Giuditta Mosca

Giuditta Mosca

#Elettrodomestici

#Informatica

#Mobile


Chi è

Appassionata di informatica. Nostalgica dei server Novell, si è dedicata con passione ai sistemi OS /400, Microsoft e Linux, facendo esperienza sistemistica presso aziende attive in diversi settori e comparti.

In casa ha un server sul quale virtualizza diversi sistemi operativi per rimanere aggiornata e per imparare a usare sempre meglio i database relazionali più diffusi, con un occhio aperto sul mondo dell’Open source, convinta che si ritaglierà un ruolo ancora più cruciale in futuro. Cresciuta usando Windows 3.11 e Windows 95, è passata ai sistemi operativi Open per poi accasarsi definitivamente tra gli utenti macOS, pur non disdegnando di usare i PC di cui dispone con a bordo Windows 11 e Fedora.

Ha imparato a destreggiarsi da sola ben prima che i tutorial invadessero YouTube e, ancora oggi, cerca di fare da sé e si dichiara sconfitta solo quando ha provato ogni soluzione possibile.

Si è laureata anche in Editoria e giornalismo nel 2009, con una tesi incentrata su quello che (all’epoca almeno) era il rapporto tra i giornali cartacei e l’informazione sul web. È giornalista professionista e scrive di tecnologia per diverse testate in Italia e all’estero, prediligendo i temi legati alle Intelligenze artificiali, ai Big Data e alla cyber security. Fa anche incursioni nel mondo del giornalismo economico e scrive di diritti umani.

Amante dei numeri, si è specializzata nell’uso di Python e R per alimentare la propria passione per il data journalism a cui ricorre soprattutto per fare fact-checking o per trovare nuove forme di narrazione di ciò che accade intorno a noi. È anche autrice o co-autrice di libri e ha un sito web sul quale scrive quando ha tempo e che cura molto meno di quanto vorrebbe. Ha vinto la terza edizione del premio Umberto Rosa nella categoria “Web e agenzie stampa” con un articolo che parla dell’etica nella medicina e che si propone di evidenziare quali passi debbano essere fatti per accostare l’uomo e le tecnologie, in particolare le Intelligenze artificiali e l’uso dei dati.

È convinta che usando le parole più adatte si possa e si debba raccontare tutto, perché i tabù sono fatti per essere superati. Nel tempo libero passeggia con il proprio cane, studia lingue che le risultano ancora ostiche (il tedesco su tutte) e, trapiantata a Roma da oltre 16 anni, appena può torna nella sua terra d’origine.

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