I migliori cartoni animati degli anni ’80 – I nostri top 10

In questo articolo abbiamo deciso di parlare dei migliori cartoni animati degli anni '80, creando una top 10 che raccoglie i titoli più amati. Quindi, bambini, genitori e ormai anche nonni, preparatevi a rivivere insieme a noi quelle magiche atmosfere di qualche tempo fa. Il duplice scopo di questa pagina è quello di riportare ricordi ai più grandi, così come quello di insegnare alle nuove leve che nessun Pokémon mai potrà sconfiggere un robot di 5 piani che spara raggi laser. Non ce ne vogliano i più giovani, ma un paragone tra i cartoni animati di oggi con quelli che spopolavano un tempo sui vari canali televisivi non può proprio sussistere.
La lista è lunghissima, la selezione è difficile come quando si deve scegliere qualcosa tra il menù sopra il bancone di un fast food, tuttavia anche noi alla fine abbiamo trovato i nostri top 10.

10. Yattaman: il balletto del Trio Drombo

YattamanC'è chi lo chiamava "Yattaman" e chi, più giustamente, Yatterman (qui le prime 3 stagioni), ma tutti lo hanno adorato.
Questo cartone animato arriva in Italia nel 1983, quando ormai aveva già spopolato in Giappone. Piaceva soprattutto ai più piccoli, anche se sfido chiunque oggi a non ricordare la sensualità della cattiva Miss Dronio.
Questo cartone animato, benché gli episodi ripetessero quasi sempre la stessa orditura, era avventuroso e divertente allo stesso tempo. Alla fine il Trio Drombo, composto dai cattivi di turno, perdeva sempre contro la bella coppia formata da Ganchan e Janet (si si lo so, c'era anche il robottino Robbie Robbie ad aiutarli). Tuttavia per noi i più simpatici erano proprio loro, Tonzula e Boyakki, che con i loro balletti hanno fatto cantare per ore i bambini di tutta Italia. In Giappone sono ancora un mito, e non è di certo un caso che proprio lì, in terra d'origine, nel 2009 è anche uscito un lungometraggio (disponibile in DVD e Blue-ray).

9. L'incantevole Creamy: un cartone per bambine amato dai maschietti

Cambiamo completamente genere alla nona posizione, dove abbiamo inserito "L'incantevole Creamy", un cartone che ancora oggi fa molto discutere. Quando uscì in Italia (1984), si pensava sicuramente che avrebbe fatto breccia solamente nel cuore delle bambine, ma non fu così e chi vi scrive ne è una testimonianza vivente. Ci si vergogna un po', ma bisogna ammettere che anche noi maschietti lo abbiamo adorato, anzi, ne eravamo tutti follemente innamorati. Ma al di là della simpatia della piccola Yū Morisawa che, grazie all'aiuto di un folletto proveniente da un altro pianeta, diventava la famosa cantante Creamy, questo cartone animato aveva una carica di fantasia più esplosiva della bomba H.

L'incantevole Creamy

Ogni episodio era difatti un vero e proprio "turbine" di amore adolescenziale, retaggi delle fiabe russe e, ovviamente, quel retroscena della cultura nipponica che tra spazio e tempo costituisce anche i luoghi della nostra infanzia.

8. Lady Oscar: la prima transgender animata

Lady Oscar"Lady Oscar" esce in Italia nel 1982, in Giappone aveva avuto prima successo come manga per mano di Riyoko Ikeda, per poi divenire appunto un anime o, se preferite, cartone animato.
Con gli occhi di un fanciullo era difficile capire se Oscar, già di per sé nome ambiguo, fosse un uomo o una donna. Certo, veniva ben specificato che fosse una ragazza, non a caso si sceglieva i ragazzi più belli di Francia.
Siamo infatti alle porte della rivoluzione francese e Lady Oscar è una guardia reale, una ragazza che, invece di fare la dama di corte come le sue coetanee, viene cresciuta dal padre come un vero spadaccino.
Questo cartone animato è stato scelto per la fedeltà storica al periodo nel quale è ambientato, ma anche per il ritmo che è sempre incalzante, tanto che è davvero impossibile annoiarsi durante i 40 episodi che compongono la serie (tutte le puntate in Blue-ray).

7. Lamù: bellezza di un altro pianeta

Se Lady Oscar affascinava per la sua ambiguità, quella di Lamù era una vera e propria bellezza di un altro pianeta!

Lamù Per chi non l'avesse mai vista, questa ragazza era una teenager che veniva dallo spazio e che, per sua sfortuna, aveva sposato il donnaiolo Ataru Moroboshi.
Lamù era amata da tutti e, probabilmente, la sua bellezza ne era il motivo principale. Ancora oggi, nei vari raduni manga, sono molte le ragazze che vogliono imitarla vestendosi come lei (vi alleghiamo la foto senza aggiungere altro).
Il cartone animato sbarca in Italia nel 1983 con una miriade di episodi (sono ben 195, qui sono raccolte le prime puntate), senza mai deludere a nessun appuntamento. La forza di questo cartone era la continua diatriba tra moglie e marito, dove quest'ultimo finiva sempre fulminato, nel vero senso della parola, dall'adorabile mogliettina. Ma lo erano soprattutto i vari personaggi, terrestri e non, che, ognuno con un carattere peculiare, davano vita a delle vere e proprie maschere.

6. Daitarn 3: la bionda e la mora

Prima del famoso notiziario satirico italiano "Striscia la notizia" (1998), dove una velina bionda e una mora accompagnavano la conduzione, c'era chi già aveva pensato ad una contrapposizione simile. Parliamo di Beauty e Reika, che accompagnavano l'affascinante Haran Banjo all'interno del Daitarn 3, primo cartone di robot di questa top 10, che in Giappone uscì nel lontano 1978 e in Italia nel 1980.

Daitarn 3

Il cartone animato aveva una sigla tra le migliori in assoluto, una di quelle che danno sprint ed energia, proprio ciò che serviva ai nostri eroi per salvare la terra dai cattivi meganoidi. Le puntate erano sempre molto simili tra loro e alla fine con l'energia solare il Daitarn 3 vinceva sempre.
Senza soffermarsi troppo sulla semplice trama, o anche sulle gag buttate qua e là per divertire i più piccoli e non solo, oggi troviamo ancora affascinante il fatto che questo cartone animato avesse un tetro sfondo orwelliano, che però non approfondiamo qui per lasciarvi la curiosità.

5. Doraemon: il viaggiatore nel tempo

DoraemonEra un gatto robot che veniva dal futuro eppure, tra tutti cartoni animati, lo annoveriamo come uno dei più vecchi: quando Doraemon uscì su carta era il lontano 1969, e venne poi realizzato il cartone animato, trasmesso sulla TV giapponese, nel 1973.
Doraemon può viaggiare nel tempo: piomba a casa del fedele amico Nobita dal XXII secolo, e sembra che questo simpatico animaletto possa veramente viaggiare nel tempo, perché chi ha figli o nipoti sa che Doraemon era famoso allora come oggi. Su questo cartone non c'è molto da dire, perché siamo certi che davvero lo conoscono tutti. Saranno i famosi "ciusky", che scatenano la fantasia di un bambino più della letterina da scrivere a Babbo Natale, ma il gatto robot è sicuramente immortale.
Oltre al manga e alla serie TV, Doraemon è anche lungometraggi e tanti gadget, una vera e propria macchina che produce denaro, ma a noi piace vedere il lato romantico della storia.

4. Jeeg Robot: il più amato della triade

Sappiamo bene che accontentare tutti non è possibile, soprattutto gli amanti dei cartoni animati anni '80 appassionati di robot. Ognuno aveva il suo preferito, e in questa speciale top 10 è stato selezionato "Jeeg Robot" nella posizione più alta tra i cartoni di questo tipo.
Come spesso accade, il progetto nasce come fumetto, per poi divenire cartone animato nel 1975 nel Sol Levante, poi trasmesso anche in Italia solamente 4 anni dopo (ecco tutte le puntate). Il successo di questo mecha, ovvero di questo robot di enormi dimensioni (qui trovate alcuni esempi di mecha da collezionare), è tra i maggiori nella storia, ed è proprio questo uno dei motivi per cui l'abbiamo scelto.

Jeeg Robot

Alla pari con Mazinga e UFO robot, che con Jeeg Robot costituiscono una vera e propria triade, questo cartone animato è senza dubbio uno dei più amati, anche delle generazioni più anziane, tra cui forse troviamo già qualche nonno, come premesso a inizio pagina.
Il protagonista della storia è Hiroshi, che non guida un vero e proprio robot per difendere l'umanità, ma ne è parte. Hiroshi infatti è un cyborg, divenuto tale grazie ad un'operazione voluta ed effettuata dal padre per salvargli la vita. Raccontare tutta la storia sarebbe inutile, ma colpisce di questo robot il fatto che non lotta contro mostri alieni, tema caro a tanti altri mecha, bensì contro esseri umani. Jeeg Robot deve infatti tenere a bada un antico popolo (gli Yamatai), che si pensava fosse estinto ma era soltanto ibernato, e la sua rabbia atavica.
Infine, anche la bellezza e originalità del Robot non ha per noi rivali (molto amato dai collezionisti: il robot da collezionare)

3. Gigi la trottola: col il riso sul viso

Gigi la trottolaCambiamo totalmente genere con Gigi la trottola (le prime puntate), un cartone animato molto particolare, anche difficile da inquadrare per coloro che fanno della categorizzazione uno stile di vita.
Lo abbiamo scelto perché non ricordiamo nessun cartone che fosse in grado di divertire tanto, con una comicità capace di sfondare qualsiasi barriera culturale.
Gigi Sullivan, meglio noto in Giappone come Kappei Sakamoto, inizia la sua avventura nel 1981 nel paese di origine, mentre in Italia si fa conoscere solamente 2 anni dopo. Nonostante la bassa statura eccelle in tutti gli sport, ma sceglie per amore la pallacanestro, visto che nella squadra di Basket c'è la bella Anna che aiuta l'allenatore.
Ogni puntata di "Gigi la trottola" è una gag dopo l'altra, con geniali intuizioni da parte dell'autore Noboru Rokuda. Facciamo riferimento alla rivalità amorosa di Gigi, che compete con il cane Salomone per il cuore di Anna. Un tocco di imprevedibile originalità quindi, ma non mancano altre scene classiche della comicità nipponica, come quella di una faccia piena di riso mangiato velocemente e goffamente.

2. Holly e Benji: amicizia e pallone

Quello che ben pochi sanno è che il titolo originale è "Capitan Tsubasa", anche se ormai per tutti noi sarà sempre "Holly e Benji". Questo cartone animato nasce in Giappone come manga nel 1981, poi anime nel 1983, sempre nel paese di origine. Quando arriva in Italia "Holly e Benji" (qui trovate tutte le puntate) ci mette ben poco a spopolare, tutti i bambini del Bel Paese sognavano da tempo un cartone animato sul loro sport nazionale.

Holly e Benji

In realtà, prima di questo c'era "Arrivano i Superboys" (merita attenzione l'autore Ikki Kaijiwara, un vero maestro del fumetto a tema sportivo giapponese), forse troppo virile e laconico per accattivarsi le simpatie dei più giovani.
Holly e Benji era passione per il calcio, ma anche diverse storie di amicizie, gag divertenti, tanto che riuscì ad attirare anche una buona fetta del pubblico femminile. Ormai sono passati decenni e alcuni bambini che sognavano di divenire professionisti vedendo quel cartone lo sono divenuti davvero. Ecco la lista dei calciatori più famosi che affermano di essere stati particolarmente influenzati da Holly e Benji: Hidetoshi Nakata, Alessandro Del Piero, Zinedine Zidane e il più giovane Neymar.

1. Kyashan: la poesia dei robot

Nel 1984 il geniale regista James Cameron scrive, insieme a Gale Anne Hurd, e dirige un film che ha dato i natali ad un vero e proprio sottogenere del cinema di fantascienza, dove robot costruiti dall'umanità iniziarono a combattere i loro padroni: ci riferiamo a "Terminator". Tale idea fu considerata innovativa, ma circa 10 anni prima la stessa intuizione fu partorita da Tatsuo Yoshida.

Kyashan

Il disegnatore giapponese creò il mito di Kyashan, una specie di Prometeo che per salvare l'umanità si mette contro quegli stessi Dei-androidi creati dal padre: robot ribelli, sfuggiti al suo controllo. Oltre all'originalità già sottolineata, "Kyashan il ragazzo androide" (esce in Giappone nel 1973 e negli anni '80 spopola in Italia) è un cartone animato pieno di simbolismo, di poesia gotica e di paura di ciò che siamo dentro. Si, perché quando l'umanità ha iniziato ad odiare e temere i robot, o ancor di più gli androdi, Kyashan veniva ancora scambiato per l'umano Tetsuya, che aveva però già rinunciato ai sentimenti per rimediare all'errore del padre.
C'è tanta confusione in questa breve sinossi, ma descrivere il miglior cartone animato degli anni '80 in poche righe è impossibile. Per onor di cronaca vi ricordiamo che nel 2004 ne uscì anche una versione aggiornata, un vero e proprio lungometraggio con attori in carne ed ossa da ben 141 minuti. L'ispiratissimo regista Kiriya Kazuaki tentò di trasportare la magia del cartone sul grande schermo, decidere se ha raggiunto lo scopo o meno lo lasciamo decidere a voi (qui trovate il cartone animato e il film).

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