Euro; al contrario, una piccola stufa ad irraggiamento in ghisa o acciaio costa molto meno, indicativamente tra i 200 e i 500 €.

Sgravi fiscali

Consigliamo inoltre di verificare sempre l'eventuale disponibilità di bonus, sconti, sgravi e rimborsi fiscali promulgati dalle autorità di Governo per favorire gli adeguamenti ecologici delle abitazioni italiane: il Conto Termico in essere nel momento in cui scriviamo (luglio 2020), ad esempio, permette di arrivare fino al 65% di sgravio sull'acquisto di una stufa a legna che rispetti le prescrizioni indicate relativamente ad emissioni e rendimenti.

Installazione

Il costo dell'installazione della stufa a legna varia in base alle particolarità del locale e della canna fumaria. Se ad esempio dobbiamo installare la stufa in una casa piuttosto datata, con ancora la predisposizione per l'attacco della stufa stessa, non avremo quasi bisogno di effettuare lavori di alcun tipo, se non al massimo rivestire il pavimento sotto e intorno alla stufa di materiale ignifugo (di solito pietra).
Nelle abitazioni più moderne, però, questa predisposizione solitamente manca, con la sola eccezione del locale cucina, dove si trova un attacco per la cappa aspirante. Se intendiamo installare la stufa a legna in un altro locale, dovremo per forza di cose sobbarcarci dei lavori in muratura per aprire un nuovo accesso alla canna fumaria, con i conseguenti costi.

Quanto costa riscaldare a legna?

Al di là del costo di acquisto e installazione di una stufa a legna, è interessante sapere anche quanto può costare il riscaldamento a legna rispetto al ben più costoso riscaldamento a gas. Come abbiamo già detto, infatti, la legna è in assoluto il combustibile per riscaldamento più economico.
L'unità di misura utile per calcolare i consumi di qualsivoglia fonte energetica utilizzata per il riscaldamento domestico è il MWh/anno, che dà la misura della quantità di calore impiegata nell'arco di un anno per riscaldare la casa. Il costo di un singolo MWh dipende dal tipo di combustibile utilizzato:

  • Gas metano: circa 72 €/MWh;
  • Pellet: circa 62 €/MWh;
  • Legna: circa 39 €/MWh.

Al di là di questi costi stimati (quelli effettivi dipendono infatti dai prezzi applicati dai singoli fornitori del combustibile), è interessante notare che il costo della fornitura di legna tende a rimanere molto stabile nel tempo, mentre gli altri combustibili tendono sensibilmente a crescere di anno in anno.
Se voleste fare una stima a priori di quanto vi possa costare all'anno il riscaldamento a legna, dovete nuovamente tenere conto dell'età e della coibentazione della vostra abitazione. A titolo puramente esemplificativo vi riportiamo nella tabella sottostante le stime raccolte nel 2011 relative alla città di Torino: in base all'età dell'abitazione, potete vedere i kWh/anno necessari per riscaldare un singolo m². Otterrete il consumo in MWh moltiplicando il valore di vostro interesse per la metratura della vostra abitazione e dividendo il prodotto per mille.

Anno di costruzione
< 1919
'19-'45
'46-'60
'61-'70
'71-'80
'81-'90
'91-'05
> 2005
kWh/anno/m²
248
229
209
196
169
155
135
72

Ripetiamo che sono consumi effettivi riferiti ad una città del Nord Italia come Torino: per le abitazioni in aree climatiche diverse bisognerà tenere conto di consumi diversi.

Come si accende la stufa a legna?

Accendere un fuoco sembra una cosa di una semplicità disarmante, eppure, in modo particolare quando si tratta di accenderlo entro la camera di combustione di una stufa a legna, ci sono alcuni accorgimenti di cui tenere conto.

Dimensione della legna

Un errore banale in cui è bene non incappare è quello di ordinare o tagliare la legna da ardere in ciocchi troppo grandi per la propria stufa. Normalmente troverete la dimensione massima della legna da utilizzare indicata tra i vari dati tecnici del modello da voi scelto, ma se questo non fosse il caso basterà munirsi di un metro avvolgibile e misurare le dimensioni della camera di combustione. Sarà a questo punto facile dedurre la lunghezza massima dei ciocchi che potrete inserire nella stufa.

Disposizione dei ciocchi

La disposizione della legna all'interno della camera di combustione segue un principio diverso da quello che seguiamo quando accendiamo un camino: se, infatti, il fuoco del camino presuppone la cura costante della fiamma e richiede di "partire" con rametti sottili andando poi a progredire verso ciocchi di grandi dimensioni, così non è nel caso della stufa a legna.
Nella stufa dobbiamo badare da un lato a massimizzare il carico, cioè ad inserire quanta più legna possibile ogni volta per ottenere la massima resa calorica e la massima durata del carico, dall'altro alla durata e alla vitalità della fiamma stessa, che vogliamo mantenere vivace e accesa il più a lungo possibile.
Accensione dall'alto
Entrambi questi obiettivi possono essere raggiunti adottando l'accensione dall'alto, che possiamo tranquillamente utilizzare se verifichiamo che l'uscita dei fumi di scarico si trovi nella faccia superiore della camera di combustione (è il caso nella maggior parte dei modelli).
Procedendo per strati perpendicolari tra di loro (come mostrato in foto) e utilizzando solo legna ben secca e asciutta, procediamo a disporre sul fondo della camera di combustione i ciocchi più grandi e a metterne di più piccoli man mano che la catasta si alza. Stufa a legna accensione dall'altoDovremo fare attenzione a non riempire eccessivamente la camera di combustione: se vi rimanesse troppo poco ossigeno non otterremmo una bella fiamma viva, ma solo un fuoco basso e "strisciante" dal minore potere calorico.
L'ultimo "piano" della nostra catasta dovrà contenere il "modulo d'ignizione": potremo realizzarlo disponendo a quadrilatero, in cima alla catasta, quattro ciocchi di piccole dimensioni. Al centro di questo quadrato disporremo del materiale idoneo a produrre una fiamma vivace abbastanza a lungo da attecchire ai ciocchi circostanti: l'ideale è una apposita paglia di legno impregnata di cera. Termineremo il modulo d'ignizione disponendovi sopra un altro paio di ciocchi non troppo spessi.
A questo punto possiamo dare fuoco alla paglia del modulo d'ignizione e chiudere lo sportello della stufa: se abbiamo fatto tutto correttamente, in poco tempo avremo una bella fiamma vivace e stabile.

Come pulire la stufa a legna?

Il momento giusto per effettuare la pulizia annuale della stufa a legna è la primavera, una volta che le temperature permettano di spegnere definitivamente il riscaldamento. Le parti da pulire sono ovviamente la camera di combustione, il vetro dello sportello e la canna fumaria. Ogni anno è inoltre importante verificare le condizioni di guarnizioni e sigillanti intorno allo sportello e a tutte le parti mobili: quando sono completamente vetrificati e induriti, è ora di cambiarli.

Rimuovere la cenere

Per rimuovere la cenere possiamo servirci o di paletta e secchiello, oppure di un più pratico, igienico e rapido bidone aspiracenere. Quale che sia il mezzo che usiamo, è importante ricordare di lasciare comunque un sottile strato di cenere sul fondo o nell'apposito cassetto raccoglicenere: la cenere è infatti naturalmente isolante e la sua presenza aiuta ad ottimizzare il rendimento termico della stufa.
Chi avesse un orto o un giardino potrà poi spargere la cenere come fertilizzante, dato che l'elevato contenuto di potassio è gradito alle piante. Tenete però conto che la cenere è anche molto alcalina, quindi non andrebbe sparsa su terreni che presentino già di loro un'elevata alcalinità.

Pulire il vetro

Per la pulizia del vetro atermico dello sportello non sono necessari prodotti chimici: uno dei metodi più efficaci consiste nello strofinarvi sopra un semplice foglio di giornale accartocciato a mo' di spugnetta con il quale avremo preventivamente raccolto un po' di cenere. Successivamente basterà passare il vetro con un normale panno spugna o in microfibra inumidito.

Pulire la canna fumaria

Nonostante non sia propriamente una parte della stufa, la canna fumaria è un elemento fondamentale al corretto (e sicuro!) funzionamento di qualunque stufa a legna, pertanto va pulita ogni anno, soprattutto se ci serviamo continuativamente della stufa a legna per tutto l'inverno.
È possibile effettuare la pulizia anche da soli, a patto di osservare adeguate misure di sicurezza: per pulire la canna fumaria è raccomandabile procedere dall'alto verso il basso, dunque l'operazione va eseguita dal tetto. È poi necessario scegliere la spazzola del materiale giusto: se la canna fumaria è in muratura dovremo usare una spazzola in acciaio, mentre per le canne fumarie in acciaio è necessaria una spazzola in nylon.
Se non ci si sentisse sufficientemente sicuri a fare il lavoro con le proprie mani, è sempre possibile rivolgersi ad uno spazzacamino professionista.


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Quali sono le migliori stufe a legna del 2020?

La tabella delle migliori stufe a legna del 2020 scelte dalla redazione di QualeScegliere.it

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