I migliori film horror – I 5 film più spaventosi di sempre

La produzione cinematografica di pellicole horror vanta un'ampia scelta, una lista spaventosa di titoli da poter scegliere, e il timore di sbagliare è alto. Sappiamo bene che non potremo soddisfare tutti, ma abbiamo voluto selezionarne solamente 5 di particolare importanza nel loro genere. Speriamo che la nostra classifica sia di vostro gradimento, e non abbiate paura di commentare la nostra scelta (a fondo pagina è possibile scrivere il proprio pensiero in merito).

5. The Blair Witch Project: le streghe esistono davvero?

Questo film esce nel 1999, come tanti altri è una produzione americana di registi emergenti, esattamente parliamo di Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez. L'idea geniale che girava intorno a "The Blair With Project" era l'apparenza documentaristica, ampiamente rafforzata da una campagna pubblicitaria prima dell'uscita sul grande schermo. A quei tempi in molti pensavano che Elly Kedward, anche conosciuta come la Strega di Blair, fosse vissuta davvero.

The Blair Witch Project

La storia ricalca quindi l'avventura, da loro stessi ripresa con una telecamera amatoriale, di tre amici che volevano fare un documentario sulla leggendaria strega. Durante quelle riprese avviene qualcosa di sconvolgente, un susseguirsi di eventi paranormali che sembrano accadere davvero, vista l'atmosfera realistica. Vedere "The Blair Witch Project" non è come vedere un film, bensì le riprese di un gruppo di amici che filmano i loro ricordi di una passeggiata nel bosco. Un'idea geniale, un enorme incasso ai botteghini: oggi non è più nelle sale, ma è assolutamente possibile vederlo in formato Blu-ray.

4. Saw - L'enigmista: la paura che genera paura

"Saw" vanta il primato di essere un film girato in brevissimo tempo, solo 18 settimane, e tanto furono rapide le riprese quanto il successo che ne conseguì una volta proiettato sul grande schermo. Il regista è James Wan, che nel 2004 dirige il film precedentemente scritto con Leigh Whannell.
Non c'è nulla di soprannaturale in "Saw", nessun demonio uscito dalla bocca dell'inferno, vampiro, zombie o lupo mannaro, neanche un gatto nero che attraversa la strada di venerdì 13. Ciò che fa paura in questo film è l'uomo, per meglio dire la superbia di poter scegliere il destino degli altri.

Saw - L'enigmista

Il vero "demonio" di questa storia è un povero malato di cancro che, ormai destinato ad una fine certa, vuole decidere anche il destino di chi vive ancora nell'incertezza. Tuttavia l'enigmista non si dimentica di quello che è l'intero retaggio della nostra specie i cui membri, lottando contro il proprio destino e contro sé stessi, hanno saputo mandare avanti i più forti della nostra razza.
I più forti vivranno, ed è proprio questo a generare suspense nel film, dove la tensione è sempre alta. Saw è oggi una vera e propria saga, non si contano più i vari sequel, ma noi vi consigliamo senza dubbio la visione di Saw - L'enigmista nella sua prima uscita.

3. Il gabinetto del Dottor Caligari: uno sguardo tetro e teatrale

Oggi un film muto e in bianco e nero del 1920 non farebbe gran paura, ma è indiscutibile che "Il gabinetto del Dottor Caligari" ha posto le fondamenta per il genere horror.
Il capolavoro di Robert Wiene, descritto in tutti i manuali di storia del cinema, è uno dei primi esempi di come l'uomo abbia tentato di mettere davanti a sé le proprie paure. Basti pensare a "I dannati all'inferno" del Signorelli, oppure al "Giudizio universale" di Michelangelo, dove demoni volanti erano lì, di fronte ad osservatori che in qualche modo tentavano di controllare le proprie paure.
Tutto questo è presente anche ne "Il gabinetto del Dottor Caligari", visto che è proprio l'immagine a far da padrona: sinistre scenografie che schiacciano letteralmente i movimenti in scena degli attori. Non si parla, ma si vede: fa quindi paura lo sguardo famelico di Caligari, capace di tenere sotto ipnosi Cesare, un sonnambulo con il potere di predire il futuro.

Il gabinetto del Dottor Caligari

La storia per voi finisce qui poiché non intendiamo spoilerare la fine, ma vi ricordiamo che parte della scenografia fu affidata a Hermann Warm, che chiese aiuto ai pittori espressionisti Walter Reimann e Walter Röhrig (se siete curiosi di vedere le loro opere nel film: Il gabinetto del Dottor Caligari).

2. Rosemary's baby: la realtà della finzione

Su "Rosemary's baby - Nastro rosso a New York" si è discusso all'infinito: si tratta di un film del 1968 che ancora oggi vivacizza le discussioni di giovani e più esperti cinefili.
Lo definiamo un horror soprattutto per convenzione, ma non siamo i soli a farlo, e ciò che fa paura è anche tutto ciò che gira attorno al film stesso e al suo autore. Infatti l'anno successivo fu terrificante per Roman Polanski, sceneggiatore e regista, perché prima perse l'amico e compositore delle musiche dei suoi film Krzysztof Komeda, poi la moglie.
Ma se la morte dell'amico fu accidentale, un incidente sciistico, quello di Sharon Tate e degli altri presenti in casa fu terrificante. Il caso è ben noto a tutti, fu la setta di Charles Manson a massacrare la Tate, incinta di 8 mesi. Quello che fa paura sono i diversi parallelismi che si vedono tra il film e la realtà, dove il marito di Rosemary è un aspirante attore, mentre Charles Manson sognava di divenire cantante. Non solo, la storia ispirata dal romanzo di Ira Levin vede come protagonista proprio una donna gravida, anche se Rosemary è destinata a ben altro sacrificio per la setta.

Rosemary's baby

Il film ci tiene in un continuo stato d'ansia ed è molto presente un tema caro al cinema degli anni '60-'70, ovvero quello della follia o presunta tale: l'essere umano non è più sicuro di ciò che vede, psicologia e occulto si compenetrano in una danza macabra, e sino all'ultimo secondo della pellicola c'è una suspense incalzante, nessuna scena è mai scontata e il finale è sempre incerto. Il film vinse diversi premi, dall'Oscar al David di Donatello, per citare i più famosi.

1. L'esorcista: la maledizione del film

Al primo posto di questa classifica non potevamo non mettere "L'esorcista", che è probabilmente il film horror più visto al mondo, e al nono posto tra i film che hanno più incassato nella storia del cinema.
Questa è la premessa di una pellicola che ha subito varie censure, tante imitazioni e anche tante parodie: in Italia ricordiamo "L'esorciccio" con Ciccio Ingrassia. Il regista William Friedkin nel 1973 suggellava con "L'esorcista" un altro successo, dopo quello riscosso con "Il braccio violento della legge", cambiando quindi completamente genere.
Il tema centrale della lotta rimane, tuttavia questa volta prende le mosse dal versante dell'occulto. La cosa che più fa paura de "L'esorcista" è che, oltre a non poter vedere realmente il nemico da sconfiggere, questi è nascosto nel corpo innocente di una bambina.
Cinema horror e realtà hanno sempre creato interessanti intrecci, tanto che spesso non si capisce quale dei due abbia invaso lo spazio dell'altro. Lo abbiamo appena visto parlando di "Rosemary's Baby", e della setta che massacrò moglie e amici del regista. In questo caso, anche se in modo diverso, altri eventi hanno segnato una sorta di maledizione nel film. Parliamo dei tanti incidenti avvenuti durante le riprese, come se qualcosa di davvero soprannaturale si fosse insediato all'interno della macchina da presa.

L'esorcista

Alcuni eventi furono meno gravi, come l'incendio che distrusse parte della scenografia, altri davvero tragici, visto che ben 9 persone che avevano collaborato al film morirono durante le riprese. La lista è lunga, ma prima di scoprire tutti i retroscena vi consigliamo di vedere il film, magari nella sua versione integrale: L'esorcista (extended director's cut).

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