Google ha già potenziato Gemini

Google ha già potenziato Gemini

A due mesi dal rilascio di Gemini 1.0, Google ha presentato la versione 1.5 del proprio modello di Intelligenza artificiale che, stando a quanto sostiene Big G, è in grado di gestire testi, video e audio più grandi di quelli nelle corde di GPT-4, la quarta generazione del modello di linguaggio sviluppato da OpenAI, organizzazione per la ricerca sull’Intelligenza artificiale in cui Microsoft ha riversato investimenti per 10 miliardi di dollari tra il 2019 e il 2023.

Gemini 1.5 è capace di comprendere, in una sola volta, il contenuto di un video di un’ora, di un file audio di 11 ore oppure di 700mila parole. Non sono stati rivelati dettagli tecnici ma Demis Hassabis, amministratore delegato di DeepMind – la divisione di Google che ha sviluppato Gemini – sostiene che la versione 1.5 ha la memoria di un essere umano.

Al di là dei proclami la cui veridicità è ancora da verificare, ciò che appare fuori discussione è la velocità con cui Big G si è apprestata a evolvere il proprio modello di Intelligenza artificiale, segno che sta cercando di ricucire il divario con i concorrenti diretti la cui lista, oltre a Microsoft, include anche OpenAI e Meta, tutte realtà che stanno facendo passi lunghi in materia di modelli di Intelligenze artificiali.

L’otto febbraio appena trascorso, Google ha cambiato nome alla sua chatbot Bard, ribattezzandola Gemini Ultra e annunciando che sarebbe stata messa a disposizione in abbonamento il cui costo di 21,99 euro, oltre a essere in linea con i prezzi applicati da OpenAI e Microsoft, include anche uno spazio Cloud da 2 TB.

Nel frattempo, Google ha anche annunciato che Gemini Pro 1.5 è in grado di svolgere compiti assimilabili a quelli di Gemini Ultra, da considerare il fratello maggiore e più potente. È quindi lecito credere che Gemini Pro fungerà da palestra, ossia da ambiente di pre-produzione nel quale proporre miglioramenti che, in un secondo momento, potranno essere estesi anche alla versione Ultra.

La data del rilascio al pubblico di Gemini Pro 1.5 non è ancora stata resa nota e soltanto i primi test di massa potranno confermarne potenza, capacità e versatilità.

I modelli di Intelligenza artificiale, come i già citati ChatGPT o Gemini, allargano le proprie maglie – grazie ad apposite app – anche ai dispositivi mobili, tant’è che, chi sviluppa e gestisce tali modelli, si prodiga nel mettere a disposizione degli utenti delle versioni per dispositivi Apple e per quelli con a bordo Android, anche se non direttamente prodotti da Google.


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