Multa da 1,8 miliardi ad Apple per la musica in streaming

Multa da 1,8 miliardi ad Apple per la musica in streaming

La Commissione europea sostiene che Apple ha approfittato della propria posizione per impedire la libera concorrenza. Nella fattispecie, tramite l’App Store avrebbe imposto restrizioni agli sviluppatori di app per lo streaming musicale affinché gli utenti non potessero essere messi al corrente di offerte e abbonamenti più vantaggiosi sottoscrivibili al di fuori delle rispettive app. Apple ha già annunciato che ritiene ingiusta la multa da 1,8 miliardi di euro.

Concorrenza sleale, la multa della Commissione Ue ad Apple è un deterrente

Una pratica che l’antitrust Ue ritiene illegale e che la Commissione europea ha riassunto adducendo il fatto che Apple controlla le esperienze di acquisto degli utenti iOS e fa da sé norme e regole, oltre a stabilire in modo autonomo le condizioni a cui gli sviluppatori deve sottostare per potere pubblicare le app sullo store digitale di Cupertino. Al banco degli imputati siedono tutti i dispositivi Apple e, tra questi, soprattutto gli iPhone.

L’importo della multa è stato calcolato tenendo conto sia della gravità dell’infrazione sia del fatturato e del valore di capitalizzazione di Apple, oggi pari a 2.797 miliardi di dollari. Ad aggravare il quadro contribuisce il fatto che, sempre secondo la Commissione europea, Apple avrebbe fornito informazioni errate durante l’istruttoria.

Bruxelles ha voluto comminare un’ammenda esemplare affinché altre aziende, anche meno grandi di Apple, evitino di agire in modo simile in futuro. Un deterrente che Apple contesta, sostenendo che la Commissione europea non è stata in grado di addurre prove a sostegno di una multa tanto severa e, non di meno, puntando i fari su Spotify che detiene il 56% del mercato europeo della musica in streaming.

Secondo il gigante di Cupertino, Spotify deve all’App Store gran parte della propria popolarità e, nonostante ciò, non ha mai versato un centesimo ad Apple.

Va detto anche che Spotify ha collaborato con le autorità europee durante le indagini e ciò piace poco ad Apple che, mediante una nota stampa, ha ribadito il proprio punto di vista secondo cui Spotify avrebbe ottenuto più da Apple di quanto quest’ultima avrebbe ottenuto dalla prima.

Per Apple, infatti, Spotify è il leader del mercato e l’app sarebbe stata prelevata (installata o reinstallata) e aggiornata 119miliardi di volte sui dispositivi con la Mela e questo sarebbe un segnale inequivocabile di come Apple avrebbe contribuito alla fortuna di Spotify.

Lo streaming musicale, anche quello italiano, gode di ottima salute e ciò rende plausibile la forte concorrenza sul mercato di chi ne concede l’ascolto a pagamento. A contendersi il favore degli utenti non ci sono soltanto Apple e Spotify ma, per citare i principali, fanno parte della mischia anche Google, Amazon e Deezer.


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