L’ascesa inarrestabile dei malware e la poca propensione alla profilassi

I malware crescono senza apparente freno e soltanto la cultura del dubbio può frenarne l'ascesa.

L’ascesa inarrestabile dei malware e la poca propensione alla profilassi

L’azienda di sicurezza informatica VIPRE Security Group ha esaminato 7 miliardi di email per misurare l’incidenza dei malware e, nel report Email Security in 2024: An Expert Look at Email-Based Threats appositamente redatto, ha tirato le somme del lavoro svolto, giungendo a conclusioni che devono fare riflettere.

Un miliardo di email è stato ritenuto potenzialmente pericoloso, ovvero il 14% circa dei 7 miliardi di messaggi di sposta elettronica presi in esame. L’indagine ha coperto tutto il 2023 e i risultati sottendono al fatto che, rispetto all’anno precedente, l’aumento dei malware è stato del 276%.

Una situazione che non deve creare allarmismi ma che deve aiutare a prendere le misure con un contesto sempre più pericoloso nel quale gli antivirus sono vitali ma non sono sufficienti, anche perché le tracce virali tendono a essere aggiornate all’insorgere delle prime rilevazioni dei nuovi virus e, come tali, rischiano di esser un passo indietro (per quanto breve).

Banner di advertising in collaborazione con Emma

Gli attacchi di phishing, ossia quelle tecniche che mirano a entrare in possesso di informazioni sensibili per accedere soprattutto a conti correnti, rappresentano il 22% di tutti gli attacchi online. È bene sapere anche che gli hacker non mirano soltanto ai singoli individui nelle rispettive sfere private ma si concentrano anche su comparti quali l’istruzione, la sanità e le organizzazioni governative.

L’email rimane il vettore privilegiato dai cyber criminali e questo fa dell’operatore umano l’anello debole dell’intera catena anche se, laddove i sistemi di difesa sono validi, il perimetro di azione degli hacker viene notevolmente ristretto.

Per prevenire il peggio occorre coltivare la cultura del dubbio utile a fare in modo che ognuno, sia che agisca a titolo privato sia che lo faccia a titolo professionale, non si fidi di link inviati da mittenti sconosciuti e tenga alta l’attenzione davanti a email inviate da persone note che però trattano temi non attinenti a quelli che ragionevolmente ci si può attendere dall’interlocutore.

Tra le tante tecniche usate dal cyber crimine ci sono anche quelle di vestire i panni di persone note alle vittime: può essere il servizio clienti di una banca, un fornitore di energia o di servizi di telefonia ma anche un collega o un amico. Le email sembrano provenire da fonti attendibili ma in realtà non è così, per questo motivo è bene sapere che nessun fornitore di servizi contatta i clienti per email a fronte di eventi seri come, per esempio, l’imminente sospensione di una fornitura o una falla che mette a rischio il denaro depositato sui conti correnti.

Nel dubbio vale sempre la pena chiedere conferma al mittente dell’email. Una telefonata o un messaggio istantaneo possono essere utili a scongiurare il peggio.

Solo una buona profilassi può fermare la corsa dei malware che, oggi, sembra inarrestabile.

Le ultime news