I migliori biotrituratori del 2017

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5 Fattori decisivi per la scelta del biotrituratore

1. Caratteristiche di taglio

Le caratteristiche di taglio sono sicuramente il primo fattore da tenere in considerazione al momento dell'acquisto di un biotrituratore perché in base a queste potremo capire immediatamente se il prodotto che stiamo valutando è adatto al nostro giardino e al tipo di piante che abbiamo. Sarà dunque necessario valutare insieme sia il sistema adoperato che la velocità del taglio.
Esistono almeno tre tipi di sistema di taglio: il sistema a turbina, il sistema a rullo ed il sistema a lame. Vediamo ognuno di questi separatamente.

Sistema a turbina

Sistema a turbina Questo è il sistema di taglio più efficiente. Le turbine infatti permettono di triturare facilmente tutte le parti e tipologie di piante, da quelle con tronco legnoso agli arbusti flessibili, fino alle frasche. Questo vuol dire anche che sarà possibile triturare una quantità maggiore di materiale prima che il cesto si riempia, poiché i residui saranno di dimensioni inferiori rispetto a quelli lasciati da un sistema a rullo.
Data la sua versatilità, un biotrituratore a turbina è sicuramente il più adatto per chi ha un ampio giardino con una flora variegata oppure per chi ha un orto con alberi da frutto. La turbina ha inoltre il vantaggio di creare una corrente aspirante, facilitando così anche l'inserimento di foglie o rametti di piccole dimensioni.
Altro vantaggio di questo sistema è la silenziosità, dal momento che richiede al motore di effettuare un basso numero di giri al minuto.

Sistema a rullo

sistema a rulloGeneralmente più economico del sistema a turbina, è però anche meno performante. Il sistema a rullo produce infatti residui più grossi rispetto al primo, e non è altrettanto efficace sui fili d'erba e sulle foglie, che non vengono sminuzzate a sufficienza. Inoltre ha più rischio di incepparsi, e per questo alcuni biotrituratori a rullo sono dotati della funzione di inversione della rotazione, in modo da agevolare la rimozione di eventuali rami incastrati.
Rimane comunque un sistema valido per arbusti e cespugli, quindi è da consigliare a chi, ad esempio, possiede un piccolo giardino delimitato da siepi. Come il sistema a turbina, anche quello a rullo ha il vantaggio di garantire delle buone prestazioni anche a pochi giri al minuto, normalmente intorno ai 40 giri/min, quindi entrambi sono generalmente più silenziosi dei sistemi a lame, di cui ci occupiamo qui sotto.

Sistema a lame

sistema a lameÈ il sistema meno versatile, in quanto veramente efficace solo con rametti e frasche. Per essere più taglienti le lame sono infatti generalmente molto sottili e questo le rende inadeguate a tagliare rami spessi. Per questo motivo sono anche relativamente fragili e richiedono una manutenzione più frequente.
Sicuramente questo sistema ha il vantaggio di essere molto più economico degli altri sopracitati, e va bene per chi ha un piccolo orto od un giardino che non richieda una grossa manutenzione.
Per contro, un biotrituratore di questo tipo è generalmente molto più rumoroso rispetto ad uno a rullo o a turbina, perché per sminuzzare al meglio le lame dovranno muoversi ad un numero di giri molto superiore.
Maggiore sarà la velocità di rotazione delle lame, più fine sarà il trito. In media i biotrituratori a lame hanno motori dalla velocità di 4000 giri/min.

2. Motore

Strettamente connesse al sistema di taglio, le prestazioni del motore ci dicono molto circa la qualità del nostro biotrituratore. In questo caso le caratteristiche da tenere in considerazione saranno il tipo di alimentazione, la potenza del motore e la sua rumorosità.
Parliamo infatti di uno strumento da utilizzare all'aperto, in orti e giardini, per cui questi fattori ci danno molte indicazioni sul tipo e sulle modalità di utilizzo che potremo fare del nostro biotrituratore. Nei prossimi paragrafi ci occuperemo di ciascuno di questi tre aspetti relativi al motore di un biotrituratore.

Alimentazione

Esistono due tipi di biotrituratore, quelli ad alimentazione elettrica, da collegare quindi alla corrente, e quelli a benzina. Si tratta di una differenza fondamentale e non di poco conto, vediamo perché:
biotrituratore a benzina

  • Biotrituratori a benzina: questi biotrituratori offrono in genere prestazioni molto più elevate rispetto a quelli elettrici, ma sono anche molto più pesanti e costosi. Si tratta di strumenti professionali, alcuni dei quali necessitano di essere attaccati anche ad altri macchinari per essere trasportati. Per un uso domestico sono quindi assolutamente sconsigliati, anche perché le loro dimensioni sono tali che richiederebbero uno spazio apposito per essere ritirati e visto il loro peso rischierebbero addirittura di rovinare il prato e/o il giardino
  • Biotrituratori elettrici: questi sono sicuramente molto più adatti all'utilizzo domestico, perché più leggeri e maneggevoli. Inoltre le prestazioni che forniscono sono più che sufficienti per la manutenzione ordinaria del giardino e dell'orto, nonostante abbiano lo svantaggio di dover essere collegati ad una presa di corrente. Anche la lunghezza del cavo, come vedremo più avanti, ha dunque una certa importanza nella valutazione del biotrituratore, perché in base ad essa potremo capire quale margine di movimento ha il biotrituratore e se sarà eventualmente necessario acquistare anche una prolunga

In questa sede, tuttavia, ci occupiamo di modelli elettrici, dal momento che, come abbiamo visto, sono quelli più idonei ad un uso domestico.

Potenza

A prescindere dal tipo di utilizzo, la potenza è sicuramente una caratteristica fondamentale da tenere in considerazione per qualunque macchinario, attrezzo, strumento o elettrodomestico presenti un motore. Nel caso dei biotrituratori, a causa del tipo di prestazioni che devono fornire, parliamo già di potenze abbastanza elevate. In generale, possiamo classificare la potenza di questi macchinari in tale maniera:

  • Potenza bassa: inferiore ai 2000 W. In questo caso potremmo essere in presenza di un prodotto scadente o molto vecchio
  • Potenza media: compresa fra i 2000 W ed i 2500 W. Entro questi valori di potenza rientra la grande maggioranza dei biotrituratori elettrici sul mercato
  • Potenza alta: dai 2500 W a salire. Questi sono in genere anche i biotrituratori più costosi

Rumorosità

Abbiamo accennato al fatto che i biotrituratori a lame sono generalmente più rumorosi di quelli a turbina o a rullo, ed in effetti l'inquinamento acustico prodotto da queste macchine è un fattore di non poco conto. Pensiamo che in genere i biotrituratori producono emissioni sonore al di sopra dei 100 dB, quando l'orecchio umano non dovrebbe essere mai esposto a rumori superiori ai 90 dB, pena il rischio di danni permanenti all'udito. Per questo motivo è sempre preferibile scegliere un biotrituratore silenzioso, ovvero con emissioni inferiori alla soglia dei 100 dB. Ricordiamo comunque che prima di utilizzare il nostro biotrituratore è necessario munirsi di guanti, occhiali e cuffie di protezione.

3. Prestazioni

Non sono ovviamente da sottovalutare le prestazioni che il biotrituratore è in grado di fornire, perché da queste dipendono ovviamente gli usi che è possibile farne: ad esempio, valutando questi aspetti capiremo la dimensione dei rami che potremo triturare, quanti chili all'ora vengono lavorati, e altro ancora.
Premettiamo che alcuni degli aspetti legati alle prestazioni del biotrituratore sono strettamente connessi a caratteristiche strutturali di alcune delle quali ci occuperemo separatamente nella sezione dedicata alla praticità d'uso.
Abbiamo individuato due parametri che sono a nostro parere indicativi delle potenzialità di un biotrituratore a livello di prestazioni, e si tratta della capacità di taglio e della capacità di triturazione. Vediamo qui sotto di che cosa si tratta.

Capacità di taglio

tubo di inserimentoLe dimensioni del tubo di inserimento dei materiali che si vogliono triturare determinano la capacità di taglio del biotrituratore, ovvero il diametro massimo dei rami che potremo inserire nel nostro apparecchio.
Va da sé che un biotrituratore a lame avrà un tubo di inserimento più piccolo, in quanto strutturato per sminuzzare principalmente foglie o piccoli rametti, mentre uno a turbina sarà generalmente più versatile. In media la capacità di taglio è compresa fra i 38 ed i 40 mm.
Naturalmente quindi è bene valutare, in base alle piante che abbiamo nel nostro orto o giardino, che tipo di residui andremo ad inserire nel biotrituratore, in modo da non rischiare di acquistarne uno con un tubo di inserimento dalla grandezza insufficiente, o al contrario di sceglierne uno magari più costoso ma con una capacità di taglio eccessiva per le nostre esigenze.

Capacità di triturazione

La capacità di triturazione ci indica quanti chili di materiale di scarto è possibile tagliare in un'ora di utilizzo, quindi ci dà indicazioni circa la velocità della macchina.
Questa caratteristica è strettamente legata sia alla capacità di taglio, sia al numero di giri del motore, che a sua volta dipende dal sistema di taglio sfruttato dal biotrituratore: sono quindi diverse le variabili che concorrono a determinarla, ma fortunatamente è spesso indicata nella scheda tecnica dalle case di produzione.
Se abbiamo un giardino molto grande oppure se abbiamo poco tempo a disposizione per dedicarci alla cura delle piante, sarà bene scegliere un biotrituratore dalla capacità di triturazione alta, ovvero al di sopra dei 200 kg/h. Se invece abbiamo bisogno di tagliare giusto qualche frasca, allora potremo anche scendere al di sotto dei 100 kg/h. Un buon compromesso è quello di scegliere un biotrituratore che abbia una capacità di triturazione compresa fra i 150 ed i 200 kg/h.

Oltre a questi due parametri, è molto importante valutare anche, nel caso sia previsto un contenitore di raccolta, la sua capienza, poiché dovrebbe essere commisurata alla capacità di triturazione del biotrituratore, onde evitare da un lato di dover interrompere il lavoro molto di frequente per svuotarlo, qualora fosse troppo piccolo, dall'altro un ingombro eccessivo e immotivato, nel caso di un contenitore troppo grande. Di questo aspetto ci occuperemo comunque nell'esame del quarto fattore decisivo nella scelta del biotrituratore, quello relativo alla praticità d'uso.

4. Praticità d’uso

Anche se non rientra nelle caratteristiche tecniche fondamentali, la praticità d'uso di un prodotto è un fattore importante da tenere in considerazione perché influenza la nostra predisposizione d'animo al suo utilizzo. Un prodotto con eccellenti specifiche tecniche ma estremamente scomodo difficilmente ci invoglierà ad utilizzarlo. Onde evitare dunque di spendere anche un'importante somma di denaro per poi dimenticare l'oggetto in un angolo, sarà dunque importante non sottovalutare quegli accorgimenti che ne facilitano l'utilizzo, che vediamo nei prossimi paragrafi.

Cesto di raccolta

cesto di raccolta trasparente
Il cesto è una componente importante di un biotrituratore perché è il luogo dove viene raccolto il triturato. Non tutti i biotrituratori sono dotati di cesto integrato, i modelli più economici ad esempio preferiscono lasciare all'utente la responsabilità di trovare un cesto raccoglitore adatto alle proprie esigenze.
Per quanto la presenza di un supporto di raccolta integrato incida sul prezzo finale del biotrituratore, è sicuramente preferibile a nostro avviso scegliere un modello dotato di tale accorgimento.
Nel caso si decidesse di optare per un modello con cesto raccoglitore, sarà poi utile prendere in considerazione altre due caratteristiche, la sua capacità ed il materiale di cui è fatto, che vediamo qui sotto:

  • Capacità: la capacità di un contenitore si misura in litri e tanto maggiore sarà tanto più a lungo potremo utilizzare il biotrituratore senza svuotare il cesto di raccolta. In media i biotrituratori con cesto integrato hanno una capacità di raccolta intorno ai 50 l
  • Materiale: mentre i contenitori acquistabili separatamente sono generalmente sacchettoni in plastica morbida (ma ovviamente può essere usato qualsiasi contenitore di dimensioni adeguate), il cesto integrato è generalmente in plastica rigida, e questo lo rende più pratico da trasportare e da agganciare alla macchina. In alcuni modelli inoltre quest'ultimo è trasparente, in modo tale che si possa sempre controllare senza rimuoverlo che livello di riempimento si è raggiunto

Sicurezza

Fra le funzioni extra, quella che non dovrebbe mai mancare è un sistema di sicurezza. Stiamo parlando infatti di macchine dotate di parti affilate messe in azione da un motore, che dunque possono essere estremamente pericolose in caso di incidente.
Alcuni modelli si limitano a racchiudere il sistema di taglio all'interno del corpo della macchina, altri invece sono dotati di un dispositivo di sicurezza che impedisce al motore di azionarsi se il cesto di raccolta non è inserito.
Un altro accessorio utile per la sicurezza e presente in quasi tutti i biotrituratori è la paletta convogliatrice. Questa si rivela particolarmente utile sopratutto qualora si lavorassero materiali come foglie e frasche, perché consente di spingere gli elementi più leggeri verso il sistema di taglio senza avvicinarvisi con le mani.

Caratteristiche accessorie

Altre caratteristiche accessorie meno fondamentali ma decisamente pratiche sono, ad esempio, la manopola di regolazione del taglio per regolare la dimensione degli scarti triturati o il sistema di riavvolgimento automatico del cavo che, come negli aspirapolvere, viene riavvolto all'interno della struttura per non occupare spazio e soprattutto non ingarbugliarsi ed essere mantenuto in ordine quando il biotrituratore non è in funzione.
In alcuni modelli infine l'imbuto di raccolta è removibile, utile, per esempio, per chi possiede un capanno degli attrezzi con più scaffali.

5. Trasportabilità

Trattandosi di macchine da utilizzare in giardino, anche la trasportabilità è un fattore importante, perché influisce sulla mobilità del nostro biotrituratore e sulla semplicità con cui potremo spostarlo, ad esempio se abbiamo un giardino molto grande. Pensiamo infatti che alcuni modelli arrivano a pesare anche 30 kg, e difficilmente i rami da triturare si troveranno tutti nello stesso luogo. Vediamo quindi quali sono gli elementi da considerare per valutare la trasportabilità del biotrituratore:
maniglia e ruote

  • Dimensioni e peso: sistema di taglio, motore e capacità di taglio sono tutti fattori che influenzano le dimensioni ed il peso del biotrituratore. È possibile trovare in commercio sia biotrituratori molto pesanti, dal peso compreso fra i 20 ed i 30 kg, sia biotrituratori dal peso inferiore ai 15 kg. Va da sé che, per mantenere il peso basso, questi ultimi dovranno necessariamente sacrificare qualcosa in termini di prestazioni. Non è possibile dunque paragonare un biotrituratore a turbina dal peso di 30 kg con uno a lame del peso di 12 kg, ma sicuramente il peso potrà essere una variabile da tenere in considerazione quando si abbia intenzione di confrontare due biotrituratori appartenenti alla stessa famiglia. Un discorso analogo può essere fatto per le dimensioni, con la variabile dell'altezza: trattandosi infatti di una macchina che ha un caricamento dall'alto, tanto maggiore sarà l'altezza del biotrituratore, tanto più scomodo potrebbe risultare inserire i rami nella trimoggia (l'imbuto di raccolta)
  • Ruote: parlando di mobilità è sicuramente una caratteristica da tenere presente. Questo non solo perché, come abbiamo visto, alcuni modelli sono particolarmente pesanti, ma anche perché la loro presenza ci consente di poterci spostare , senza dover ogni volta trasportare i rami vicino al biotrituratore. Le ruote devono essere di una grandezza tale da scorrere facilmente su tutti i tipi di terreno, dal prato al vialetto
  • Lunghezza del cavo: chiaramente, poiché il motore funziona a corrente, il raggio di movimento del biotrituratore sarà determinato anche dalla lunghezza del cavo, e dall'eventuale presenza di una prolunga. In particolare, se lo spazio in giardino è  molto esteso oppure se la prima presa di corrente non si trova nelle nostre vicinanze, sarà importante valutare di quanti metri di cavo avremo bisogno per raggiungere comodamente tutti i luoghi dove desideriamo posizionare la macchina
  • Maniglia: la presenza di una maniglia ergonomica agevola gli spostamenti perché permette di trascinare il biotrituratore senza fatica. La presenza di un appiglio apposito è inoltre fondamentale per evitare di afferrare il modello in maniera impropria rischiando di danneggiarlo o di farsi male

Altri fattori da tenere in mente per la scelta del trapano

I materiali sono importanti?

La grande maggioranza dei biotrituratori sul mercato ha una struttura esterna in materiali plastici. In questo caso infatti la plastica offre diversi vantaggi in quanto economica, leggera e allo stesso tempo resistente. Poiché infatti già lo stesso sistema di taglio ed i componenti del motore influenzano molto il peso complessivo del prodotto, è importante evitare di sovraccaricare la struttura utilizzando materiali sì più resistenti, ma anche più pesanti. Inoltre la plastica ha il vantaggio di poter essere anche trasparente e questo ad esempio si rivela utile nel caso del cesto di raccolta, poiché, come abbiamo visto, la sua trasparenza consente di monitorare il livello di riempimento senza dover interrompere il lavoro.

La marca è importante?

Trattandosi di  macchine che prevedono un, seppur minimo, livello di pericolo, vista la presenza di elementi affilati in movimento, è sicuramente consigliabile rivolgersi sempre a marchi affidabili, che sono spesso garanzia di qualità. Questo non solo per essere sicuri che i componenti utilizzati siano a norma e quindi non ci siano rischi per l'utente, ma anche per non rischiare di trovarsi con un prodotto di qualità scadente che presenti dei problemi subito dopo l'acquisto. Fra le marche più famose e affidabili c'è sicuramente la Bosch, che produce biotrituratori a lama, a rullo e a turbina, ma anche la Einhell, specialista nel settore del fai da te e del giardinaggio.

Il prezzo è importante?

Di biotrituratori elettrici ne esistono di ogni fascia di prezzo, da quelli che superano i 350 € e si collocano nella fascia alta, a quelli di fascia di prezzo bassa dal prezzo compreso fra i 100 ed i 200 €: il prezzo è indicativo di alcune caratteristiche del prodotto, ad esempio il sistema di taglio utilizzato incide molto sul prezzo finale di un biotrituratore. Chiaramente a un prezzo più alto corrispondono anche maggiori prestazioni, per cui sarà bene capire prima di procedere all'acquisto che tipo di utilizzo vogliamo fare del biotrituratore. Chi necessita di un macchina da poter utilizzare con diversi tipi di piante, che sia in grado di triturare sia rami di grosse dimensioni che foglie e fili d'erba dovrà orientarsi necessariamente verso l'acquisto di un biotrituratore a turbina dal prezzo più elevato, mentre chi invece necessita di un prodotto da utilizzare principalmente con rametti e frasche potrà orientarsi anche su un biotrituratore a lame in fascia di prezzo bassa.

Quali sono i migliori biotrituratori del 2017?

La tabella dei migliori biotrituratori del 2017 scelti dalla redazione di QualeScegliere.it

Prodotto Voto finale Recensione
Bosch AXT 25 TC 9,1 Recensione
Ikra Egn 2500 7,5 Recensione
Bosch AXT Rapid 2200 7,1 Recensione
Einhell GH-KS 2440 7,2 Recensione
Al-Ko Easy Crush MH 2800 7,2 Recensione

Biotrituratori: tutti i prodotti recensiti

Domande e risposte su Biotrituratore

  1. 1
    Domanda di Ivo ZANIN | 19 giugno 2017 at 15:16

    Il prezzo su AMAZON del biotrituratore BOSCH AXT 25 TC non corrisponde a quello da voi indicato, qual’è quello esatto?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 20 giugno 2017 at 17:45

      Ci sono diversi rivenditori, ma cliccando sul tasto amazon della nostra recensione dovresti trovare lo stesso prezzo una volta nel sito di vendita.

  2. 1
    Domanda di mauro | 11 novembre 2016 at 14:35

    Salve cerco biotrituratore per siepi e rami fino a un max 5 di diametro, a scoppio.Grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 14 novembre 2016 at 12:38

      Non trattiamo ancora modelli a scoppio, puoi però vedere se il modello DENQBAR 5,1 kW può soddisfare la tua ricerca.

  3. 1
    Domanda di Daniele Baravelli | 12 agosto 2016 at 23:19

    vorrei acquistare biotrituratore a benzina; ho un giardino di circa 2500 mt. abito tra Bologna e Ferrara vorrei trovare un venditore con assistenza

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 23 agosto 2016 at 12:56

      Puoi vedere il modello DENQBAR 11 kW caratterizzato da buoni dati tecnici, il marchio è famoso e dovresti avere sempre facilità nel reperire ricambi o simili.

  4. 1
    Domanda di Angelo | 4 agosto 2016 at 18:02

    Cerco un biotrituratore per canne di bambu’ con apertura orizzontale. Grazie per la risposta.

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 8 agosto 2016 at 14:53

      Puoi vedere il modello 2400 w Excel, che però ancora non abbiamo recensito per il nostro catalogo.

  5. 0
    Domanda di Alessio | 5 agosto 2017 at 12:11

    Ha senso acquistare un biotrituratore elettrico economico (spesa inferiore ai 200€) per sminuzzare grandi quantità di aghi di pino secchi?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 7 agosto 2017 at 13:34

      Se metti solo aghi di pino rischi di intasare il biotrituratore, dovresti mettere dentro anche altri materiali.

  6. 0
    Domanda di Federico | 1 giugno 2017 at 06:36

    Quale suggerireste per tributare soprattutto rami di agrumi ulivo mandorlo sia verdi che secchi?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 1 giugno 2017 at 16:22

      Molto dipende dalle dimensioni dei rami e della quantità degli elementi da lavorare, noi consideriamo il Bosch AXT 25 TC come uno dei migliori modelli non professionali, leggendo la recensione capirai se è il prodotto adatto a te o meno.

  7. 0
    Domanda di alberto | 10 maggio 2017 at 20:30

    Ho un terreno di ca800m2 con una siepe di ca100m di fotinia ed altre piante, pianta magnolia, faggio pendulo, kiwi, caco, melo, pero,… Trituratore?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 12 maggio 2017 at 13:05

      Potresti prendere in considerazione il modello Bosch AXT 25 TC, altrimenti, se vuoi qualcosa di più prestante deve pensare ai modelli professionali.

  8. 0
    Domanda di isacco | 5 maggio 2017 at 08:03

    Buongiorno. Per l impiego del legno triturato come pacciamatura é consigliabile un biotrituratore o un cippatore? Grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 5 maggio 2017 at 12:37

      Dirti quale sia la soluzione migliore non è facile, anche perché non abbiamo molte informazioni sui cippatori in commercio. Possiamo dirti che un biotrituratore è sicuramente idoneo per la pacciamatura: si possono triturare le ramaglie potate e simili, come ramoscelli o siepi, e col materiale bio ottenuto usarlo nella pacciamatura. Po basterà spargere il composto sul terreno.

  9. 0
    Domanda di tonino | 11 marzo 2017 at 22:50

    Salve.
    Devo acquistare un biotrituratore, spesa intorno tra gli 800- 1200.macinare rami di ulivo ed altro genere (legno duro), diam. cm 5-6.
    grazie.

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 13 marzo 2017 at 12:54

      Considerando quanto vuoi spendere ti segnaliamo il Wortex Biotrituratore a Scoppio Chipper 200 Loncin G200 196 Cc, che può triturare rami sino a 70 mm.

  10. 0
    Domanda di Nicola Marone | 1 marzo 2017 at 08:40

    Salve,
    Ho un giardino di 800 mq con prato, siepe di alloro L m 40 h. 1,80, piante di pesche e agrumi. Trituratore a lame o rullo? € 100/200
    Grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 3 marzo 2017 at 12:21

      Rimanendo nella fascia di prezzo da te indicata puoi pensare al Bosch AXT Rapid 2200, che può operare sino a 40 mm di taglio massimo.

  11. 0
    Domanda di Giacomo mura | 25 febbraio 2017 at 16:23

    Cerco un biotrituratori….a scoppio per tritturare fogliame e rami da 4mm. Con beccucio e imbuto ampio….possibilmente a rullo ho turbina.

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 27 febbraio 2017 at 10:10

      Non ci occupiamo direttamente di biotrituratori a scoppio, possiamo però indicarti il DENQBAR 5,1 kW (7 CV) , che lavora sino a rami spessi di 76 mm.

  12. 0
    Domanda di aldo pastore | 20 dicembre 2016 at 15:40

    ho letto diverse recensioni su Bosch AXT 25 TC : evidenziano una certa lentezza nell’operare.E’ vero?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 21 dicembre 2016 at 09:47

      Non abbiamo esperienze dirette in merito, vediamo però che ci sono perlopiù post positivi, e che la potenza è alta, se vuoi un modello veloce dovresti prendere quelli professionali, però molto più costosi e con motore a benzina, facci sapere.

  13. 0
    Domanda di aldo pastore | 15 dicembre 2016 at 17:09

    Esprimo i più sentiti ringraziamenti per la risposta,aggiungo che le mie esigenze sono di triturare rami post-potatura di circa una decina di alberi .

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 16 dicembre 2016 at 15:15

      Devi verificare il diametro dei rami, una volta fatto questo devi solamente vedere se i modelli che ti interessano indicano tale possibilità. Ad esempio, acquistando il modello Bosch AXT 25 TC puoi triturare rami sino a 45 mm.

  14. 0
    Domanda di aldo pastore | 11 dicembre 2016 at 17:34

    Sto pensando di acquistare un biotrituratore elettrico e sarei orientato per MAKITA ud 2500 .Chiedo,molto cortesemente,un
    parere professionale .
    Rin

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 12 dicembre 2016 at 09:22

      Il modello da indicato non lo conosciamo direttamente, ma soprattutto non ci dici quelli che sono le tue necessità. Aspettiamo quindi maggiori informazioni per darti una risposta professionale, nel frattempo ti consigliamo di leggere la recensione del Bosch AXT 25 TC, tra i migliori in commercio non professionali.

  15. 0
    Domanda di gerardo | 22 novembre 2016 at 20:47

    vorrei acquistare un biotrituratore per ramaglie d’olivo il cui cippato che esce deve essere sottile per pellettarlo, grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 23 novembre 2016 at 15:43

      Non abbiamo esperienze dirette con la tua esigenza specifica, ma pensiamo che il Bosch AXT 25 TC possa lavorare bene anche i rami d’ulivo, considera che il motore è potente e che può trattare rami sino a 45 mm di spessore.

  16. 0
    Domanda di caputo donato | 10 novembre 2016 at 17:38

    cerco biotrituratore professionale elettrico per raccolta e trattamento dei residui verdi a collegarsi al motore di autocarro con cassone ribaltabile

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 14 novembre 2016 at 12:37

      Ancora non trattiamo direttamente modelli professionali, puoi però vedere se il Biotrituratore elettrico AL-KO onnivoro 2500 W – 230 V TCS Duotec può soddisfare le tue esigenze.

  17. 0
    Domanda di vito DE DIA | 22 settembre 2016 at 14:38

    cerco un biotrituratore per 117 piante di ulivo, con capacita di taglio di 4 cm, con motore elettrico trifase

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 23 settembre 2016 at 13:32

      Possiamo indicarti il modello Tritone trifase 4 HP, modello che sembra poterti soddisfare in pieno.

  18. 0
    Domanda di andrea panigo | 3 agosto 2016 at 20:10

    cerco minitrituratore elettrico max 1200 watt – 220 volt capacità di taglio 10 – 15 millimetri grazie.

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 4 agosto 2016 at 16:56

      Non troviamo in commercio modelli sotto le 2000 Watt, puoi vedere il BLACK+DECKER GWC3600L20-QW che funziona a batteria.

  19. -1
    Domanda di Gianluca | 29 aprile 2017 at 13:58

    Salve.. Ma se fossi interessato ad una macchina più grande da attaccare direttamente su di un furgone?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 2 maggio 2017 at 17:24

      Se cerchi un modello professionale puoi vedere il BIOTRITURATORE CIPPATORE ZENIA , un modello particolarmente potente (10 HP).

  20. -2
    Domanda di vito DE DIA | 29 luglio 2016 at 17:06

    cerco un biotrituratore per 117 piante di ulivo, con capacita di taglio da un min di 4 ad un mass di 5 mm, con motore a scoppio e/o benzina/gasolio,

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 1 agosto 2016 at 12:08

      Se devi biotriturare elementi di massimo 5 mm non ti serve prendere un modello a benzina, anche forse intendevi 5 cm e non mm. Puoi vedere quindi il DENQBAR 5,1 kW (7 CV) , che opera con rami sino a 76 mm.

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