I migliori scanner diapositive del 2018

Confronta i migliori scanner diapositive del 2018 e leggi la nostra guida all'acquisto.
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Redazione

4 Fattori decisivi per la scelta dello scanner diapositive

1. Risoluzione

Chi decide di digitalizzare le proprie diapositive o pellicole, siano esse vecchie di anni oppure nuove di pacca, ha interesse prima di tutto che la copia digitale del supporto analogico sia non solo fedele all'originale fino all'ultimo dettaglio, ma in tanti casi anche che la sua qualità venga migliorata dalle tecnologie di fotoritocco oggi disponibili.
Per questo la prima e più importante caratteristica di uno scanner per diapositive è la risoluzione di cui è capace: quanto più elevata la risoluzione, tanto più dettagliate e fedeli all'originale le nostre scansioni.
Scanner diapositiveVi sono diversi fattori che concorrono a determinare la risoluzione di uno scanner, ovvero il tipo di lampada o sensore fotografico utilizzato e il numero di DPI (dots per inch, ovvero punti per pollice). Prendiamo in considerazione separatamente queste due caratteristiche.

Lampada CCD

Gli scanner diapositive di migliore qualità sono quelli che si servono di una lampada del tutto analoga a quelle presenti sugli scanner flatbed, ma molto più piccola. L'uso di queste lampade permette di raggiungere una risoluzione di molto maggiore rispetto all'uso di un sensore fotografico, come vedremo, ma comporta un notevole allungamento dei tempi di scansione. Esattamente come negli scanner "normali", infatti, più è alta la risoluzione di scansione che selezioniamo, più la lampada è lenta nell'acquisizione.
Questo si deve anche al fatto che, in tantissimi casi, gli scanner diapositive di questo tipo effettuano più scansioni della stessa pellicola a diverse esposizioni, che vengono usate per comporre l'immagine finale in modo da ampliare quanto più possibile il contrasto dinamico (di cui parliamo poco sotto).
I migliori scanner diapositive, oltre alla lampada a normale luce bianca, ne montano anche una a infrarossi: questa si aziona tipicamente dopo il termine delle scansioni "normali" e viene usata per rilevare con precisione graffi, macchie, granelli di polvere e altri difetti della pellicola. Una semplice elaborazione software si occupa poi di correggere le imperfezioni così rilevate.

Sensore

Prima di parlare delle caratteristiche del sensore è opportuno spiegare brevemente come funziona uno scanner diapositive dotato di sensore fotografico anziché di lampada. Il principio è molto semplice: una sorgente luminosa a LED illumina la diapositiva o pellicola che vogliamo digitalizzare, e il fascio luminoso viene impresso su un sensore fotografico che si trova sul lato opposto della lampada. Scanner diapositive sensoreÈ sostanzialmente lo stesso funzionamento di una macchina fotografica, solo che al posto della luce naturale c'è una sorgente luminosa artificiale, e l'immagine viene creata quando la luce attraversa la pellicola.
I sensori fotografici, dunque, sono gli stessi di tipo CMOS che vengono utilizzati nelle fotocamere digitali. I sensori CMOS sono economici e veloci ad elaborare l'immagine. Hanno però la fastidiosa tendenza, soprattutto quando il numero di pixel in essi contenuto è elevato, a generare molto "rumore". Per "rumore" si intende la formazione di sgranature in particolare nelle aree più scure di un'immagine, un problema da cui le lampade sono molto meno afflitte.
I sensori fotografici sono comuni negli scanner diapositive di fascia bassa.
Scanner diapositive pixelÈ importante anche il numero di pixel contenuto su un sensore. La similitudine con le fotocamere digitali continua anche sotto questo aspetto, dato che il numero di pixel è espresso in Mp (megapixel) e può andare dai 5 Mp degli scanner diapositive più economici ai 14 dei modelli di fascia media.

DPI

L'espressione più immediata della risoluzione di uno scanner diapositive sono i DPI, ovvero i punti lineari presenti in un tratto dell'immagine lungo un pollice (2,54 cm). Come si può facilmente intuire, un numero elevato di DPI si traduce in maggior dettaglio e definizione dell'immagine, dunque in una traduzione più fedele dell'originale in formato digitale. La foto qui sotto può dare un'idea delle differenze (cliccare per ingrandire):
Scanner diapositive DPIBisogna però fare un piccolo inciso per quanto riguarda la risoluzione espressa in DPI: questa può venire indicata come "risoluzione ottica", oppure "risoluzione software", oppure ancora il numero di DPI può essere seguito dalla dicitura "interpolata/interpolazione".

Risoluzione ottica

È bene sottolineare che queste denominazioni non sono sinonime: la risoluzione ottica, infatti, indica il numero di DPI ottenuto senza ulteriori elaborazioni grafiche, è insomma quella dell'immagine così come viene impressa sul sensore o rilevata dalla lampada.

Risoluzione software/interpolazione

Quando leggiamo invece "risoluzione software" o incontriamo un riferimento all'interpolazione dobbiamo tenere conto che queste denominazioni sono riferite all'immagine rielaborata per aumentarne la risoluzione. Quello che solitamente accade è che l'immagine viene più o meno raddoppiata di dimensioni, allargando così le "maglie" dei punti che la compongono. I punti che rimangono "vuoti" vengono riempiti da un software che "indovina", sulla base del colore dei punti circostanti, quale tinta vada inserita per riempire gli spazi.
Nonostante i software di interpolazione siano ormai molto avanzati e producano risultati gradevoli, è opinione comunemente accettata che non possano rivaleggiare con una risoluzione ottica pari DPI (3600 DPI interpolati non sono perfettamente equivalenti a 3600 DPI ottici).

Contrasto dinamico

C'è almeno un altro parametro che gioca un ruolo nella buona traduzione di un'immagine da pellicola a digitale: il contrasto dinamico.
Questo è un valore espresso su una scala logaritmica che solitamente negli scanner diapositive non supera un valore di 4.0 (ma più comunemente oscilla tra 3.5 e 3.8) che può darci un'idea di quanto scuri saranno i neri catturati e riprodotti dallo scanner. Quanto più il valore si avvicina a 4.0, tanto più intenso sarà il nero.
Bisogna però fare attenzione a come i produttori esprimano il contrasto dinamico dei loro scanner: la dicitura corretta è sempre "contrasto dinamico", mentre bisogna diffidare quando troviamo indicato "Dmax". Dmax indica infatti unicamente la densità massima della pellicola che lo scanner riesca ad elaborare, che corrisponde proprio al "nero" più scuro che si riesca a riprodurre. La misurazione della densità avviene però solitamente in condizioni ben diverse dalla scansione normale, ovvero aumentando al massimo la luminosità della lampada e perdendo così gran parte dei toni chiari. Per questo motivo il contrasto dinamico è un migliore indicatore della reale resa dei toni scuri.

2. Formati

Non meno importante è considerare quali tipi di pellicole uno scanner diapositive possa scansionare, dato che la possibilità di convertire in digitale anche altri supporti analogici oltre alle diapositive significa poter preservare anche negativi di vario formato. Scanner diapositive formati di inputSe poi intendiamo rielaborare le scansioni ottenute con un software grafico ci interesserà anche sapere quali siano i formati di output disponibili, dunque i formati di file in cui possiamo tradurre le nostre pellicole analogiche. Consideriamo dunque sia i formati di input sia quelli di output.

Formati di input

Una prima caratteristica da considerare è proprio se lo scanner sia in grado di scansire solo diapositive oppure preveda anche la scansione dei negativi. Quando è presente una funzione di scansione dei negativi questa è solitamente accompagnata anche da una funzione di conversione automatica, che traduce cioè autonomamente il negativo in positivo.

Dimensioni

Tutti gli scanner per diapositive possono scansionare diapositive da 35 mm di lato. In molti casi, però, lo scanner è compatibile anche con altri supporti, tra i quali il più comune è senza dubbio la pellicola fotografica da 35 mm.
Al di là di questi, altri formati meno comuni sono:

  • Diapositive 110: più piccole delle 35 mm, l'immagine è grande 13 x 17 mm
  • Diapositive 126: diapositive quadrate da 26 mm di lato
  • Pellicola 110: negativi sviluppati dalle vecchie cartucce 110, contenenti immagini da 13 x 17 mm
  • Pellicola 126: negativi sviluppati dalle vecchie cartucce 126, contenenti immagini quadrate da 26 mm di lato
  • Super 8: pellicola cinematografica con fotogrammi larghi 8 mm
Caricatori

L'inserimento delle diapositive o pellicole nello scanner può avvenire in diversi modi. I modelli più semplici di scanner per diapositive prevedono l'inserimento manuale delle diapositive una per una e lo scorrimento a mano delle pellicole.
Molto spesso, però, in dotazione allo scanner vengono forniti dei supporti appositi su cui montare un certo numero di diapositive (solitamente quattro) o un pezzo di pellicola. Il supporto si inserisce poi nella fessura di ingresso e la scansione può avvenire manualmente o automaticamente.
Scanner diapositive supporti scansioneGli scanner diapositive di fascia alta sono i più efficienti, poiché permettono di usare i caricatori classici per le diapositive che possono contenerne anche un centinaio. In questi scanner diapositive la scansione è automatizzata.

Formati di output

Il formato di output, ovvero il tipo di file in cui l'originale analogico viene convertito, è importante da considerare in relazione all'uso che dobbiamo fare della nostra foto. Formati compressi e a bassa risoluzione sono infatti idonei al caricamento online, mentre i formati non compressi ad alta risoluzione sono ideali per il fotoritocco avanzato.
Di base, tutti gli scanner diapositive producono immagini compresse in formato .jpg, quasi sempre con la possibilità di scegliere tra diversi livelli di risoluzione. I modelli più avanzati consentono anche la conversione in altri formati compressi, come .jp2.
Se siamo interessati ai formati non compressi, dovremo cercare un scanner diapositive esplicitamente in grado di produrre immagini in formato .tiff. Non essendo compressi, i file in questo formato hanno un peso considerevolmente superiore rispetto ai file .jpg, ma hanno il vantaggio di riprodurre con precisione tutti i pixel generati dal sensore.
È interessante inoltre rilevare come alcuni modelli offrano anche la possibilità di convertire l'immagine direttamente in formati per il fotoritocco, ad esempio in .psd per l'elaborazione in Photoshop.

3. Funzioni

Un altro aspetto molto interessante da valutare in uno scanner diapositive sono le funzioni di cui dispone. Non sempre infatti questi apparecchi si limitano a scansionare e tradurre in formato digitale le nostre diapositive o negativi, anzi quasi sempre a questa operazione se ne aggiungono altre, automatizzate o meno.
Queste operazioni riguardano naturalmente il miglioramento delle immagini acquisite, e possiamo distinguerle tra funzioni automatizzate e fotoritocco "on board".

Funzioni automatizzate

In moltissimi casi, spesso anche negli scanner diapositive più economici, sono presenti alcune funzioni di correzione automatizzate.
La più comune di queste è la correzione automatica dei colori e dell'esposizione, due ritocchi utili in modo particolare quando stiamo scansionando diapositive molto vecchie e dai colori ormai alterati dal tempo.
Altre due funzioni automatiche abbastanza comuni nei dispositivi di fascia medio-alta sono poi la cancellazione dei graffi e della polvere. La presenza di una funzione di pulizia della polvere non significa però che possiamo evitare di spolverare le nostre diapositive prima di scansionarle: questo step preliminare è anzi sempre consigliato per ottimizzare il risultato.

Fotoritocco "on board"

Quando parliamo di fotoritocco "on board" facciamo riferimento a tutti quelle operazioni che è possibile effettuare sulle immagini scansionate direttamente sullo scanner diapositive, senza l'ausilio di un computer.
Non tutti gli scanner diapositive offrono questa possibilità, anzi alcuni sono completamente privi di display e non mostrano pertanto neanche una piccola anteprima della scansione.
Quando il display e le opzioni di ritocco "on board" sono presenti, però, queste possono essere più o meno estese. Nei casi più comuni possiamo effettuare a posteriori le stesse modifiche descritte poco sopra, ovvero la correzione dei colori e dell'esposizione, la cancellazione dei graffi e la pulizia dalla polvere. Tutte queste azioni infatti possono essere effettuate sia manualmente, immagine per immagine, sia automaticamente per tutte le diapositive.

Software in dotazione

Quasi sempre, uno scanner diapositive viene fornito con dei software per l'elaborazione delle immagini scansionate, da installare naturalmente sul proprio computer. La qualità di questi software è molto variabile, oscillando di molto il numero di operazioni che è possibile effettuare sulle immagini.
Scanner diapositive SilverFastI software più semplici non si spingono infatti al di là delle semplici quattro funzioni di base che abbiamo già esposto, mentre i migliori consentono un livello di intervento davvero profondo.
Alcuni produttori, in qualche caso, offrono insieme ai loro scanner diapositive un software di qualità elevata come SilverFast, che è giustamente considerato uno dei migliori software di questo tipo (lo screenshot qui sopra mostra questo software in azione). Il livello di controllo sull'immagine è infatti molto ampio e particolareggiato, dando grandi soddisfazioni soprattutto a chi è già esperto di fotomanipolazione.

4. Connettività e memoria

Infine, le ultime considerazioni che possiamo fare prima dell'acquisto di uno scanner diapositive riguardano le modalità di funzionamento e di salvataggio delle scansioni. Vi sono infatti alcune differenze tra i vari modelli di scanner diapositive in commercio che dipendono sostanzialmente dalla modalità di funzionamento di ciascuno, vale a dire a seconda che lo scanner possa operare autonomamente o vada connesso a un computer.

Scanner diapositive "stand alone"

Tra gli scanner diapositive più comuni ed economici troviamo quelli "stand alone", dei modelli solitamente di dimensioni molto compatte che operano di preferenza autonomamente, senza richiedere cioè la connessione ad un computer.
Scanner diapositive stand aloneQuesto tipo di scanner diapositive ha sempre un piccolo display integrato con pulsantiera per la visualizzazione dell'anteprima di scansione e per effettuare alcune correzioni "on board". Naturalmente le scansioni effettuate e ritoccate devono venire anche salvate, per questo gli scanner diapositive "stand alone" sono dotati di una memoria interna o, più spesso, di uno slot per schede SD o MicroSD.

Scanner diapositive periferica

Al contrario, spesso gli scanner diapositive di migliore qualità necessitano della connessione USB ad un computer per poter funzionare. Questo si deve al fatto che solitamente si tratta di dispositivi di più grandi dimensioni, capaci di caricare automaticamente anche un elevato numero di diapositive. Scanner diapositive perifericaNella maggior parte dei casi sono disponibili "on board" solamente pochi ritocchi, mentre un software di editing fotografico a corredo piuttosto sofisticato permette di completare il lavoro su computer. Anche il salvataggio delle scansioni, dunque, avviene sul disco rigido del computer.

Altri fattori da tenere in mente per la scelta dello scanner diapositive

I materiali sono importanti?

Nel caso degli scanner diapositive i materiali costruttivi sono piuttosto standardizzati e non costituiscono un fattore determinante per l'acquisto. Gli unici elementi degni di considerazione sono, come abbiamo ricordato, il sensore fotografico e volendo le caratteristiche della lampada. Nonostante tutti gli scanner diapositive montino infatti almeno una lampada LED di colore bianco, alcuni modelli di qualità più elevata possono essere equipaggiati anche di una lampada a infrarossi, utile per correggere con maggior precisione i graffi e i granelli di polvere.

La marca è importante?

Come è spesso il caso quando si tratta di elettronica, anche per gli scanner diapositive vi sono alcuni marchi noti per l'affidabilità dei loro prodotti. Si tratta in particolare di Reflecta e Plustek, due marchi cui si devono alcuni dei migliori scanner diapositive attualmente in commercio, sia per risoluzione, sia per affidabilità e precisione.
Questo non significa che tutti gli altri marchi siano di cattiva qualità, anche se nella maggior parte dei casi l'offerta si limita a scanner di fascia medio-bassa, dunque dalla risoluzione piuttosto bassa e con funzioni limitate.

Il prezzo è importante?

Negli scanner diapositive il prezzo è un fattore rivelatore delle prestazioni dell'apparecchio, poiché c'è una progressione abbastanza lineare e parallela tanto nei prezzi quanto nella risoluzione. Ad un costo di circa 60 € si trovano infatti gli scanner diapositive di fascia bassa, con sensore CMOS solitamente da 5 Mp e una risoluzione ottica di 1800 DPI. Tra i 100 e i 160 € si collocano invece gli scanner di fascia media, caratterizzati spesso da sensori CCD da 14 Mp e una risoluzione ottica tra i 2400 e i 3600 DPI. Infine, dai 200 € in su troviamo gli scanner diapositive di fascia alta, dotati di sensori CCD fino a 20 Mp e risoluzione ottica fino a 5000 DPI. Spesso con gli scanner di fascia alta sono inclusi in dotazione buoni software per il fotoritocco.

Quali sono i migliori scanner diapositive del 2018?

La tabella dei migliori scanner diapositive del 2018 scelti dalla redazione di QualeScegliere.it

Prodotto Prezzo
migliore
Recensione
Epson Perfection V800 548,02 € Recensione
Plustek OpticFilm 8100 211,03 € Recensione
Plustek OpticFilm 8200i SE 271,66 € Recensione
ION Slides Forever 59,99 € Recensione
Hamlet XDVDIAPO 72,49 € Recensione

Scanner diapositive: tutti i prodotti recensiti

Domande e risposte su Scanner diapositive

  1. 2
    Domanda di demetrio | 26 settembre 2017 at 22:16

    nella fascia 160-200 euro Il volverine 20Mp commercializzato da telcom instrument è consigliato o no rispetto ai recensiti? è un buon acquisto?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 28 settembre 2017 at 09:15

      In questa fascia di prezzo le specifiche tecniche e le valutazioni degli utenti del Plustek OF8100 sono migliori rispetto al Wolverine SNAP20.

  2. 0
    Domanda di angelo | 29 novembre 2017 at 20:26

    Salve, vorrei comprare lo scanner digitdia 6000 della reflecta, ma mi è stato detto che non c’è l’aggiornamento per utilizzarlo sul macOS High Sierra.

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 30 novembre 2017 at 08:41

      Al momento no, sono presenti driver solo fino alla versione MacOS 10.12.

  3. 0
    Domanda di Dezza Mario | 27 maggio 2017 at 10:51

    Vorrei digitalizzare diap 6 x 6 montate nei telaietti e posizionate in caricatori Rollei. È possibile automatizzare il processo? Max qualità. <1000

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 30 maggio 2017 at 09:35

      Un modello di alta qualità è il Reflecta Digitdia 6000, che però è un po’ sopra il tuo budget. A seconda della quantità di diapositive puoi prendere in considerazione di far fare il lavoro da un laboratorio fotografico in alternativa.

  4. 0
    Domanda di Raffaella | 23 aprile 2017 at 19:14

    Salve nn voglio spendere troppo ( anche perché una volta convertite diapositive credo che nn lo userò più) ero orientata X hamlet cosa ne pensate?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 24 aprile 2017 at 09:45

      L’Hamlet XDVDIAPO è un modello molto economico, e di conseguenza anche di bassa qualità. Se si tratta di poche diapositive consigliamo di rivolgersi ad un professionista per avere scansioni di buona qualità.

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