I migliori scanner diapositive del 2022

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Tipo

Periferica

Periferica

Stand alone

Stand alone

Stand alone

Acquisizione

Lampada CCD

Lampada CCD

Sensore CMOS

Sensore CMOS

Sensore CMOS

Formati diapositive

135

135

135, 110, 126

135

135, 110, 126

Formati pellicole

135

135

135, 110, 126, Super 8

135

135, 110, 126, Super 8

Formati output

.jpg, .tiff, .pcx, .bmp

.jpg, .tiff, .psd

.jpg

.jpg

.jpg

Caricamento

Manuale

Manuale

Manuale

Manuale

Manuale

DPI ottici

7.200

7.200

n.d.

1.800

n.d.

DPI interpolati

n.d.

n.d.

n.d.

3.600

n.d.

Contrasto dinamico

3.6

3.6

n.d.

n.d.

n.d.

Velocità scansione min.

n.d.

37 sec

n.d.

n.d.

n.d.

Velocità scansione max.

n.d.

14 min

n.d.

n.d.

n.d.

Correzioni automatiche

Bilanciamento colore, Esposizione, Graffi, Polvere

Bilanciamento colore, Esposizione

Nessuna

Nessuna

Nessuna

Correzioni on board

Nessuna

Nessuna

Bilanciamento colore, Rotazione, Ribaltamento, Luminosità

Esposizione, Conversione negativi

Bilanciamento colore, Rotazione, Ribaltamento, Luminosità

Memoria

n.d.

n.d.

0 GB

0 GB

128 GB

Memoria espandibile

n.d.

n.d.

128 GB

128 GB

32 GB

Software in dotazione

SilverFast SE 8.0

SilverFast SE 8.0

Nessuno

Nessuno

Nessuno

Punti forti

Altissima risoluzione ottica per scansioni dettagliatissime

Altissima risoluzione per scansioni ad alta definizione

Display comodo per le anteprime

Funziona senza connessione al computer

Utilizzo facile e intuitivo

Eccellente software di acquisizione e ritocco in dotazione

Eccellente software di acquisizione e ottimizzazione

Compatibile con tutti i formati

È anche un lettore di schede SD

Possibilità di regolare luminosità del colore e inversione/ribaltamento

Rimozione automatica di graffi, polvere e altri segni

Ottimo livello di controllo sulla qualità finale dell'immagine

Si collega anche alla TV

Si può modificare l'esposizione on board

Molto compatto

Controllo molto dettagliato su tantissime impostazioni

Facilissimo da usare

Punti deboli

Caricamento solo manuale

Caricamento soltanto manuale

Caricamento solo manuale

Caricamento manuale

Caricamento solo manuale

Brandizzato Kodak, ma non è prodotto dall'azienda

Bassa risoluzione

Scarse possibilità di ritocco

Scarse possibilità di ritocco

Recensione completa
Recensione completa
Recensione completa
Recensione completa
Recensione completa

Come scegliere lo scanner diapositive

La fotografia analogica ci ha fatto compagnia per intere decadi, soppiantata solo negli ultimi quindici anni dalla fotografia digitale, ormai diventata il medium più diffuso per catturare immagini fisse. Fino agli anni ’90, tornati da una vacanza o da un viaggio importante, c’era l’abitudine di condividere le diapositive in salotto, al buio, con amici e parenti volenterosi e pazienti, un momento comune a tante persone in Italia e in tutto il mondo. I social media hanno reso quest’attività molto più veloce, grazie anche alle fotocamere di alto livello ormai installate su quasi tutti i modelli di smartphone, con cui è possibile scattare una foto o riprendere un video praticamente in qualsiasi momento. Molte persone, fotografi in erba o semplici appassionati, hanno ancora in casa decine di diapositive e rullini sviluppati (e ancora da sviluppare) che non vedono da anni.scanner diapositive introduzione Gli scanner per diapositive sono stati creati proprio per poter salvare in formato digitale i nostri ricordi, magari ristamparli e farci venire un po’ di nostalgia dei tempi passati, oppure farci scoprire vecchi rullini che avevamo dimenticato. Si basano su una tecnologia molto semplice: una luce illumina le pellicole già sviluppate, mentre uno scanner salva la foto in HD. Sono disponibili in diversi modelli e tecnologie, con fasce di prezzo abbastanza variabili, andando incontro alle esigenze di tutti. In questa pagina vi parleremo nel dettaglio delle tipologie di prodotti, dei parametri da tenere in considerazione prima dell’acquisto e daremo risposta alle domande comuni sull’argomento.

1. Risoluzione

Chi decide di digitalizzare le proprie diapositive o pellicole, siano esse vecchie di anni oppure nuove di pacca, ha interesse prima di tutto che la copia digitale del supporto analogico sia non solo fedele all’originale fino all’ultimo dettaglio, ma in tanti casi anche che la sua qualità venga migliorata dalle tecnologie di fotoritocco oggi disponibili. Per questo la prima e più importante caratteristica di uno scanner per diapositive è la risoluzione di cui è capace: quanto più elevata la risoluzione, tanto più dettagliate e fedeli all’originale le nostre scansioni. Vi sono diversi fattori che concorrono a determinare la risoluzione di uno scanner, ovvero il tipo di lampada o sensore fotografico utilizzati e il numero di DPI (“Dots Per Inch”, ovvero “punti per pollice”). Prendiamo in considerazione separatamente queste due caratteristiche.

Lampada CCD

Gli scanner diapositive di migliore qualità sono quelli che si servono di una lampada del tutto analoga a quelle presenti sugli scanner flatbed, ma molto più piccola. L’uso di queste lampade permette di raggiungere una risoluzione molto maggiore rispetto all’uso di un sensore fotografico, come vedremo, ma comporta un notevole allungamento dei tempi di scansione. Esattamente come negli scanner “normali”, infatti, più è alta la risoluzione di scansione che selezioniamo, più la lampada è lenta nell’acquisizione. Questo si deve anche al fatto che, in tantissimi casi, gli scanner diapositive di questo tipo effettuano più scansioni della stessa pellicola a diverse esposizioni, che vengono usate per comporre l’immagine finale in modo da ampliare quanto più possibile il contrasto dinamico (di cui parleremo poco sotto). I migliori scanner diapositive, oltre alla lampada a normale luce bianca, ne montano anche una a infrarossi: questa si aziona tipicamente dopo il termine delle scansioni “normali” e viene usata per rilevare con precisione graffi, macchie, granelli di polvere e altri difetti della pellicola. Una semplice elaborazione software si occupa poi di correggere le imperfezioni così rilevate.

Sensore

Prima di parlare delle caratteristiche del sensore è opportuno spiegare brevemente come funziona uno scanner diapositive dotato di sensore fotografico anziché di lampada. Il principio è molto semplice: una sorgente luminosa a LED illumina la diapositiva o pellicola che vogliamo digitalizzare, e il fascio luminoso viene impresso su un sensore fotografico che si trova sul lato opposto della lampada. Scanner diapositive sensoreÈ sostanzialmente lo stesso funzionamento di una macchina fotografica, solo che al posto della luce naturale c’è una sorgente luminosa artificiale, e l’immagine viene creata quando la luce attraversa la pellicola. I sensori fotografici, dunque, sono gli stessi di tipo CMOS che vengono utilizzati nelle fotocamere digitali. I sensori CMOS sono economici e veloci ad elaborare l’immagine. Hanno però la fastidiosa tendenza, soprattutto quando il numero di pixel in essi contenuto è elevato, a generare molto “rumore”. Per “rumore” si intende la formazione di sgranature in particolare nelle aree più scure di un’immagine, un problema da cui le lampade sono molto meno afflitte. I sensori fotografici sono comuni negli scanner diapositive di fascia bassa.
Scanner diapositive pixelÈ importante anche il numero di pixel contenuto su un sensore. La similitudine con le fotocamere digitali continua anche sotto questo aspetto, dato che il numero di pixel è espresso in MP (megapixel) e può andare dai 5 MP degli scanner diapositive più economici ai 22 dei modelli di fascia media.

Contrasto dinamico

C’è almeno un altro parametro che gioca un ruolo nella buona traduzione di un’immagine da pellicola a digitale: il contrasto dinamico. Questo è un valore espresso su una scala logaritmica che solitamente negli scanner diapositive non supera un valore di 4.0 (ma più comunemente oscilla tra 3.5 e 3.8) che può darci un’idea di quanto scuri saranno i neri catturati e riprodotti dallo scanner. Quanto più il valore si avvicina a 4.0, tanto più intenso sarà il nero. Bisogna però fare attenzione a come i produttori esprimano il contrasto dinamico dei loro scanner: la dicitura corretta è sempre “contrasto dinamico”, mentre bisogna diffidare quando troviamo indicato “Dmax“. Dmax indica infatti unicamente la densità massima della pellicola che lo scanner riesca ad elaborare, che corrisponde proprio al “nero” più scuro che si riesca a riprodurre. La misurazione della densità avviene però solitamente in condizioni ben diverse dalla scansione normale, ovvero aumentando al massimo la luminosità della lampada e perdendo così gran parte dei toni chiari. Per questo motivo il contrasto dinamico è un migliore indicatore della reale resa dei toni scuri.

DPI

L’espressione più immediata della risoluzione di uno scanner diapositive sono i DPI, ovvero i punti lineari presenti in un tratto dell’immagine lungo un pollice (2,54 cm). Come si può facilmente intuire, un numero elevato di DPI si traduce in maggior dettaglio e definizione dell’immagine, dunque in una traduzione più fedele dell’originale in formato digitale. La foto qui sotto può dare un’idea delle differenze (cliccare per ingrandire):
Scanner diapositive DPIBisogna però fare un piccolo inciso per quanto riguarda la risoluzione espressa in DPI: questa può venire indicata come “risoluzione ottica”, oppure “risoluzione software”, oppure ancora il numero di DPI può essere seguito dalla dicitura “interpolata/interpolazione”.

Risoluzione ottica

È bene sottolineare che queste denominazioni non sono sinonime: la risoluzione ottica, infatti, indica il numero di DPI ottenuto senza ulteriori elaborazioni grafiche, è insomma quella dell’immagine così come viene impressa sul sensore o rilevata dalla lampada.

Risoluzione software/interpolazione

Quando leggiamo invece “risoluzione software” o incontriamo un riferimento all’interpolazione dobbiamo tenere conto che queste denominazioni sono riferite all’immagine rielaborata per aumentarne la risoluzione. Quello che solitamente accade è che l’immagine viene più o meno raddoppiata di dimensioni, allargando così le “maglie” dei punti che la compongono. I punti che rimangono “vuoti” vengono riempiti da un software che “indovina”, sulla base del colore dei punti circostanti, quale tinta vada inserita per riempire gli spazi. Nonostante i software di interpolazione siano ormai molto avanzati e producano risultati gradevoli, è opinione comunemente accettata che non possano rivaleggiare con una risoluzione ottica pari DPI (3600 DPI interpolati non sono perfettamente equivalenti a 3600 DPI ottici).

DPI e qualità delle immagini

Il numero di DPI spesso non è individuabile facilmente, specialmente per un occhio non esperto: si tratta di un valore da controllare nelle risorse dell’immagine una volta diventata file, e controllando digitalmente l’immagine è spesso necessario zoomare molto in avanti per riuscire a determinare effettivamente una variazione nella qualità. Anche gli schermi dei nostri moderni PC, televisori e smartphone sono ottimizzati, e spesso interpolati, per smussare la carenza di DPI, uno dei principali motivi per il quale spesso le fotografie prese con lo smartphone sono molto belle sullo schermo piccolo, accettabili sullo schermo del PC, ma assolutamente sgranate quando vengono stampate. Infatti, la vera prova del nove dei DPI è il momento della stampa, in cui il livello di questo valore dev’essere alto per poter garantire un risultato anche solo decente. Per evitare “pixellizzazioni” sul vostro stampato è necessario un formato molto largo oltre che a DPI elevati.
Spesso, oltre all’interpolazione, programmi di fotoritocco vengono utilizzati proprio per sfocare l’immagine e nascondere i pixel, una sorta di estrema ratio della fotografia. Il calcolo necessario ai fini di stampa tra pixel e DPI è decisamente a nostro sfavore: considerate infatti che un’immagine presa da internet, da un qualsiasi quotidiano online, se stampata con i parametri della stampa fotografica classica avrebbe un formato in centimetri pari a un paio di francobolli. Vogliamo inoltre ricordare a chi legge che, sebbene l’avanzamento tecnologico sia stato negli ultimi anni enorme, la cara, vecchia pellicola, risorsa analogica caduta quasi completamente in disuso, offre una qualità di immagini e dettaglio altissimi, e per molti versi ancora insuperata dai sistemi digitali attuali.

2. Formati

Non meno importante è considerare quali tipi di pellicole uno scanner diapositive possa scansionare, dato che la possibilità di convertire in digitale anche altri supporti analogici oltre alle diapositive significa poter preservare anche negativi di vario formato.scanner diapositive formati Se poi intendiamo rielaborare le scansioni ottenute con un software grafico ci interesserà anche sapere quali siano i formati di output disponibili, dunque i formati di file in cui possiamo tradurre le nostre pellicole analogiche. Consideriamo dunque sia i formati di input sia quelli di output.

Formati di input

Una prima caratteristica da considerare è proprio se lo scanner sia in grado di scansire solo diapositive oppure preveda anche la scansione dei negativi. Quando è presente una funzione di scansione dei negativi questa è solitamente accompagnata anche da una funzione di conversione automatica, che traduce cioè autonomamente il negativo in positivo. La diapositiva infatti è stata già sviluppata in camera oscura e regala i colori originali, mentre il negativo viene estratto dal rullino e lavorato, ma presenta i colori all’inverso. Vogliamo precisare, per chi è giovane e ha conosciuto solo le fotocamere di smartphone e tablet, che un rullino “finito” lasciato da anni in un cassetto, non può essere aperto e inserito in questi dispositivi, va comunque portato da un fotografo che svilupperà i rullini in camera oscura. Eventualmente da questi negativi stamperà le fotografie su carta, e una volta stampate ve li lascerà perché voi possiate in seguito stampare quante copie desideriate. I vecchi negativi che vi ritrovate in casa sono stati quindi precedentemente sviluppati dal fotografo e aprire un rullino chiuso (e “finito”) comporta, nel momento in cui la pellicola viene a contatto con la luce, la “bruciatura” della stessa e la perdita di tutte le fotografie. I fotografi stanno sparendo dalle nostre città, ma dei servizi di camera oscura per rullini non ancora sviluppati sono generalmente sempre disponibili.

Dimensioni

Tutti gli scanner per diapositive possono scansionare diapositive da 35 mm di lato. In molti casi, però, lo scanner è compatibile anche con altri supporti, tra i quali il più comune è senza dubbio la pellicola fotografica da 35 mm.
Al di là di questi, altri formati meno comuni sono:

  • Diapositive 110: più piccole delle 35 mm, l’immagine è grande 13 x 17 mm;
  • Diapositive 126: diapositive quadrate da 26 mm di lato;
  • Pellicola 110: negativi sviluppati dalle vecchie cartucce 110, contenenti immagini da 13 x 17 mm;
  • Pellicola 126: negativi sviluppati dalle vecchie cartucce 126, contenenti immagini quadrate da 26 mm di lato;
  • Super 8: pellicola cinematografica con fotogrammi larghi 8 mm.

Caricatori

L’inserimento delle diapositive o pellicole nello scanner può avvenire in diversi modi. I modelli più semplici di scanner per diapositive prevedono l’inserimento manuale delle diapositive una per una e lo scorrimento a mano delle pellicole.scanner diapositive guide Molto spesso, però, in dotazione allo scanner vengono forniti dei supporti appositi su cui montare un certo numero di diapositive (solitamente quattro, ma modelli più recenti ne contengono una decina, inseriti in un contenitore a vaschetta) o un pezzo di pellicola. Il supporto si inserisce poi nella fessura di ingresso e la scansione può avvenire manualmente o automaticamente. Gli scanner diapositive di fascia alta sono i più efficienti, poiché permettono di usare i caricatori classici per le diapositive che possono contenerne anche un centinaio.scanner diapositive caricatore In questi scanner diapositive la scansione è automatizzata.

Formati di output

Il formato di output, ovvero il tipo di file in cui l’originale analogico viene convertito, è importante da considerare in relazione all’uso che dobbiamo fare della nostra foto. Formati compressi e a bassa risoluzione sono infatti idonei al caricamento online, mentre i formati non compressi ad alta risoluzione sono ideali per il fotoritocco avanzato. Di base, tutti gli scanner diapositive producono immagini compresse in formato .jpg, quasi sempre con la possibilità di scegliere tra diversi livelli di risoluzione. I modelli più avanzati consentono anche la conversione in altri formati compressi, come .jp2.
Se siamo interessati ai formati non compressi, dovremo cercare un scanner diapositive esplicitamente in grado di produrre immagini in formato .tiff. Non essendo compressi, i file in questo formato hanno un peso considerevolmente superiore rispetto ai file .jpg, ma hanno il vantaggio di riprodurre con precisione tutti i pixel generati dal sensore. È interessante inoltre rilevare come alcuni modelli offrano anche la possibilità di convertire l’immagine direttamente in formati per il fotoritocco, ad esempio in .psd per l’elaborazione in Photoshop.

3. Funzioni

Un altro aspetto molto interessante da valutare in uno scanner diapositive sono le funzioni di cui dispone. Non sempre infatti questi apparecchi si limitano a scansionare e tradurre in formato digitale le nostre diapositive o negativi, anzi quasi sempre a questa operazione se ne aggiungono altre, automatizzate o meno. Queste operazioni riguardano naturalmente il miglioramento delle immagini acquisite, e possiamo distinguerle tra funzioni automatizzate e fotoritocco “on board”.

Funzioni automatizzate

In moltissimi casi, spesso anche negli scanner diapositive più economici, sono presenti alcune funzioni di correzione automatizzate. La più comune di queste è la correzione automatica dei colori e dell’esposizione, due ritocchi utili in modo particolare quando stiamo scansionando diapositive molto vecchie e dai colori ormai alterati dal tempo. Altre due funzioni automatiche abbastanza comuni nei dispositivi di fascia medio-alta sono poi la cancellazione dei graffi e della polvere. La presenza di una funzione di pulizia della polvere non significa però che possiamo evitare di spolverare le nostre diapositive prima di scansionarle: questo step preliminare è anzi sempre consigliato per ottimizzare il risultato. Inoltre, in molti modelli è spesso in dotazione uno spazzolino morbido piatto per pulire le lenti, altrimenti irraggiungibili.

Fotoritocco “on board”

Quando parliamo di fotoritocco “on board” facciamo riferimento a tutti quelle operazioni che è possibile effettuare sulle immagini scansionate direttamente sullo scanner diapositive, senza l’ausilio di un computer. Non tutti gli scanner diapositive offrono questa possibilità, anzi alcuni sono completamente privi di display e non mostrano pertanto neanche una piccola anteprima della scansione, e vanno usati sempre tramite PC. Quando il display e le opzioni di ritocco “on board” sono presenti, però, queste possono essere più o meno estese. Nei casi più comuni possiamo effettuare a posteriori le stesse modifiche descritte poco sopra, ovvero la correzione dei colori e dell’esposizione, la cancellazione dei graffi e la pulizia dalla polvere. Tutte queste azioni infatti possono essere effettuate sia manualmente, immagine per immagine, sia automaticamente per tutte le diapositive. ID’altra parte va precisato che i software integrati sono il più delle volte estremamente semplici, a meno che non si tratti di prodotti professionali particolarmente costosi. Ad esempio vi sarà possibile sì modificare contrasto e luminosità, ma altri dettagli delle immagini, ad esempio la regolazione delle curve di contrasto o RGB (“Red, Blue and Green”, relative al colore) non potranno essere fatte “on board”. Se siete molto bravi e avete competenze nel fotoritocco, probabilmente un prodotto del genere potrebbe non fare al caso vostro.

Software in dotazione

Quasi sempre, uno scanner diapositive viene fornito con dei software per l’elaborazione delle immagini scansionate, da installare naturalmente sul proprio computer. La qualità di questi software è molto variabile, oscillando di molto il numero di operazioni che è possibile effettuare sulle immagini.scanner diapositive software I software più semplici non si spingono infatti al di là delle semplici quattro funzioni di base che abbiamo già esposto, mentre i migliori consentono un livello di intervento davvero profondo.
Alcuni produttori, in qualche caso, offrono insieme ai loro scanner diapositive un software di qualità elevata come SilverFast SE (arrivato al numero 9 e disponibile in diverse varianti), che è giustamente considerato uno dei migliori software di questo tipo (lo screenshot qui sopra mostra questo software in azione). Altri programmi di settore sono VueScan, il programma nativo di Epson, e ovviamente Photoshop, anche se quest’ultimo non è stato propriamente creato per il fotoritocco. I software in dotazione sono in genere molto efficaci e rimangono dei prodotti digitali funzionali, il che potrebbe velocizzare il vostro flusso lavorativo. Possiedono inoltre molti trattamenti automatici delle immagini, perché sono stati creati proprio per la correzione di diapositive e pellicole. Il livello di controllo sull’immagine è comunque molto ampio e particolareggiato, dando grandi soddisfazioni soprattutto a chi è già esperto di fotomanipolazione.

4. Connettività e memoria

Infine, le ultime considerazioni che possiamo fare prima dell’acquisto di uno scanner diapositive riguardano le modalità di funzionamento e di salvataggio delle scansioni. Vi sono infatti alcune differenze tra i vari modelli di scanner diapositive in commercio che dipendono sostanzialmente dalla modalità di funzionamento di ciascuno, vale a dire a seconda che lo scanner possa operare autonomamente o vada connesso a un computer.

Scanner diapositive “stand alone”

Tra gli scanner diapositive più comuni ed economici troviamo quelli “stand alone”, dei modelli solitamente di dimensioni molto compatte che operano di preferenza autonomamente, senza richiedere cioè la connessione ad un computer.scanner diapositive verticale Questo tipo di scanner diapositive ha sempre un piccolo display integrato con pulsantiera per la visualizzazione dell’anteprima di scansione e per effettuare alcune correzioni “on board”. Naturalmente le scansioni effettuate e ritoccate devono venire anche salvate, per questo gli scanner diapositive “stand alone” sono dotati di una memoria interna o, più spesso, di uno slot per schede SD o Micro SD, quasi mai incluse nella confezione. Questi modelli sono molto pratici, si impostano facilmente e le fotografie si possono direttamente salvare sulla memoria estraibile SD o inviare via USB e mini USB al computer.scanner diapositive retro Inoltre, nei modelli più recenti, è spesso presente un’uscita HDMI, che darà la possibilità di connettere il dispositivo a uno schermo o a un televisore per visualizzare le immagini scannerizzate in tempo reale e manipolarle in diretta. Questo tipo di attività è molto piacevole anche da fare in famiglia, quando si ha voglia di rivedere i tempi andati, proprio come le vecchie diapositive rappresentavano in passato un forte momento di aggregazione. Alcuni modelli più recenti, anche non particolarmente costosi, hanno la possibilità di connettere il dispositivo via Wi-Fi e app dedicata per smartphone, per poter visionare o modificare le immagini in velocità.

Scanner diapositive periferica

Al contrario, spesso gli scanner diapositive di migliore qualità necessitano della connessione USB ad un computer per poter funzionare. Questo si deve al fatto che solitamente si tratta di dispositivi di più grandi dimensioni, capaci di caricare automaticamente anche un elevato numero di diapositive.scanner diapositive automatico Questi modelli sono decisamente più costosi della media e possiamo definirli dei prodotti professionali. Nella maggior parte dei casi sono disponibili “on board” solamente pochi ritocchi al materiale scannerizzato, mentre un software di editing fotografico a corredo permette di completare il lavoro su computer in modo più accurato. Anche il salvataggio delle scansioni, dunque, avviene sul disco rigido del computer.

Le domande più frequenti sugli scanner diapositive

Quali sono le principali marche di scanner diapositive?

Come è spesso il caso quando si tratta di elettronica, anche per gli scanner diapositive vi sono alcuni marchi noti per l’affidabilità dei loro prodotti. Alcuni marchi storici hanno in catalogo degli scanner appositi allineati con i prodotti della concorrenza: Kodak ha un paio di ottimi “stand alone”, mentre Epson produce diversi scanner “flatbed” appositi di medio formato e dal prezzo medio-alto.scanner diapositive marchiAltri marchi presenti sul mercato da diverso tempo sono Reflecta e Plustek, che producono alcuni tra i migliori scanner per diapositive attualmente in commercio, sia per risoluzione, sia per affidabilità. Va precisato che nella maggior parte dei casi l’offerta per gli scanner diapositive si limita a prodotti di fascia medio-bassa, dunque dalla risoluzione piuttosto bassa o con funzioni limitate.

Quanto costa uno scanner diapositive?

Negli scanner diapositive il prezzo è un fattore rivelatore delle prestazioni dell’apparecchio, poiché c’è una progressione abbastanza lineare e parallela tanto nei prezzi quanto nella risoluzione. Ad un costo di circa 60 € si trovano infatti gli scanner diapositive di fascia bassa, con sensore CMOS solitamente da 5 MP e una risoluzione ottica di 1800 DPI. Tra i 100 e i 160 € si collocano invece gli scanner di fascia media, caratterizzati spesso da lampade CCD e una risoluzione ottica tra i 2400 e i 3600 DPI. Infine, dai 200 € in su troviamo gli scanner diapositive di fascia alta, dotati di lampade CCD e risoluzione ottica fino a 7200 DPI. Spesso con gli scanner di fascia alta sono inclusi in dotazione buoni software per il fotoritocco.

Meglio uno scanner per diapositive automatico, flat bed o stand alone?

Esistono sul mercato sostanzialmente quattro tipologie di prodotto diverse. I modelli base, verticali e senza schermo, sono molto economici e vanno utilizzati sempre insieme al proprio PC.scanner diapositive notebook Poi ci sono quelli automatici, che sono decisamente più costosi e sono dei prodotti professionali, da studio fotografico o archivio, nei quali si inseriscono le diapositive in verticale, in batteria, esattamente come nei vecchi proiettori. Sono poi disponibili degli scanner piani o “flatbed“, ovvero simili agli scanner classici, ottimizzati però per la scansione fotografica, nei quale si inseriscono le diapositive quattro alla volta o dieci nei modelli più recenti. Anche questo tipo di prodotto, decisamente più professionale, ha dei prezzi più elevati, a partire dai 300 €, ed è spesso prodotto da aziende famose per prodotti affini, come le giapponesi Epson e Canon.scanner diapositive piano Infine abbiamo i più comuni, ovvero gli “stand alone“, quelli a torretta dall’utilizzo sicuramente più semplice. Questi dispositivi costano intorno ai 150 € e sostanzialmente li consigliamo, per la facilità di utilizzo e per l’immediatezza nel ritocco diretto su schermo.

Come scannerizzare le diapositive con lo smartphone?

Esistono sul mercato dei prodotti nuovi, decisamente economici, alcuni realizzati addirittura in cartone, che simulano uno scanner improvvisato tramite l’utilizzo del vostro smartphone. La pellicola o la diapositiva viene bloccata in posizione e retroilluminata, mentre il vostro smartphone scatta la foto, il tutto tramite l’utilizzo di app dedicate, indicate dai produttori come disponibili sia per Android che per iOS. Il risultato è variabile e diciamo “improvvisato”, ma può essere un modo semplice ed economico per scannerizzare immagini in poco tempo e con poca fatica, rinunciando ovviamente all’alta qualità. Inoltre, va precisato che la qualità della foto finale è direttamente dipendente dalle capacità delle ottiche della fotocamera del vostro telefonino, quindi non aspettatevi grossi risultati, visto anche il fatto che l’app utilizza lo zoom ottico o effettua una rifilatura all’immagine, riducendo ulteriormente la risoluzione di partenza rispetto a quella del vostro dispositivo.scanner diapositive smartphone

Come scannerizzare le diapositive con la reflex?

Le fotocamere reflex, ormai diventate completamente digitali, possono essere usate anche per scannerizzare diapositive e negativi. Il procedimento è del tutto simile alla versione per smartphone descritta sopra, ma decisamente più empirica. La pellicola va infatti sistemata su un piano trasparente e va posizionato il flash dalla parte opposta del piano, collegato tramite telecomando alla fotocamera, che quindi scatterà da un treppiedi una foto alla pellicola, fortemente retroilluminata dalla luce del flash. Grazie allo zoom ottico della reflex, decisamente maggiore rispetto a quello di uno smartphone, i risultati possono essere molto più convincenti, ma si tratta di una soluzione d’emergenza il cui setting preciso va ricalibrato per ogni fotografia. Uno scanner per diapositive, da questo punto di vista, è una soluzione molto più veloce e affidabile, e anche un modello particolarmente economico vi farà risparmiare moltissimo tempo, dato che basterà inserire le pellicole nell’apposito slot e premere un tasto.


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Domande e risposte su Scanner diapositive

  1. Domanda di angelo | 29.11.2017 20:26

    Salve, vorrei comprare lo scanner digitdia 6000 della reflecta, ma mi è stato detto che non c’è l’aggiornamento per utilizzarlo sul macOS High Sierra.

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 30.11.2017 08:41

      Al momento no, sono presenti driver solo fino alla versione MacOS 10.12.

  2. Domanda di demetrio | 26.09.2017 22:16

    nella fascia 160-200 euro Il volverine 20Mp commercializzato da telcom instrument è consigliato o no rispetto ai recensiti? è un buon acquisto?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 28.09.2017 09:15

      In questa fascia di prezzo le specifiche tecniche e le valutazioni degli utenti del Plustek OF8100 sono migliori rispetto al Wolverine SNAP20.

  3. Domanda di Dezza Mario | 27.05.2017 10:51

    Vorrei digitalizzare diap 6 x 6 montate nei telaietti e posizionate in caricatori Rollei. È possibile automatizzare il processo? Max qualità. <1000

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 30.05.2017 09:35

      Un modello di alta qualità è il Reflecta Digitdia 6000, che però è un po’ sopra il tuo budget. A seconda della quantità di diapositive puoi prendere in considerazione di far fare il lavoro da un laboratorio fotografico in alternativa.

  4. Domanda di Raffaella | 23.04.2017 19:14

    Salve nn voglio spendere troppo ( anche perché una volta convertite diapositive credo che nn lo userò più) ero orientata X hamlet cosa ne pensate?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 24.04.2017 09:45

      L’Hamlet XDVDIAPO è un modello molto economico, e di conseguenza anche di bassa qualità. Se si tratta di poche diapositive consigliamo di rivolgersi ad un professionista per avere scansioni di buona qualità.

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