Nel mondo degli alcolici è raro che una categoria di bevanda venga definita dal suo utilizzo piuttosto che dal metodo di produzione, ma con l’amaro avviene proprio così. Nel nostro Paese l’amaro è infatti considerato il digestivo per eccellenza, nonostante le tecniche per realizzarlo e gli ingredienti cambino completamente da un’etichetta all’altra.
I liquori alle erbe sono fortemente radicati nella tradizione mitteleuropea e soprattutto in quella italiana: su tutto il nostro territorio abbondano gli esempi di amari artigianali e marchi storici, che da qualche anno si stanno affermando anche all’estero. Tuttavia, il concetto di amaro è piuttosto vago, infatti in questa categoria rientrano tecnicamente anche i liquori da aperitivo come l’Aperol.

Se vi interessa il mondo dei digestivi e distillati da consumare dopo i pasti, non dimenticate di dare un’occhiata alle nostre guide dedicate alla grappa, al cognac, al brandy e al whisky.
Migliore: Braulio Amaro Riserva Speciale 70 cl
Braulio Amaro Riserva Speciale 70 cl è un amaro che proviene dall’Italia, nazione con una lunga tradizione alle spalle, sia per quanto riguarda la produzione, sia per il consumo di alcolici. Questo prodotto è uno dei migliori amari presenti in commercio e viene consumato spesso dopo i pasti o durante un aperitivo. L’amaro è ottenuto da erbe e piante officinali e presenta una gradazione che arriva fino al 24,7% Vol. Tra i punti di forza del Braulio Amaro Riserva Speciale 70 segnaliamo: il piacevole retrogusto setoso e fresco, il processo di filtrazione artigianale, l’invecchiamento in botti rovere di Slavonia e il gusto balsamico.
Miglior qualità/prezzo: Amaro San Simone
Amaro San Simone proviene da Torino in Piemonte, ed è ottenuto da 39 erbe e radici, tra cui: la china rossa, il rabarbaro, la cannella, la genzianella, la menta piperita, la maggiorana, l’assenzio gentile e la santoreggia. Questo amaro italiano presenta una gradazione che non supera il 26% ed è uno dei prodotti con il miglior rapporto tra la qualità e il prezzo che sono attualmente disponibili in commercio Tra i punti di forza dell’Amaro piemontese San Simone segnaliamo: l’assenza di coloranti artificiali, la presenza di piante ed erbe selezionate e infine l’aroma delicato ed inconfondibile che ne esalta il gusto intenso.
Jefferson Amaro Importante
Se l'Italia è il Paese in cui si producono i migliori amari, la Calabria è la regione da cui provengono quelli più conosciuti e apprezzati. Il più famoso è sicuramente il Vecchio Amaro del Capo, ma esistono diverse realtà artigianali che negli ultimi anni si sono fatte apprezzare per lo studio di ricette a base di erbe e agrumi del territorio, spesso ottenuti da produzione propria. Ne è un esempio Jefferson Amaro Importante, prodotto in una distilleria in provincia di Cosenza.
Le botaniche e gli agrumi utilizzati sono tutti di provenienza calabrese e vengono selezionati e raccolti a mano. Ha una base alcolica di grano, mais e orzo, in cui vengono infusi artemisia, genziana, vaniglia, eucalipto, rabarbaro, rosmarino di Bisignano e origano della Palombara. È un amaro che presenta piacevoli note agrumate dovute all'infusione di limoni IGP di Rocca Imperiale, bergamotti di Pellaro e arance dolci e amare dell'orto di famiglia.
L'assemblaggio dell'amaro Jefferson dura ben 11 mesi perché viene prodotto rispettando la stagionalità degli ingredienti. Il risultato della cura dedicata alla ricerca delle botaniche e alle tecniche di produzione è un amaro dal gusto mediterraneo complesso, ma anche molto gradevole, che nel 2018 è stato insignito del prestigioso premio di miglior liquore del mondo ai prestigiosi World Liqueur Awards, nonché quello di miglior liquore alle erbe.
Può essere bevuto a temperatura ambiente, fresco o con ghiaccio, ma anche usato per fare dei cocktail.
Amaro Milone
Un altro amaro calabrese premiato a livello mondiale è l'Amaro Milone, prodotto in provincia di Crotone e in prossimità del mar Ionio, zona caratteristica per la fertilità della sua vegetazione.
La ricetta segreta contiene 20 piante diverse che crescono sul territorio: si riconoscono gli agrumi amari, la china, l'assenzio, la liquirizia e piante officinali come genziana, rabarbaro e angelica. Ha una gradazione del 35% e un gusto forte e deciso, che piacerà a chi ama gli amari più tradizionali.
L'Amaro Milone è salito alla ribalta nel 2022, quando ha ottenuto il riconoscimento di miglior liquore bitter del mondo e miglior amaro d'Italia ai World Liqueur Awards, oltre ad aver vinto diversi premi internazionali per il design della bottiglia. È perciò uno degli amari più interessanti del momento.
Il produttore consiglia di servirlo a temperatura da frigo o addirittura da freezer.
Amaro Formidabile
Un'altra etichetta molto popolare e apprezzata negli ultimi anni è Amaro Formidabile, liquore alle erbe prodotto artigianalmente a Roma con metodi 100% naturali. Si tratta di un amaro "millesimato", denominazione con cui solitamente si descrivono gli spumanti di una singola annata: le bottiglie di Amaro Formidabile riportano infatti l'anno di produzione, a dimostrazione del fatto che il prodotto continua a cambiare di anno in anno e ad evolversi. Tra il 2018 e il 2019 ha inoltre ricevuto diversi riconoscimenti internazionali.
La ricetta è il risultato di studi e ricerche durati anni, nel tentativo di creare un amaro contemporaneo e originale che fosse realizzato con materie prime di alta qualità. Le piante aromatiche usate nella sua miscela vengono macerate in una base alcolica di grano e lavorate attraverso un ciclo produttivo quasi interamente manuale. Le botaniche includono china rossa, assenzio, rabarbaro, genziana, arancia amara, anisce stellato e rosa moscata, e contribuiscono a formare un complesso aromatico davvero singolare.
Come è riportato sull'etichetta, l'Amaro Formidabile "si beve freddo".
Cos’è l’amaro?
I liquori alle erbe vengono prodotti e consumati sin dal Medioevo per le loro presunte proprietà curative e digestive, ma a partire dal XIX secolo aziende come Ramazzotti e Averna hanno fatto scoprire gli amari al grande pubblico.
A partire dal 2008 esiste anche una definizione ufficiale di questa bevanda. Il regolamento CE n. 110/2008 stabilisce infatti che possano essere commercializzate come “amaro” o “bitter” le bevande alcoliche dal gusto prevalentemente amaro ottenuto dall’aromatizzazione dell’alcol etilico tramite sostanze naturali, con una gradazione alcolica minima del 15%.
Pur restringendo il numero di liquori che possano essere definiti amari, questa definizione abbraccia un ventaglio molto ampio di bevande. La gradazione può infatti variare di molto e anche arrivare a superare il 30%, come avviene nel caso di amari famosi come il Vecchio Amaro del Capo (35%) e il Fernet Branca (39%). A seconda del produttore, cambiano inoltre il metodo di produzione e soprattutto la composizione degli amari.

Le ricette degli amari (spesso tenute segrete) prevedono l’infusione di aromi come erbe officinali, piante aromatiche, scorze di agrumi, radici, spezie e fiori. Da questo punto di vista, la composizione degli amari ricorda un po’ quella dei gin, il cui sapore distintivo deriva dai botanical utilizzati.
Ogni amaro include un agente amaricante (piante amare, come china o assenzio), agenti aromatizzanti (altre piante aromatiche) e un dolcificante. È pratica comune, tramandata dai secoli precedenti, quella di infondere la base alcolica con ingredienti raccolti localmente, che possono influire di molto sul gusto dell’amaro. Ad esempio, gli amari delle regioni alpine sono spesso prodotti a partire da piante come i fiori di genziana o l’achillea, che crescono nelle zone montane. In quelli delle regioni del Sud Italia si nota invece la presenza, tra gli altri, di ingredienti più mediterranei, come le scorze di arancia o la liquirizia.
Amari o bitter?
Prima di andare a vedere quali siano alcuni degli amari più interessanti tra quelli in commercio, è necessario fare una piccola precisazione sulla definizione di amaro e bitter.
Come abbiamo visto, secondo la definizione dell’Unione Europea non esiste una differenza tra i due termini, che sono quindi considerati intercambiabili. Nel mondo degli alcolici, tuttavia, si tende a fare una distinzione tra amari e bitter, perché il primo nome si riferisce ai digestivi da consumare lisci o in ghiaccio dopo i pasti, mentre i bitter sono bevande aromatiche utilizzate come base per aperitivi e cocktail: ne sono un esempio l’Aperol e il Campari, molto apprezzati per i cocktail da aperitivo, oppure l’Angostura, di cui si aggiungono solo poche gocce a cocktail storici come il Manhattan e l’Old Fashioned.
I migliori bitter
L’amaro fa digerire?
Abbiamo ripetuto più volte che l’amaro viene consumato quasi esclusivamente come “ammazzacaffè”. In realtà le sue proprietà digestive non sono esattamente comprovate: è vero che al suo interno sono sempre presenti piante eupeptiche, come la genziana, l’assenzio o il tarassaco che stimolano i fenomeni digestivi, ma è anche vero che l’alcol rallenta la digestione e può causare acidità di stomaco.
Quale amaro regalare?
L’amaro è un ottimo articolo da regalare durante le feste o a chi colleziona bottiglie di alcolici. Se non conoscete i gusti della persona a cui farete il regalo, è preferibile scegliere un amaro in astuccio ed evitare sia i gusti troppo particolari, sia i marchi troppo conosciuti, come Averna, Jägermeister o Ramazzotti, per non rischiare che il destinatario li abbia già.
Le alternative sono davvero tante: noi vi consigliamo l’Amaro Jefferson e l’Amaro Camatti, due degli amari più premiati e apprezzati, ma nella nostra guida trovate anche altri prodotti selezionati dalla nostra redazione.
Quanto costa l'amaro?
L’amaro è un alcolico dal prezzo meno proibitivo rispetto a distillati come il whisky e il cognac. Le bottiglie standard da 700 ml hanno un prezzo di partenza di circa 10 € e anche quelle più pregiate raramente superano i 30 €.