Le migliori biciclette elettriche del 2017

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5 Fattori decisivi per la scelta della bicicletta elettrica

1. Motore

Il primo fattore da tenere in considerazione nella scelta di una bicicletta elettrica è sicuramente il motore, perché è senza dubbio il componente centrale di questo tipo di prodotto. Prima di vedere nel dettaglio le caratteristiche in base a cui vi suggeriamo di valutare il motore di una bicicletta elettrica, vogliamo in questa sede fare una piccola precisazione, spiegando come dal tipo di motore dipenda l'appartenenza di un prodotto alla famiglia delle biciclette elettriche.

Ciclomotore o bicicletta elettrica?

Bicicletta a pedalata assistitaIn rete come altrove, il termine "bicicletta elettrica"e la sua versione inglese "e-bike" vengono usati indistintamente per indicare sia i ciclomotori, sia le biciclette a pedalata assistita (quest'ultime chiamate anche pedelec, bipa o pas). In realtà è bene specificare che all'interno dell'Unione Europea esiste una specifica normativa di legge che regola e determina le caratteristiche che il motore di una bicicletta elettrica deve avere perché questa possa essere definita tale. Il motore dovrà:
  • Avere una potenza nominale inferiore ai 250 W
  • Attivarsi autonomamente e solamente in concomitanza alla pedalata. A pedali fermi anche il motore dovrà spegnersi automaticamente
  • Erogare una potenza massima alle basse velocità per poi diminuire gradualmente, fino ad arrestarsi al raggiungimento della velocità di 25 km/h
Qualunque mezzo a due ruote che abbia un motore che non soddisfi questi requisiti non potrà circolare sulle piste ciclabili, e dovrà essere assicurato e munito di targa. Noi con il termine "bicicletta elettrica" ci riferiremo sempre alle biciclette a pedalata assistita. Nonostante la sua ambiguità, abbiamo infatti preferito servirci di questo termine perché più immediato e di più facile comprensione. Consigliamo però di prestare sempre molta attenzione alle specifiche tecniche prima di procedere all'acquisto di una bicicletta elettrica, onde evitare brutte sorprese o rischiare di incappare in multe e sanzioni.

Il motore

Vediamo ora nelle prossime sezioni le caratteristiche specifiche del motore che ne influenzano le prestazioni, e che suggeriamo di valutare nella scelta della bicicletta elettrica.
Potenza
Abbiamo visto come a causa delle normative sopraelencate non sia possibile per una bicicletta elettrica montare un motore dalla potenza nominale maggiore ai 250 W, tuttavia è anche raro trovare motori dalla potenza inferiore. L'indicazione della potenza è inoltre associata al voltaggio della batteria, per cui il dato che troveremo sulla scheda tecnica della nostra bicicletta sarà per esempio 250W/24V, oppure 250W/36V. Ai fini della potenza erogata dal motore il voltaggio non cambia nulla, ma sarà utile tenerlo presente quando sarà necessario sostituire la batteria. Va inoltre ricordato che al raggiungimento della velocità di 25 km/h il motore si arresterà: ciò non vuol dire che non sarà più possibile continuare la pedalata, ma che la velocità mantenuta sarà data solo dalla forza delle gambe, almeno fino a quando non si sarà tornati sotto il limite dei 25 km/h.
Tipologia
Esistono due tipi di motore per biciclette: i motori brushed e i motori brushless. I motori brushed sono motori a corrente alternata, mentre i brushless a corrente continua. Al giorno d'oggi la tecnologia dei motori brushed, anche detti "a spazzole", è ormai superata e questo tipo di motore non è più utilizzato perché più pesante, ingombrante e meno efficiente del secondo. La tecnologia brushless, "senza spazzole", sarà dunque da preferire in quanto inciderà sia sul peso complessivo della bici sia sulle sue prestazioni.
Posizione
Anche la stessa posizione del motore deve essere presa in considerazione. Il motore infatti può trovarsi sul mozzo (il centro della ruota dove convergono i raggi) della ruota anteriore, sul mozzo della ruota posteriore, oppure in posizione centrale, ovvero sul perno dove si innestano i pedali. Vediamo in che modo il posizionamento del motore influisce sulle prestazioni della bicicletta: motore per bicicletta elettrica Bosch
  • Motore anteriore: il motore collocato sul mozzo dell ruota anteriore è sicuramente il più facile da montare perché non intralcia la catena ed i pedali. Tuttavia tale posizionamento modifica la trazione della bicicletta, che naturalmente sarebbe posteriore, e può creare uno squilibrio nella distribuzione dei pesi e alcune difficoltà nella guida. Ad esempio in caso di pioggia, su salite ripide o su sterrati, la ruota anteriore rischierà di perdere aderenza, ed essendo quella trainante potrebbe slittare rendendo meno stabile la bicicletta
  • Motore posteriore: con il motore posteriore non si hanno problemi di slittamento, poiché non è modificata la trazione della bicicletta, ma segnaliamo che per la sua vicinanza agli ingranaggi del cambio un tale motore potrebbe risultare più scomodo da montare. Non si tratta solo di un problema per il produttore, ma anche per lo stesso ciclista, che nel caso in cui si dovesse trovare a sostituire la ruota in caso di foratura dovrebbe procedere prima a scollegare il cavo del motore
  • Motore centrale: è la soluzione più pratica, ma anche la più costosa. Mentre infatti i motori a mozzo possono essere montati anche su biciclette standard (sul mercato esistono numerosi kit di conversione), il motore centrale non può essere montato successivamente, dunque anche lo stesso telaio dovrà prevedere una struttura specifica per accoglierlo, salvo rarissime eccezioni. A nostro avviso questa rappresenta comunque la soluzione migliore, perché il motore così posizionato non interferisce con il montaggio o lo smontaggio delle ruote ed è abbinabile sia a sensori di torsione, sia a sensori di pedalata (di cui parleremo più avanti)

2. Batteria

batteria al litioStrettamente connessa al motore è la batteria. Essa determina l'autonomia della bicicletta elettrica, ovvero il tempo ed i chilometri per cui sarà possibile utilizzarla prima di doverla ricaricare. Nell'elenco a seguire vediamo quali sono i parametri in base a cui si può valutare l'efficienza di una batteria:
  • Tecnologia: le batterie possono essere al nichel-idruro di metallo (Ni-MH), al piombo gel o al litio. Senza andare troppo nel dettaglio, le migliori sono sicuramente le batterie al litio, in quanto sono quelle che garantiscono il miglior rapporto peso/capacità. Questo significa che, se confrontate con le batterie al piombo o al nichel, a pari capacità le batterie al litio saranno le più leggere. Inoltre, a parità di autonomia, le batterie al litio richiedono un tempo inferiore di ricarica
  • Capacità: la capacità di una batteria indica la quantità di Watt che è in grado di erogare all'ora (viene indicata in Watt-ora, Wh). La quantità di Wh indica dunque quanta "energia" la batteria potrà fornire al motore della bicicletta. Chiaramente, quanta più assistenza chiederemo al motore, tanto minore sarà la durata della batteria. Per calcolare la capacità di una batteria basterà moltiplicare il voltaggio (V) della batteria per l'intensità della corrente all'ora (Ah), quindi una batteria da 36 V e 10 Ah avrà una capacità di 360 Wh. Sotto i 360 Wh possiamo parlare di una batteria a capacità bassa, mentre sopra i 450 Wh parliamo già di batterie ad alta capacità
  • Autonomia: calcolare l'autonomia media di una batteria non è facile, perché entrano in gioco moltissimi fattori, la maggior parte dei quali non dipendenti dalle caratteristiche tecniche della bicicletta (peso del ciclista, della pendenza della strada, del tipo di terreno, livello di assistenza, velocità). Inoltre la stessa batteria invecchierà nel tempo riducendo progressivamente le sue prestazioni, fino a terminare il suo ciclo intorno al terzo anno. Inoltre l'autonomia è legata a doppio filo alla capacità della batteria stessa. In generale si può dire che le moderne biciclette elettriche hanno un'alta autonomia se è superiore agli 80 km, media se è compresa fra gli 80 ed i 50 km, bassa se inferiore ai 50 km
  • Posizione: infine anche la posizione della batteria ha la sua importanza, in quanto influisce sull'equilibrio dei pesi della bicicletta. La batteria può infatti essere posizionata o sul portapacchi, oppure sul triangolo del telaio. Questa seconda collocazione è da preferire, non solo perché non sbilancia ulteriormente il carico della bicicletta sulla ruota posteriore, ma anche perché consente di liberare lo spazio del portapacchi, sul quale invece sarà possibile montare un cestino o un seggiolino per bambini

3. Assistenza alla pedalata

A differenza di un ciclomotore, il motore di una bicicletta elettrica deve arrestarsi completamente a pedali fermi. Vediamo nelle prossime sezioni in cosa consistono i sensori che permettono che questo accada e come valutarli.

Sensori di rilevazione

Il sistema di rilevazione della pedalata consente dunque di comunicare alla centralina del motore quando attivarsi. Ne esistono di due tipi: il sensore di rotazione e il sensore di sforzo, vediamo in cosa differiscono: Sensore per bicicletta elettrica
  • Sensore di rotazione o di pedalata: con questo tipo di sensore il consenso all'attivazione del motore avviene contestualmente alla pedalata. Ciò significa in pratica che il sensore invia il segnale di accensione del motore solo nel momento in cui rileva il movimento dei pedali, per cui la prima pedalata dopo uno stop è completamente a carico del ciclista. Già alla seconda pedalata però il motore si avvia, fornendo una spinta costante non modulabile secondo il livello di assistenza impostato dall'utente. Questo sistema permette la cosiddetta pedalata simbolica, ovvero è possibile procedere senza alcun reale sforzo della muscolatura, ma lasciandosi trasportare interamente dal motore. Ricordiamo comunque che per rientrare nella categoria di bicicletta elettrica il motore dovrà smettere di fornire assistenza al raggiungimento dei 25 km/h, e potrà riattivarsi solamente quando la velocità sarà scesa sotto tale soglia
  • Sensore di sforzo: questo tipo di sensore rileva invece la pressione esercitata dal ciclista sui pedali, ed ha il vantaggio di attivarsi contestualmente alla prima pedalata, non appena il piede preme sul pedale. Il tipo di assistenza fornita è di tipo modulare, ovvero aumenta e diminuisce in relazione allo sforzo che stiamo compiendo. Questo da un lato fa sì che la pedalata sia più naturale e che il ciclista sia sottoposto a un reale esercizio fisico per quanto leggero. D'altra parte non è possibile lasciarsi trasportare interamente dal motore, poiché questi si arresta non appena smette di rilevare la pressione sui pedali. Per quanto non esista un sensore migliore in assoluto, poiché molto dipende dalle proprie esigenze e dall'utilizzo che si desidera fare della bicicletta elettrica, il sensore di sforzo presenta l'indubbio vantaggio di mantenere circolazione e muscolatura attive, ed è un ottimo esercizio fisico per i meno allenati

Livelli di assistenza

Entrambi i sensori possono offrire diversi livelli di assistenza alla pedalata. Si va da un minimo di due livelli a crescere, con una media fra i 3 ed i 5. Chiaramente, maggiore è la possibilità di scelta, maggiore sarà anche la possibilità di regolare la spinta che vogliamo ricevere dal motore. Un motore con più di 5 livelli di assistenza si può considerare di alta qualità, mentre al di sotto dei 3 stiamo parlando di motori economici dalle basse prestazioni.

4. Struttura

Le valutazioni relative alla struttura sono sicuramente simili a quelle che andrebbero effettuate nella scelta di una bicicletta standard. Tuttavia è bene non sottovalutare l'importanza degli aspetti legati ai componenti fisici della bicicletta elettrica, prima di tutto perché da essi dipende in larga parte la comodità di utilizzo della bici, e in secondo luogo perché questi dovranno interagire con le parti più specifiche della bicicletta elettrica, come la batteria e il motore. Nei prossimi paragrafi ci occuperemo separatamente e in modo dettagliato di tutti gli aspetti strutturali che è bene valutare nella scelta della bici elettrica, in particolare del telaio, della forcella con gli eventuali ammortizzatori, del cambio, del sistema frenante e delle ruote.

Telaio

Ci sono diversi aspetti da considerare nella valutazione del telaio di una bicicletta elettrica, e nelle prossime sezioni li esamineremo in maniera dettagliata.
Peso e taglia
Per quanto leggera una bicicletta elettrica possa essere, difficilmente potrà competere nel peso con una bicicletta standard. In generale possiamo così considerare una bicicletta elettrica in base al suo peso:
  • Leggera: peso inferiore ai 20 kg
  • Peso medio: fra i 20 e i 22 kg
  • Pesante: peso compreso fra i 23 ed i 28 kg
  • Molto pesante: peso superiore ai 28 kg
A meno che non si decida di montare un kit di conversione su una bicicletta normale, lo stesso telaio dovrà inoltre avere una struttura adeguata a supportare il peso del motore e della batteria, quando non sia direttamente conformato ad accogliere un motore centrale. È dunque importante che il telaio sia allo stesso tempo robusto e leggero, oltre ad essere disponibile in diverse misure (in gergo, taglie) per adattarsi al meglio alla corporatura dell'utente.
Forma
bicicletta elettrica pieghevole Per quanto riguarda la morfologia della bici, è da notare che anche la principale destinazione d'uso di una bicicletta esercita un'influenza sulla forma del telaio, che tenderà ad esempio ad essere più sottile nel caso di una bici da corsa e più spesso e robusto nel caso di una mountain bike. In questa sede ci occupiamo principalmente di city bike. Benché qualunque bici possa anche essere usata in città, è consigliabile in una city bike che il manubrio si trovi in una posizione leggermente più elevata rispetto a quella, per esempio, di una bici da corsa, in modo da garantire una postura più eretta della colonna vertebrale, per non indolenzire la schiena e le spalle durante la pedalata. Sempre a proposito della forma, diciamo che recentemente è esploso il mercato delle biciclette pieghevoli, che ha toccato anche il mondo delle bici elettriche. Poter piegare il telaio della propria bici è certamente un vantaggio in più, in particolare per chi vive in città con carenza di parcheggi di biciclette o dove il tasso di furti è elevato, perché tale caratteristica rende possibile parcheggiare comodamente la bicicletta in casa o in ufficio.
Materiale
Anche il materiale del telaio ha la sua importanza, dal momento che influisce direttamente sul peso della bicicletta. I materiali più comuni sono l'acciaio, l'alluminio e la fibra di carbonio. Il primo è sicuramente il più economico ma più pesante fra i tre, mentre la fibra di carbonio è la più leggera, ma la sua robustezza dipende dl numero di strati di cui è composta. Per andare sul sicuro, potrebbe essere consigliabile scegliere un telaio in alluminio, leggermente più pesante della fibra di carbonio, ma resistente e versatile.

Forcella e ammortizzatori

Forcella ammortizzataLa forcella è la parte anteriore del telaio dalla forma biforcata che accoglie la ruota anteriore della bicicletta. Può essere dello stesso materiale del telaio, di lega ammortizzata, o dotata di ammortizzatori. Quest'ultima è sicuramente la soluzione migliore nel caso di una bicicletta elettrica, poiché consente, appunto, di attutire i colpi e gli urti dovuti a buche o a terreni accidentati che potrebbero anche in alcuni casi danneggiare le parti più delicate del motore.

Cambio e marce

Sul mondo dei cambi e delle marce si potrebbe aprire un discorso a parte, che potrebbe risultare noioso e complesso ai più. Per scegliere il sistema di trasmissione più adatto alle vostre esigenze, può tuttavia essere utile un breve accenno a come è fatto e come funziona il cambio della bicicletta.
Funzionamento del cambio
In pratica, la trasmissione del movimento in una bicicletta avviene attraverso due ruote dentate collegate da una catena, la prima delle quali, chiamata corona, è azionata dal movimento dei pedali, mentre le seconda, chiamata pignone, è di dimensioni leggermente inferiori e montata sul mozzo della ruota posteriore. L'ingranaggio composto dai pedali e dalla corona anteriore prende il nome di guarnitura. Grazie ai pedali muoviamo la corona che, a sua volta, trasmette attraverso la catena la forza motrice al pignone, facendo girare la ruota posteriore. Corona e pignone possono disporre di più ruote dentate di dimensioni diverse, cosicché è possibile modificare a seconda delle esigenze la "durezza" della marcia, da cui dipende la forza che è necessario applicare sui pedali per muovere la bicicletta. Vediamo ora i diversi sistemi di trasmissione di cui una bicicletta può disporre, le loro caratteristiche salienti e i vantaggi e gli svantaggi di ciascuno.
Un solo rapporto
guarnituraIl meccanismo di trasmissione più semplice è quello a un solo rapporto, e prevede una sola corona per la guarnitura ed una sola ruota dentata per il pignone. Le biciclette dotate di questo tipo di trasmissione sono generalmente sconsigliabili in città, perché la presenza di un solo rapporto non consente di modulare la spinta che dobbiamo imprimere ai pedali per fare avanzare la bicicletta, caratteristica che tornerebbe utile ad esempio in presenza di salite o dopo uno stop.
Un deragliatore (posteriore)
Come detto, maggiore è il numero di ruote dentate, più marce avremo sulla nostra bicicletta. Il tipo di trasmissione più comune che si possa trovare è quella che presenta una sola corona sulla guarnitura e più pignoni di diametro differente sul mozzo, chiamati anche velocità. Chiaramente più velocità avremo a disposizione, maggiore sarà la possibilità di modulare la forza che dovremo imprimere sui pedali in relazione al tipo di terreno e alla sua pendenza. Questo è sicuramente il tipo di trasmissione più adatto a tutti, perché la marcia è regolata solo in base al diametro dei pignoni e richiederà dunque un solo deragliatore (l'ingranaggio che consente di spostare la catena da un pignone all'altro). Una city bike presenta in media 7 velocità.
Due deragliatori
Un ciclista più esperto, o in generale chi ha una mente più matematica, potrà invece cimentarsi nell'uso di sistemi di trasmissione a due deragliatori, uno anteriore ed uno posteriore: in questo caso infatti non solo saremo in presenza di più velocità, ma anche di più corone sulla guarnitura, fino ad un massimo di 4. Impostare la marcia corretta sarà dunque più complesso, perché per farlo bisognerà calcolare il giusto rapporto fra il diametro del pignone e quello della corona. Sicuramente questo tipo di trasmissione è consigliabile per chi desidera una mountain bike elettrica, perché permette di affrontare con agilità qualunque tipo di pendenza, ma allo stesso tempo richiederà una certa perizia nell'uso della bicicletta.

Freni

Anche in questo caso il discorso si potrebbe approfondire molto, perché i tipi di freno sono tanti e ciascuno presenta particolari caratteristiche, vantaggi e svantaggi. Oltre a ciò, aggiungiamo che spesso è possibile trovare anche due tipologie di freno combinate fra loro (ad esempio, freno a disco sulla ruota anteriore e freno v-brake sulla anteriore), per cui le combinazioni possono essere veramente tante. In questa sede però ci limiteremo a descrivere solamente i tipi di freno più utilizzati per le biciclette elettriche, vediamoli nell'elenco qui sotto: freni a disco
  • Freni a tamburo: sono tra i freni di più vecchia data ed hanno il vantaggio di essere molto economici. Trovandosi tuttavia all'interno dei mozzi, i freni di questo tipo hanno spesso problemi di surriscaldamento, che alla lunga possono anche deformare l'impianto frenante e ridurne l'efficienza
  • Freni v-brake: sono sicuramente un'ottima alternativa ai freni a tamburo. Questi freni sono un'evoluzione dei vecchi freni a tampone, sono montati sulla forcella e al momento della frenata agiscono direttamente sul cerchio della ruota andando a comprimerlo fino ad arrestarne completamente il movimento. Il loro principale vantaggio è di richiedere poca manutenzione e di essere particolarmente facili da cambiare una volta consumati. Tuttavia, in caso la ruota sia particolarmente sporca, ad esempio di fango, i pattini, ovvero la parte a diretto contatto con il cerchio, prima di poter arrestare la ruota compiranno un giro completo sullo strato di sporco che la ricopre, rallentando quindi i tempi di arresto
  • Freni a disco: sono il top di gamma nel campo dei freni, perché agendo direttamente sul mozzo delle ruote non danno problemi con acqua o fango, ed hanno una maggior potenza di frenata. Ancora più performanti sono i freni a disco idraulici, di maggior costo, ma che danno il vantaggio di modulare ancora meglio la frenata

Ruote

Innanzitutto bisogna sapere che esistono tre diversi sistemi di misurazione delle ruote: il sistema dei paesi angolofoni, che utilizza una misurazione in pollici, il sistema ETRTO, o ISO, che è lo standard di misurazione europeo e consiste in una misura in millimetri (spesso viene indicata la sola cifra, senza la dicitura mm), e la marcatura francese, che ci dice il diametro esterno della ruota in millimetri ed è seguito da una lettera compresa fra la A e la D che indica la misura del diametro interno. In rete è possibile trovare tabelle che ci aiutano a confrontare le diverse misure, per cui, ad esempio, la grandezza di una ruota da 28" sarà indicata come 622 secondo il sistema ETRTO e 700C secondo la marcatura francese. In generale, il sistema più comune da trovare è quello che esprime la misura della ruota in pollici. Le dimensioni di una ruota possono variare da 12" a 29". Al contrario di quello che si potrebbe pensare, l'altezza del ciclista influenza solo in parte la scelta della ruota: solo per chi è alto meno di 1,60 m è consigliabile infatti scegliere una ruota da 26" o meno, mentre per tutti coloro che superano tale altezza la scelta della ruota sarà dettata invece dal tipo di bicicletta che si desidera acquistare. La ruota standard per le city bike è di 28".

5. Computer di bordo e accessori

L'ultimo fattore che suggeriamo di valutare nella scelta della bicicletta elettrica è quello che considera alcune componenti extra che possono renderne l'utilizzo più comodo: ci riferiamo in particolare al computer di bordo, ma anche ad altri eventuali accessori che possono essere forniti con la bicicletta. Ci occuperemo separatamente di queste due componenti nelle prossime sezioni.

Computer di bordo

Il computer di bordo permette di gestire i comandi del motore ed è solitamente posizionato sul manubrio. Ne esistono di diversi tipi. I più economici sono generalmente di materiale plastico, indicano solamente lo stato di carica della batteria e permettono di selezionare il livello di assistenza desiderato. Quelli più costosi invece integrano diverse funzioni, come il contachilometri e la possibilità di impostare la potenza erogata dal motore, come per esempio il modello della Bosch che vedete nella foto qua sotto. display Bosch Altri inoltre sono dotati di gps e possono essere collegati allo smartphone attraverso la tecnologia Bluetooth. La complessità del computer di bordo incide sul prezzo complessivo della bicicletta, per cui su una bici elettrica molto economica difficilmente troveremo un display con gps integrato, mentre su bici di fascia di prezzo alta sarà legittimo aspettarsi una buona qualità anche dal computer. Per questo motivo, alcuni produttori preferiscono adottare delle soluzioni ibride: le biciclette vengono dotate di un computer di bordo basilare, ma all'utente è data la possibilità di integrare le funzioni mancanti scaricano un'apposita app sul cellulare, che può essere attaccato al manubrio della bicicletta grazie ad un apposito supporto, solitamente dotato di porta USB.

Accessori

Ogni produttore può poi scegliere di personalizzare la bicicletta elettrica prodotta con una serie di accessori a seconda del tipo di ciclista al quale desidera rivolgersi. Nel campo delle city bike elettriche, fondamentale sarà sicuramente la presenza di parafango e portapacchi. Il primo infatti è utilissimo per chi desidera fare della bici un uso quotidiano, perché permette di non sporcarsi i vestiti quando il terreno è bagnato o fangoso. Il secondo invece consente di poter agganciare alla bicicletta un cestino posteriore, un sellino per bambini o borse apposite per il computer, e rende dunque la bici versatile per qualunque spostamento e per diversi tipi di utilizzo. Infine alcune bici sono dotate di un sellino ergonomico, per offrire una seduta più confortevole, o di un cestino anteriore per trasportare ad esempio la borsa o uno zaino. Si tratta sicuramente di accessori utili, ma va detto che possono essere acquistati o cambiati secondo le proprie necessità anche in un secondo momento con una spesa veramente irrisoria.

Altri fattori da tenere in mente per la scelta della bicicletta elettrica

I materiali sono importanti?

Il componente della bicicletta elettrica per il quale è sicuramente necessario prestare particolare attenzione ai materiali è sicuramente il telaio. Come abbiamo visto, il materiale del telaio di una bicicletta è estremamente importante, non solo perché influisce sul peso complessivo (una bici più pesante richiederà infatti anche una maggiore spinta, anche se d'altra parte potrebbe risultare più robusta e resistente ad eventuali urti), ma anche perché dev'essere sufficientemente robusto e flessibile per resistere a colpi causati da buche o irregolarità del terreno. Come abbiamo visto, solitamente il telaio è in acciaio, alluminio o fibra di carbonio, e, se è vero che la fibra di carbonio è il materiale più leggero e allo stesso tempo resistente (anche se la resistenza dipende dal numero dei suoi strati), pensiamo che l'alluminio sia un ottimo compromesso tra leggerezza, robustezza e prezzo.

La marca è importante?

Una bicicletta elettrica è un sistema complesso, dotato di diversi componenti. Al momento dell'acquisto sarà dunque consigliabile, oltre naturalmente a valutare la marca del telaio, individuare quali sono i produttori delle singole parti, come motore, batterie, cambio e freni. Tra i vari marchi che producono i componenti del motore (compresi batteria e sensore di pedalata) negli ultimi anni si è distinta la Bosch, diventando un punto di riferimento per le biciclette di alta qualità. Invece sia per le parti dei freni che per quelle del cambio moltissimi produttori di bici si affidano alla Shimano, ormai da diversi anni marchio di punta del settore, che sta applicando le proprie competenze anche al mondo delle biciclette elettriche.

Il prezzo è importante?

L'acquisto di una bicicletta elettrica è sempre un acquisto importante, perché si va da una fascia di prezzo bassa che possiamo indicare fra i 700 € ed i 1500 € ad una fascia di prezzo media fra i 1500 € ed i 3000 €, per arrivare ad una fascia di prezzo alta al di sopra dei 3000 €. Sul prezzo influiscono vari fattori, non ultima la qualità dei componenti utilizzati, per cui è consigliabile non andare al risparmio per non dover poi correre di rischio di dover investire molti soldi dal meccanico per la riparazione o la sostituzione dei singoli elementi. D'altra parte si possono trovare ottime biciclette elettriche anche in fascia media o economica, a patto che non ci si aspettino caratteristiche particolarmente avanzate, ad esempio un computer di bordo molto evoluto, o una batteria dalla lunghissima autonomia.

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Domande e risposte su Bicicletta elettrica

  1. 0
    Domanda di Giuliano Audino | 17 febbraio 2017 at 13:12

    Le bici elettriche CUBE sono poco menzionate. Il modello trekking (fascia di prezzo 2200-2500) con batteria da 500Wh come lo giudicate?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 17 febbraio 2017 at 16:06

      Ancora non abbiamo avuto modo di studiare i modelli della Cube, dovresti però darci un link, perché vediamo che ci sono diversi modelli trekking CUBE.

  2. 0
    Domanda di ubaldo | 27 ottobre 2016 at 23:48

    cerco bici in alluminio amm\ta motore Brushless centrale batt.Litio 250w 36v 10Ah al centro telaio, ruote da 26″ freni a disco. qualsiasi marca.

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 28 ottobre 2016 at 11:33

      Soddisfarti al 100% non è semplice, puoi vedere la Bergamont E-Line C XT Nyon 500 Gent, che sembra adatta alle tue richieste anche se le ruote sono da 28″, oppure la Viron Citybike con ruote da 26 ma freni a tamburo.

  3. 0
    Domanda di boscarini francesco | 22 giugno 2016 at 10:08

    sono poliomelitico, uso senza problemi una bici normale ne vorrei una elettrica di buona qualità e con un minor peso dove possso rivolgermi

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 22 giugno 2016 at 17:20

      Un acquisto mirato è sicuramente la Bergamont E-Line C XT Nyon 500 Gent, caratterizzata da una struttura solida e da ben 5 livelli di pedalata assistita, il peso di 23 kg è da considerarsi nella media.

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