A prima vista, il tamburello sembra quasi un giocattolo, uno di quegli strumenti musicali che chiunque può prendere in mano e scuotere a tempo. In realtà, dietro quella semplicità si nasconde un mondo. Lo trovi ovunque: nelle feste di piazza, tra i banchi di un coro gospel o nei dischi pop. È spesso il primo approccio alle percussioni perché è leggero e, diciamocelo, divertente fin dal primo colpo. Però, c’è un momento preciso in cui smetti di considerarlo un accessorio e inizi a vederlo come uno strumento vero: è lì che capisci che tra un modello e l’altro c’è un abisso, e che saperlo far suonare bene è un’altra storia.
Cambiano infatti i materiali, il tipo e il numero di sonagli (i dischi metallici che creano lo scintillio tipico del suono), la presenza o meno della pelle e persino la forma dell’impugnatura. Tutti elementi che influiscono sul modo in cui lo strumento risponde sotto le dita e sulla sua timbrica, più morbida o più brillante a seconda dei modelli.
Il vantaggio è che oggi esiste davvero una scelta vasta: dai tamburelli economici per chi vuole iniziare, ai modelli pensati per chi suona già in gruppo o fa esibizioni dal vivo. La cosa importante è capire che tipo di uso se ne farà, così da evitare acquisti istintivi basati solo sull’estetica.
Prima di mettere un tamburello nel carrello, è utile farsi qualche domanda pratica. La prima riguarda la presenza della pelle. Alcuni modelli ce l’hanno (vera o sintetica), altri no. La pelle permette di suonare anche con colpi diretti, come fosse un piccolo tamburo, dando corpo al suono. Senza pelle invece si ottiene uno strumento più leggero e brillante, perfetto per accompagnamenti ritmici continui.
Poi c’è il tema dei sonagli, che possono essere montati su una o due file. Con una sola fila il suono è più discreto e controllabile. Con due file diventa subito più ricco, presente e aperto.
Un altro aspetto da valutare è il materiale del telaio. Il legno offre in genere una sensazione più “calda” e naturale tra le mani, mentre la plastica pesa meno e resiste bene agli urti, quindi è ideale se lo strumento viene trasportato spesso. Infine conta anche l’ergonomia. Un tamburello deve stare bene in mano: una presa comoda riduce la fatica, soprattutto se lo si usa per brani lunghi.
In generale, se sei alle prime armi conviene orientarsi su strumenti leggeri e facili da controllare, mentre chi ha già un po’ di esperienza può cercare modelli più caratterizzati, con una risposta sonora più definita.
Come scegliere la tastiera musicale
Di seguito trovi i cinque tamburelli che abbiamo selezionato tenendo in considerazione il tipo di materiale e il rapporto qualità/prezzo.
Il migliore: Meinl Hand Tambourine TMT1R
Il Meinl Hand Tambourine TMT1R è un tamburello di alta qualità che da subito una sensazione di avere in mano uno strumento serio. Ha una struttura robusta e una doppia fila di sonagli che permette di ottenere una sonorità corposa e controllata.
Questo tamburello è un’ottima scelta per chi suona spesso dal vivo oppure per i musicisti che vogliono uno strumento affidabile nel tempo. La rumorosità è ben bilanciata: abbastanza brillante per accompagnare, ma non così aggressiva da risultare fastidiosa a lungo andare.
Il più professionale: LP Latin Percussion LP1207
Il Latin Percussion CP380 è un tamburello con telaio in legno, e la differenza si sente. Il legno trasmette una sensazione più tradizionale, quasi “artigianale”, ed è piacevole sia al tatto che come risonanza complessiva. I sonagli sono reattivi ma non eccessivamente squillanti, quindi il suono rimane equilibrato.
È il classico strumento che si adatta bene a chi ama la musica popolare, il folk o le sonorità acustiche. La struttura è semplice, senza fronzoli, e questo lo rende un buon compagno anche per chi sta iniziando.
Migliore rapporto qualità prezzo: Meinl Percussion HTMT1BK
Il tamburello Meinl HTMT2BK ha la classica forma “a mezzaluna”, con doppia fila di sonagli e struttura in plastica rigida. L’impugnatura è comoda e stabile, il peso è contenuto e il suono è deciso, ricco di alte frequenze, quindi emerge bene anche in mezzo ad altri strumenti.
E' perfetto per prove, cori, gruppi acustici e contesti live leggeri. Non avendo la pelle non è il modello adatto per chi vuole lavorare sulle sonorità prodotte dalle vibrazioni della membrana.
Il più economico: EASTROCK T16
L'EASTROCK T16 è il tamburello più “accessibile” del gruppo, sia come prezzo che come filosofia. Anche lui è a mezzaluna, con doppia fila di sonagli e corpo in plastica. Il suono è sorprendentemente pieno per la fascia in cui si colloca, e questo lo rende perfetto per chi vuole iniziare senza spendere troppo ma desidera comunque uno strumento dignitoso.
In pratica è una scelta valida per scuole di musica, gruppi amatoriali, laboratori e situazioni in cui lo strumento passa spesso da una mano all’altra. Non ha pretese professionali, ma svolge il suo lavoro in modo onesto.
Migliore acquisto: Remo TA-5210-70
Il Remo TA-5210-70 è un tamburello con pelle sintetica, solido, ben rifinito e con un suono particolarmente definito. I sonagli sono brillanti ma non striduli, mentre la pelle permette di lavorare sulle dinamiche con più libertà.
È il tamburello giusto per chi non vuole un semplice accompagnamento, ma considera lo strumento parte integrante dell’arrangiamento. Va bene sia per studio che per piccoli live, e si adatta a generi diversi. L’unico aspetto da considerare è che, rispetto ai modelli più basici, richiede un minimo di sensibilità in più per essere sfruttato bene.
Serve esperienza per suonare il tamburello?
Assolutamente no. Una delle ragioni per cui è così diffuso è proprio la sua immediatezza: puoi iniziare con semplici battiti regolari e poi, con il tempo, aggiungere colpi, accenti e piccole variazioni. Chiaramente, come per ogni strumento, più lo usi e più impari a controllarlo. Ma non c’è una barriera d’ingresso vera e propria.
Meglio un tamburello con pelle o senza?
Dipende da cosa vuoi farci. Se ti interessa soprattutto il classico “scintillio” dei sonagli, un modello senza pelle è più leggero, pratico e facile da suonare. Se invece vuoi anche un colpo ritmico centrale, quasi come un mini-tamburo, allora la pelle diventa fondamentale. Non esiste una scelta giusta in assoluto: conta lo stile e il contesto in cui lo userai.